Buongiorno a tutti.
prima di tutto vorrei ringraziare tutti per i preziosi consigli e tutta la squadra di Spirito Trail che ci ha messo a disposizione questo spazio e le preziosissime tabelle della Santucci.
L'unico modo che ho per ringraziare è fare un resoconto di quest'avventura e lasciare una traccia per il futuro.
PREMESSA
Il 7 gennaio 2016 ho fatto un intervento di chirurgia bariatrica che si chiama Sleeve e che comporta una riduzione verticale dello stomaco. Pesavo 141,2 kg per 173 cm di altezza. al momento della gara il peso è di circa 87 kg. L'operazione consiste in un riduzione dello stomaco (quindi non posso bere e mangiare contemporaneamente ad esempio e soprattutto non posso bere giare d'acqua).
Prima gara su strada da 10 km a settembre 2016. Primo trail il Tartufo Trail da 17 km a ottobre 2016.
Dopo l'iscrizione i miei obiettivi sono stati di studiare, allenarmi e fare esperienza.
Tuttavia dopo un pò di gare mi rimaneva il dubbio di come il mio "nuovo" corpo - e sopratutto lo stomaco -poteva reagire a quelle distanze e quindi da qui la selta di fare l'Amorotto Trail da 50 per testarmi. il test è stato positivo ma mi sono sopravvalutato nella capacità di recupero e questo mi ha comportato un leggero aggravamento delle condizioni della mia povera caviglia destra. Proprio per curarla ho dovuto rallentare molto nell'ultimo periodo che mi doveva dare brillantezza ed un pò più di velocità.
GARA
Questa gara per me in questi mesi il simbolo di un percorso di rinascita personale perciò non vi nascondo le lacrime alla partenza.
il primo tratto è tracorso lento e meno affollato di quanto pensassi ma più lungo dell'atteso. Ho capito subuito di aver fatto bene a partire con 2 litri d'acqua e 3 polase sport sciolti, più altri 3 nello zaino. ho iniziato a bere costantemente a piccoli sorsi per idratarmi. La maestosità della Val Travenanzes non si può raccontare ma ho colto l'occasione per bere ad un ruscello. La salita a Col dei Bos è lunga e costante ma per il mio peso mi sfavorisce. La discesa seguente è bellissima e velocissima e la faccio in volata fino al rifugio. Fantastica la macchina dell'acqua fredda messa a disposizione dall'organizzazione, faccio un check e mi rendo conto di aver svuotato la sacca e la riempio e butto dentro gli altri polase.
l'Averau è un salita bellissima (ed ho imparato che amo le salite brutali da affrontare con la volontà prima che con le gambe), lunga, implacabile, Non molla mai: sale, sale, sale e sai che ti porterà al punto più alto della gara ma non sarà finita. Dall'Averau al Giau è una passeggiata ma avrei dovuto spingere di più, invece mi intimidisco pesnado al Giau e alla discesa da Croda. Sento che qualcosa non va ai piedi. al Giau faccio un check e le mie peggiori paure si concretizzano. I piedi sono completamente spellati e piene di vesciche esplose. La colpa è delle calze a compressione della Salomon che ho comprato un mesetto fa e che avevo rodato e mi avevano fatto venire una paio di vescichette ma che in condizioni di calore così forte mi hanno fatto questo danno. Inoltre, l'atavico problema alle punta dei piedi (troverò mai le scarpe giuste?) mi presenta il conto.che avevo però atttribuito al calore. Metto un paio di compeed e metto le calze di ricambio. Parto. Ho il morale a terra. Sto arrivando all'appuntamento con il Giau nel peggir modo possibile. Non riusciro a raggiungere il mio obiettivo di stare sotto le 10 ore. Mi torna in mente la scopa della Sky Casto che in una LUT si era rianimato solo quando aveva rivisto la sua famiglia e chiamo casa. Il Giau è un parete verticale, messa lì dal dio dei trail per punire il peccato di orgoglio del trailer. Ma io ho la mia testa, i miei bastoncini, le mie cuffiette. Prendo un punto di riferimento e ci arrivo e poi ancora e poi ancora. Non posso fermarmi mai perche sarebbe doloroso ripartire. Su è bello. Mi rimane la paura della discesa perchè io sono l'antitesi del discesista con il mio pesone e la mia non-tecnica. Cerco di essere conservativo in maniera erronea. Forcella Ambrizzola: l'ultima salitina. E' veloce e indolore. Quando si scollina si passa attraverso un cancello in una staccionata e...non ero preparato: la vista si estende su tutta la conca di Cortina. Il cielo azzurro, il verde in tutte le sue tonalità. Da lì tutto è bello e perfetto. Non c'è dolore. Strani casi del destino: l'ipod in riproduzione casuale manda la canzone che mi ha accompagnato in questi 6 mesi prima di ogni trail (Gimme All Your Love degli alabama shakes). Piango come un bambino perchè penso che ho avuto una seconda chance e la sto usando per vedere una cosa bellissima e per testimoniare a tanti altri che si può combattare l'obesità.
Arrivo al Croda e riparto alla grande tanto da pensare di restare sotto le 10 ore ma appena la strada scende diventa un martirio. E' diventata una discesa facile facile ma i piedi sono e finiti dal 43imo anche le gambe sono finite. Solo una botta di caffeina mi potrà aiutare e scelgo di arrivare correndo e quindi prendo l'ultimo gel alla caffeina a 3 dall'arrivo.
Tempo finale 10:22.
Questi i miei passaggi:
Start - km/h - Sa. 08:01 00:00:00
1986m Malga Travenanzes 6,40 km/h 842 Sa. 10:41 02:40:32
2057m Col Gallina 4,32 km/h 896 Sa. 12:18 04:17:50
2419m Rifugio Averau 2,76 km/h 967 Sa. 13:44 05:43:52
2243m Passo Giau 3,97 km/h 1061 Sa. 14:36 06:35:33
2249m Mondeval 2,37 km/h 1172 Sa. 16:11 08:10:22
1340m Lago d'Ajal 5,92 km/h 1208 Sa. 17:44 09:43:38
1221m Arrivo 6,01 km/h 1216 Sa. 18:23 10:22:23
CONSIDERAZIONI FINALI
1.
idratazione.
Ho bevuto 7,5 litri ed una sola minipipi sul Giau. Sono sempre stato vicino alla disdratazione. Probabilente era anche un pò di panico perche non potendo mangiare a bere al contempo (lo spazio fisico del mio stomaco è ridotto come ridotta è la sua capacità di estendersi) avevo sempre paura di non bere a sufficienza per quel caldone o di non mangiare a suffienza.
2.
Allenamento.
Lo scopo era arrivare non ultimo e bene. Da questo punto di vista obiettivo raggiunto al 110%. Volevo il sub 10 ore ma d'altra parte ho il motivo per riandare l'anno prossimo.
3.
Organizzazione
Amo questo tipo di manifestazioni. Organizzate bene. Ristori carichi di ogni bene di dio. Partecipanti da tutto il mondo. Sponsor generosi. Volontari che ti incoraggiano sempre e ti chiamano per nome. Fantastico! Due appunti: avrei voluto una medaglia e avrei messo un info point turistico dentro il pa ghiaccio perchè io sono arrivato il gioverdi ed avrei apprezzato fare qualche giro sui uoghi della gara.
Rimedierò l'anno prossimo.
4.
gestione della gara
Avrei dovuto correre quando ne avevo e potevo non essere conservativo pensando alla discesa che poi alla fine ho fatto camminando.
TO DO
Per migliorarmi devo scendere di peso. Fare tante discese. Lavorare molto sulle "ripetute" camminando in salita. Fare ancora tanta esperienza con altri trail.
Adesso devo ragionare su cosa fare per i prossimi mesi forse la Maratona di Parma o il Tartufo da 50 (ma non vorrei arrivare con Martin

). Il punto fermo è il Cortina 2018. Vediamo...