grazie per tutte le risposte. io NON ho mai provato ma non ho letto nessuno che cita i "compressor", ne cosciali ne polpaccio, perchè come me non li avete mai provati o per inefficacia ?
( posto che il corpo fa quel che la mente vuole AKA placebo )
Nella mia risposta avevo detto di aver tratto giovamento dai gambali a compressione. A qualcosa servono anche se non risolvono del tutto il problema, naturalmente!
ap77 ha scritto:grazie per tutte le risposte. io NON ho mai provato ma non ho letto nessuno che cita i "compressor", ne cosciali ne polpaccio, perchè come me non li avete mai provati o per inefficacia ?
( posto che il corpo fa quel che la mente vuole AKA placebo )
in passato ho sofferto di crampi notturni ma mai in gara ne in allenamento. uso i gambali a compressione in gara e allenamento ma unicamente come protezione contro le ferirte che possono derivare da urti con piante, rocce, ecc... mentre li trovo molto efficaci nel post gara come recupero!
Se la scienza non spiega inequivocabilmente il motivo dell'insorgenza di crampi, posso empiricamente elencare i fattori che li favoriscono:
-scarsa idratazione: se ci si appresta a correre una gara lunga e impegnativa è bene bere tanta acqua (2 litri/die almeno, meglio 3) a partire da una settimana prima.
-alimentazione errata: abbondare di frutta e verdura, sempre dalla settimana precedente.
-clima caldo o freddo:i primi caldi sono per me micidiali, se possibile allenarsi nelle ore più calde per acclimatarsi, al limite coprendosi oltre il necessario (senza esagerare).Dal freddo ci si può sempre proteggere, anche se mi sono capitati crampi quando faceva si molto freddo, ma correndo non lo sentivo.Altri motivi non ce n'erano, correvo da soli 20', c'era meno 15 ma stavo bene, ero preparato, idratato, ma mi si sono inchiodati i polpacci.Sarà la cosidetta temperatura percepita, cara ai meteorologi?
-naturalmente un ritmo vicino ai propri limiti li favoriscono, così come un allenamento inadeguato.
-capi a compressione: aiutano un pò, senza i miracoli di cui parlano le aziende costruttrici.
In caso di crampi secondo me è sbagliato fermarsi, (se la crisi è pesante non riparti più), a meno che non si sia a una gara lunghissima che dura giorni, dove ci si può fermare anche qualche ora, magari dormire un pò, cioè si può recuperare sul serio.
Io mi regolo così: rallento sensibilmente il passo, cerco di procedere più fluido possibile, mangio e bevo qualcosa, cerco di "sballottare" il muscolo colpito.A volte mi passano se passo da una salita a una discesa o viceversa.In genere la crisi mi passa e riesco a finire la gara, anche se non sempre.
Anch'io se sento insorgere il crampo non mi fermo, proseguo cercando di impegnare muscoli diversi da quelli in crisi. E naturalmente se il terreno cambia (salita - discesa) è normale che sollecitando muscoli diversi il crampo tenda a sparire. Però a volte il crampo arriva improvviso e violento, e in quel caso non solo non riesco a continuare a correre o camminare, ma nemmeno a rimanere in piedi! Devo distendermi e cercare, da solo ma meglio con l'aiuto di qualcuno, di stirare il muscolo. Dopo un po' di solito il dolore passa e riesco a proseguire. L'anno scorso all'Ultrabericus ho avuto forti crampi poco dopo il 20° km, e tuttavia sono riuscito a percorrere i restanti 45 km....quindi mai disperare!
confortante il fatto che tanti ne soffrono. e sconfortante che c'è una parte di cause X non risolvibili, non programmabili ma da subire passivamente.
pausa , bere bene, ma la tensione di gara credo quella che sia la mia principale causa "fottente"
se mi avanzano dei soldini proverò i cosciali quelli separati. quelli a pantaloncino mi danno l'idea di non fare nulla .