Quando fu annunciato il cancellamento della Dolomiti SkyRun, mi misi a valutare un’alternativa di dislivello analogo e dopo aver sentito parlare per tanti anni di questa gara in Alta Savoia decisi di iscrivermi, insieme al mio amico Piercarlo, socio della futura grande avventura di fine Agosto.
Partenza della gara a Saint Nicolas en Veroce, praticamente si supera Chamonix e dopo circa 20km si inizia a salire fino a raggiungere questo piccolo oasi di pace. Arriviamo venerdì alle 19.30, piazziamo la tenda praticamente davanti alla consegna dei dossards e alla partenza, su una piacevolissima erbetta verde, davanti a noi la Aiguille de Bionnassay e la Domes de Miage, cenetta frugale con riso parmigiano e due birre menabrea, uno spettacolo
Alle 4.45 siamo in circa 200 alla partenza, tutti accomunati da un elevato tasso di squilibrio mentale e da dipendenza da D+
La mia gara è stata praticamente “ideale” dall’inizio alla fine, sono partito con un buon passo costante in salita e in discesa cercando di non spingere mai quanto avrei potuto ma pensando sempre ai km da fare, il risultato è stato un andatura costante che mi ha permesso di giungere al traguardo in 26h50’ passando dalla posizione inziale 120 alla 51. Fondamentale è stato ad ogni ristoro fermarsi e riposare per un tempo adeguato. Alla fine 85 ritirati danno un idea della durezza del percorso, tenuto conto che il meteo è stato decisamente favorevole. Per darvi un’idea il primo ci ha impiegato quasi 19 ore…
Il percorso presentava ogni tipo di salita e discesa che possiamo incontrare, I tratti in piano erano praticamente inesistenti
Tra I vari flash che mi vengono in mente:
- La prima ascesa al Col Joly: dopo una lunga salita nel bosco dove mi sono lanciato in un pesante dirty talking contro le mucche (non ne potevo più di tafani, mosche e insetti non bene identificati), un traverso in salita e in contropendenza in mezzo ai rododendri, per poi affrontare un breve tratto al 50% su erba e infine una mini cresta esposta di analoga pendenza
- La notte illuminata dalla luna piena nella zona più wild (zona Beaufortain) è un ricordo che resterà indelebile nella mia memoria, così come la discesa su una pietraia/frana intervallata da tratti in neve
- La seconda salita al Mont Joly affrontata da un altro versante alle 6 di mattina, mentre il vento e l’acqua sferzavano viso e gambe, mi sono sentito io contro la natura
Organizzazione alla francese impeccabile, 8 ristori tutti ubicati nei punti giusti (mediamente da un ristoro all’altro ho sempre impegato tra 2h30 e le 3h30) e soprattutto forniti di tutto quanto è necessario a un trailer per una gara di una ddurezza simile (prosciutto crudo tagliato spesso squisito, formaggio delizioso, cracker TUC, anacardi salati, fette di arancia e banana, albicocche essicate, zuppa e pasta sempre dopo I primi 40km, coca cola, acqua naturale e frizzante, acqua e menta, cioccolato, mancava solo la birra!), sicurezza quasi inesistente (lungo il percorso pochissimi I volontari), balisaggio impeccabile (anche qui alcuni idioti han pensato bene di togliere alcune balise complicando la gara dei primi…).
Un belissimo viaggio, provare per credere