Purtroppo tutti gli eventi in Friuli sembrano dei figli di un dio minore però, dopo la scoperta del trail dei 3 Castelli a Gemona/Venzone in maggio, anche questo trail si rivela un gioiello.
I primi tre quarti di gara sono eccezionali sempre in alta quota, sempre con panorami superbi che spaziano dalle dolomiti d'oltre Piave al gruppo del Coglians. Il passaggio in cima al Clapsavon aggiunge un po' di adrenalina con qualche passaggio più tecnico ma sempre ottimamente presidiato. Organizzazione perfetta.
Insomma posti meno noti delle affollate dolomiti ma che meritano assolutamente una visita.
Da rifare
Trail delle Orchidee (UD) 31.07.2016
Moderatore: maudellevette
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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natalina52
- Messaggi: 353
- Iscritto il: 06/10/2011, 13:55
Re: Trail delle Orchidee 2016
Confermo quanto detto alla votazione dei trail piu' belli. STUPENDO. Nonostante il maltempo,a parere della sottoscritta, merita assolutamente di essere fatto.
Organizzazione super, assistenza unica, balisaggio a prova della solita talpa Natalina.
Grazie.
Organizzazione super, assistenza unica, balisaggio a prova della solita talpa Natalina.
Grazie.
Re: Trail delle Orchidee 2016
Gran bella gara con percorso subito duro e subito spettacolare. Bellissimo Clap Savon, tecnico ma ottimamente presidiato. Poi molti lunghi traversi da correre a perdifiato.
Toglierei se possibile un paio di pezzi di asfalto (saranno forse 2km al 20° e 2km al 30°) per il resto è un tripudio di single-track.
Altimetria del roadbook un poco imprecisa che riserva alcune sorprese ma il trail è anche questo.
Non è segnalata una salita cementata prima del 35° (?credo) e anche l'ultima salita è descritta come lunga e costante ma non è così.
Ristori precisi e sempre pronti, perfetti.
Tanto merito a questa organizzazione. bravi!
Toglierei se possibile un paio di pezzi di asfalto (saranno forse 2km al 20° e 2km al 30°) per il resto è un tripudio di single-track.
Altimetria del roadbook un poco imprecisa che riserva alcune sorprese ma il trail è anche questo.
Non è segnalata una salita cementata prima del 35° (?credo) e anche l'ultima salita è descritta come lunga e costante ma non è così.
Ristori precisi e sempre pronti, perfetti.
Tanto merito a questa organizzazione. bravi!
Re: Trail delle Orchidee 2016
Presente anche a questa seconda edizione di questo splendido trail, dove con molto piacere posso contemporaneamente soddisfare due tra le mie passioni più forti, la corsa e le orchidee spontanee.
Probabilmente la maggior parte dei partecipanti era più concentrata sul percorso, ma per me in alcuni tratti era veramente complicato guardare avanti, tante erano le fioriture presenti sul percorso al massimo dello splendore, a differenza dello scorso anno in cui il gran caldo di giugno e luglio aveva già compromesso le stesse.
Così il trail mi è letteralmente corso sotto i piedi quasi senza accorgermene; anche il tempo è stato clemente, almeno fino al mio arrivo, infatti il tempo di andare dal traguardo alla macchina ed è cominciato a piovere sempre più intensamente!
Sull'organizzazione non posso che concordare con chi mi ha preceduto, al primo ristoro presente anche la birra che mi è letteralmente saltata in bocca, non ho potuto farci nulla per evitarlo
ottimo anche il pasto all'arrivo!
Obiettivo personale per questa edizione: tentare di migliorare il tempo dello scorso anno o perlomeno confermarlo, considerando che gli anni inesorabilmente ed inevitabilmente salgono sarebbe già un buon risultato!
Il percorso, soprattutto nella prima parte, è veramente fantastico: il tratto di cresta erbosa dal Puintat alla discesa verso la Casera Giaveada (primo ristoro) offre un panorama amplissimo che unito al fatto che si è ancora freschi e che il fondo è morbido e corribilissimo fa sentire in armonia con tutto ciò che ti circonda e vorresti che non finisse mai!
La successiva salita al monte Clapsavon è inizialmente morbida, poi si impenna gradualmente, spezzata solo per alcuni minuti dal Pian delle streghe, dove la leggenda dice che al sopraggiungere del temporale, lì si radunavano le nuvole e le streghe battevano tempesta.
Per questa volta le abbiamo schivate, ma il temporale sembra essere veramente in arrivo: raggiunta faticosamente la cima dopo un ultimo ripido ghiaione e l'area cresta, dalla parte opposta appaiono le Dolomiti già avviluppate in uno strato di nuvoloni neri; ma ormai il peggio è sotto i piedi, anzi ormai alle spalle perchè la discesa, per la verità un pò fangosa nei pressi della Casera Chiansaveit, deposita velocemente alla sterrata che fa da giro di boa dell'anello.
Da qui in avanti immagino che chi raggiunge il Passo Pura entro le 6 ore e qualcosa riesca a correre per il 95% del percorso rimanente; solo due brevi risalite ripide possono eventualmente spezzare il ritmo. Non per me ovviamente, che devo fare i conti con le prime avvisaglie di crampi, che per fortuna rimangono solo tali fino all'arrivo. La pioggia arriva puntuale ma si tratta di una breve precipitazione che rinfresca l'aria e permette di correre al meglio, poi più nulla fino all'arrivo.
Gli occhi vagano continuamente ai lati del percorso, tra variopinte fioriture di Nigritelle, Gymnadenia e Dactylorhiza, ma devo fare attenzione perchè nonostante il sentiero sia piuttosto semplice, presenta diversi tratti fangosi, dove a volte, con numeri di equilibrio da circo riesco comunque ad evitare il poco nobile appoggio a terra del deretano
Ultima sorpresa, per chi era alla prima partecipazione, i 150 metri di risalita della sterrata (a tratti cementata) quasi interminabili, e la ripidissima rampa sempre cementata, ma questa volta in discesa, che deposita a Lateis, frazione del comune di Sauris, poi per sentiero nel bosco dopo un ulteriore traverso e la successiva discesa, si scende all'omonimo lago.
Un breve tratto asfaltato con il quale contorniamo il lago attraversando anche la diga, e dopo una galleria ecco l'ultimo ristoro; rimane solo la risalita al passo, prima per sentiero, poi per sterrata con pendenza moderata.
Le gambe girano bene, credo di aver gestito bene le mie risorse lungo il percorso;raggiunta la sterrata in leggera salita provo a corricchiare, ce la faccio così cerco di mantenere un ritmo lento ma costante, guardo l'orologio, forse riesco a migliorare di qualche minuto rispetto all'anno scorso.
Due volontari sul percorso mi dicono che manca un chilometro, ma non mi faccio intenerire, so che manca un pò di più, non c'è nulla di peggio per il proprio umore di quanto ti comunicano una distanza più breve della realtà, ma ormai ci sono abituato ed ho imparato a raddoppiare quello che ti comunicano, soprattutto quando sei vicino a l traguardo.
Ma ecco che da lontano giunge la voce dello speaker che accompagna gli ultimi metri dei runners, ormai manca veramente poco e, come sempre accade in questi frangenti, dal corpo emergono energie nascoste che ti fanno percorrere gli ultimi metri in spinta, nonostante la salita, con il sorriso sulle labbra e tra gli applausi dei presenti: alla fine tolgo due minuti al tempo dello scorso anno, obiettivo raggiunto, ma sono più felice per la splendida giornata trascorsa e per quanto la natura mi ha offerto!
Probabilmente la maggior parte dei partecipanti era più concentrata sul percorso, ma per me in alcuni tratti era veramente complicato guardare avanti, tante erano le fioriture presenti sul percorso al massimo dello splendore, a differenza dello scorso anno in cui il gran caldo di giugno e luglio aveva già compromesso le stesse.
Così il trail mi è letteralmente corso sotto i piedi quasi senza accorgermene; anche il tempo è stato clemente, almeno fino al mio arrivo, infatti il tempo di andare dal traguardo alla macchina ed è cominciato a piovere sempre più intensamente!
Sull'organizzazione non posso che concordare con chi mi ha preceduto, al primo ristoro presente anche la birra che mi è letteralmente saltata in bocca, non ho potuto farci nulla per evitarlo
Obiettivo personale per questa edizione: tentare di migliorare il tempo dello scorso anno o perlomeno confermarlo, considerando che gli anni inesorabilmente ed inevitabilmente salgono sarebbe già un buon risultato!
Il percorso, soprattutto nella prima parte, è veramente fantastico: il tratto di cresta erbosa dal Puintat alla discesa verso la Casera Giaveada (primo ristoro) offre un panorama amplissimo che unito al fatto che si è ancora freschi e che il fondo è morbido e corribilissimo fa sentire in armonia con tutto ciò che ti circonda e vorresti che non finisse mai!
La successiva salita al monte Clapsavon è inizialmente morbida, poi si impenna gradualmente, spezzata solo per alcuni minuti dal Pian delle streghe, dove la leggenda dice che al sopraggiungere del temporale, lì si radunavano le nuvole e le streghe battevano tempesta.
Per questa volta le abbiamo schivate, ma il temporale sembra essere veramente in arrivo: raggiunta faticosamente la cima dopo un ultimo ripido ghiaione e l'area cresta, dalla parte opposta appaiono le Dolomiti già avviluppate in uno strato di nuvoloni neri; ma ormai il peggio è sotto i piedi, anzi ormai alle spalle perchè la discesa, per la verità un pò fangosa nei pressi della Casera Chiansaveit, deposita velocemente alla sterrata che fa da giro di boa dell'anello.
Da qui in avanti immagino che chi raggiunge il Passo Pura entro le 6 ore e qualcosa riesca a correre per il 95% del percorso rimanente; solo due brevi risalite ripide possono eventualmente spezzare il ritmo. Non per me ovviamente, che devo fare i conti con le prime avvisaglie di crampi, che per fortuna rimangono solo tali fino all'arrivo. La pioggia arriva puntuale ma si tratta di una breve precipitazione che rinfresca l'aria e permette di correre al meglio, poi più nulla fino all'arrivo.
Gli occhi vagano continuamente ai lati del percorso, tra variopinte fioriture di Nigritelle, Gymnadenia e Dactylorhiza, ma devo fare attenzione perchè nonostante il sentiero sia piuttosto semplice, presenta diversi tratti fangosi, dove a volte, con numeri di equilibrio da circo riesco comunque ad evitare il poco nobile appoggio a terra del deretano
Ultima sorpresa, per chi era alla prima partecipazione, i 150 metri di risalita della sterrata (a tratti cementata) quasi interminabili, e la ripidissima rampa sempre cementata, ma questa volta in discesa, che deposita a Lateis, frazione del comune di Sauris, poi per sentiero nel bosco dopo un ulteriore traverso e la successiva discesa, si scende all'omonimo lago.
Un breve tratto asfaltato con il quale contorniamo il lago attraversando anche la diga, e dopo una galleria ecco l'ultimo ristoro; rimane solo la risalita al passo, prima per sentiero, poi per sterrata con pendenza moderata.
Le gambe girano bene, credo di aver gestito bene le mie risorse lungo il percorso;raggiunta la sterrata in leggera salita provo a corricchiare, ce la faccio così cerco di mantenere un ritmo lento ma costante, guardo l'orologio, forse riesco a migliorare di qualche minuto rispetto all'anno scorso.
Due volontari sul percorso mi dicono che manca un chilometro, ma non mi faccio intenerire, so che manca un pò di più, non c'è nulla di peggio per il proprio umore di quanto ti comunicano una distanza più breve della realtà, ma ormai ci sono abituato ed ho imparato a raddoppiare quello che ti comunicano, soprattutto quando sei vicino a l traguardo.
Ma ecco che da lontano giunge la voce dello speaker che accompagna gli ultimi metri dei runners, ormai manca veramente poco e, come sempre accade in questi frangenti, dal corpo emergono energie nascoste che ti fanno percorrere gli ultimi metri in spinta, nonostante la salita, con il sorriso sulle labbra e tra gli applausi dei presenti: alla fine tolgo due minuti al tempo dello scorso anno, obiettivo raggiunto, ma sono più felice per la splendida giornata trascorsa e per quanto la natura mi ha offerto!