Io credo che anche se quello che facciamo ci piace la privazione di una notte di sonno e l'attività fisica per più di X ore crei un buon scompenso ormonale, adesso mi sto concentrando su altro: mi moglie è a fine gravidanza, ho ripreso in mano la bicicletta, sto guardando delle uscite in montagna particolari, guardo con interesse gare più corte e veloci e sto iniziando a fare attività a corpo libero.
Rimane il fatto che arrivare a Cortina ( poteva essere Chamonix o qualsiasi altra meta ) mi ha svuotato completamente per una settimana, anche più del CRO e TDS che sono stati più duri e sudati. Forse arrivarci così bene e condividendo un viaggio bellissimo con alcuni amici mi ha dato quella sensazione di aver raggiunto il mio risultato ed essere soddisfatto.
Post-race depression
Moderatore: leosorry
Re: Post-race depression
Questo mi ricorda il "Mal di Tor" di cui parlava Trabucchi in un articolo qui su ST,
un estratto:
http://www.tordesgeants.it/it/content/r ... mal-di-tor
un estratto:
http://www.tordesgeants.it/it/content/r ... mal-di-tor
Re: Post-race depression
Quando ci immergiamo nella natura "profondamente", non per qualche ora, ma per giorni e notti (soprattutto le notti), vengono stimolate le emozioni primarie, la felicità (per un gesto ben compiuto), la sorpresa (dinanzi a un paesaggio, ai colori, a suoni dimenticati, a odori acri), la paura (della notte, del dolore). Noi siamo essenzialmente uguali ai nostri progenitori che si procacciavano il cibo tra savane e foreste, e in questi frangenti ritroviamo prepotentemente la nostra ragione di essere. Tutto il resto, tutte le sovrastrutture della civiltà, della modernità, crollano miseramente e ci ritroviamo felici a fare quello per cui siamo nati (correre, mangiare, dormire). Poi diventa difficile ritrovare il senso di andare in ufficio o mettersi in fila per un week end al mare....
Re: Post-race depression
Questa sensazione di vuoto ho sperimentato più nei miei spedizioni alpinistiche che non nella gara. Quando una cosa è stato pianificata, desiderata, preparata per mesi, fatti sacrifici di tempo, sonno, economici con sempre l'incognita che non andrà bene, penso che è normale che dopo si trova davanti ad un vuoto, un baratro.
Non c'è più bisogno di lottare, sperare, pianificare. O è andato bene o non è andato bene. E non so quale è il peggio.
Quando non va bene c'è la possibilità di pensare a fare qualcos'altro, magari un po più facile/corto/meno impegnativo. Ma quando va bene, per riempire quel vuoto bisogna trovare qualcos'altro più grande/difficile/rischioso/lungo. E se mi permetti un po di Shakespeare - "It is a tale. Told by an idiot full of sound and fury. Signifying nothing."
Non c'è più bisogno di lottare, sperare, pianificare. O è andato bene o non è andato bene. E non so quale è il peggio.
Quando non va bene c'è la possibilità di pensare a fare qualcos'altro, magari un po più facile/corto/meno impegnativo. Ma quando va bene, per riempire quel vuoto bisogna trovare qualcos'altro più grande/difficile/rischioso/lungo. E se mi permetti un po di Shakespeare - "It is a tale. Told by an idiot full of sound and fury. Signifying nothing."
Re: Post-race depression
Bella citazione, Martin!