Visto adesso su tg com.
penso possa entrare in merito alla discussione. purtoppo.
Martedì era morto un alpinista italiano, precipitato dal couloir del Gouter. Il 17 agosto il sindaco Peillex aveva disposto l'obbligo di un'attrezzatura alpinistica per raggiungere la vetta attraverso la via normale che passa dal rifugio Gouter. Il "silenzio" dello Stato e dei parlamentari "corrisponde a una vera complicità, con cui si preferisce difendere un pseudo principio di libertà a quello della vita", scrive il primo cittadino al prefetto dell'Alta Savoia.
Protesta di Kilian dalla vetta del Monte Bianco
Moderatore: leosorry
Re: Protesta di Kilian dalla vetta del Monte Bianco
Scusate. ne ho perso un pezzo. questo:
Un escursionista 28enne è morto sul versante francese del Monte Bianco. L'uomo - in tenuta da trailer e senza attrezzatura alpinistica, secondo il sindaco di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex - è precipitato nella zona della cresta delle Bosses, la stessa dove il 17 agosto era stato trovato il corpo di un 46enne di Lione. Il giovane risultava scomparso da Ferragosto e a quanto pare ha affrontato l'ascesa alla vetta in tenuta leggera.
Un escursionista 28enne è morto sul versante francese del Monte Bianco. L'uomo - in tenuta da trailer e senza attrezzatura alpinistica, secondo il sindaco di Saint-Gervais, Jean-Marc Peillex - è precipitato nella zona della cresta delle Bosses, la stessa dove il 17 agosto era stato trovato il corpo di un 46enne di Lione. Il giovane risultava scomparso da Ferragosto e a quanto pare ha affrontato l'ascesa alla vetta in tenuta leggera.
Re: Protesta di Kilian dalla vetta del Monte Bianco
Interessante intervista a Messner sulla questione e dopo l'ennesimo accaduto..
A Reinhold Messner, re degli Ottomila, chiediamo se si riconosce in questo modo di affrontare la natura.
«Assolutamednte no».
Eppure chi corre in alta montagna riduce ogni aiuto al minimo, proprio come faceva lei sull’Himalaya.
«Non scherziamo. Io praticavo un alpinismo della rinuncia, cioè senza l’ausilio della tecnologia che altrimenti rendeva facile superare l’impossibile».
Qual è la differenza?
«Che non ho mai rinunciato agli strumenti che servivano a restare vivo. Salire una montagna senza scarponi e giacca a vento è una forma di suicidio e ognuno è libero di scegliere quella che preferisce. Ma di sicuro non è alpinismo».
E cos’è?
«Uno sport. Dove conta il cronometro, i numeri. Ma a me non piacciono le gare. In montagna ognuno ci deve andare con il suo modo, il suo tempo e il suo stile, nel rispetto dell’ambiente che lo circonda».
I runner non ce l’hanno?
«Diciamo che portano in alta quota le stesse cattive abitudini che tutti quanti sviluppiamo in città: aggressione, competizione, rumore, affollamento, perchè a queste gare partecipano centinaia di persone. Che senso ha?»
Misurarsi con se stessi?
«La montagna si contrappone ai falsi valori. Si viene quassù per godere di una vita diversa. Più lenta, più calma, più silenziosa. Questo tipo di gare è una contraddizione in termini».
Che miete anche vittime tra gli imprudenti.
«Mi dispiace per i familiari e gli amici di chi muore. Ma non sono empatico con queste vittime. Si immergono senza precauzioni in luoghi in cui basta un cambiamento meteorologico per rischiare la vita. Bisognerebbe ricordarsi che la montagna non fa errori. Siamo noi che li facciamo e ne paghiamo il prezzo».
È cambiato il nostro rapporto con la natura.
«La maggior parte di chi va in montagna oggi, che sia sul Bianco o sull’Everest, in realtà compra una pista. Si fa guidare su un terreno tracciato dalle guide. Però alcune incognite rimangono e vanno considerate: il meteo, il terreno, le reazioni fisiche allo sforzo».
Pensa che sia giusto imporre restrizioni a chi si avventura in alta quota?
«Sarei contro le regole fisse, ma ormai mi sembra quasi inevitabile adottarle».
Perché?
«C’è troppa gente che non ha la minima idea di come attrezzarsi. Mi dica per quale motivo i soccorritori dovrebbero rischiare la vita per salvare persone che sono salite a tremila metri senza scarponi e senza i vestiti adatti».
In effetti sul Bianco hanno segnalato una donna arrivata a un rifugio con due bimbe di 4 e 6 anni, sprovvista degli strumenti minimi per cautelarsi.
«Appunto. A me pare un mondo fuori equilibrio, dove tutti pensano di poter fare tutto. Siccome non è così, qualche regola dovremo darcela per forza».
A Reinhold Messner, re degli Ottomila, chiediamo se si riconosce in questo modo di affrontare la natura.
«Assolutamednte no».
Eppure chi corre in alta montagna riduce ogni aiuto al minimo, proprio come faceva lei sull’Himalaya.
«Non scherziamo. Io praticavo un alpinismo della rinuncia, cioè senza l’ausilio della tecnologia che altrimenti rendeva facile superare l’impossibile».
Qual è la differenza?
«Che non ho mai rinunciato agli strumenti che servivano a restare vivo. Salire una montagna senza scarponi e giacca a vento è una forma di suicidio e ognuno è libero di scegliere quella che preferisce. Ma di sicuro non è alpinismo».
E cos’è?
«Uno sport. Dove conta il cronometro, i numeri. Ma a me non piacciono le gare. In montagna ognuno ci deve andare con il suo modo, il suo tempo e il suo stile, nel rispetto dell’ambiente che lo circonda».
I runner non ce l’hanno?
«Diciamo che portano in alta quota le stesse cattive abitudini che tutti quanti sviluppiamo in città: aggressione, competizione, rumore, affollamento, perchè a queste gare partecipano centinaia di persone. Che senso ha?»
Misurarsi con se stessi?
«La montagna si contrappone ai falsi valori. Si viene quassù per godere di una vita diversa. Più lenta, più calma, più silenziosa. Questo tipo di gare è una contraddizione in termini».
Che miete anche vittime tra gli imprudenti.
«Mi dispiace per i familiari e gli amici di chi muore. Ma non sono empatico con queste vittime. Si immergono senza precauzioni in luoghi in cui basta un cambiamento meteorologico per rischiare la vita. Bisognerebbe ricordarsi che la montagna non fa errori. Siamo noi che li facciamo e ne paghiamo il prezzo».
È cambiato il nostro rapporto con la natura.
«La maggior parte di chi va in montagna oggi, che sia sul Bianco o sull’Everest, in realtà compra una pista. Si fa guidare su un terreno tracciato dalle guide. Però alcune incognite rimangono e vanno considerate: il meteo, il terreno, le reazioni fisiche allo sforzo».
Pensa che sia giusto imporre restrizioni a chi si avventura in alta quota?
«Sarei contro le regole fisse, ma ormai mi sembra quasi inevitabile adottarle».
Perché?
«C’è troppa gente che non ha la minima idea di come attrezzarsi. Mi dica per quale motivo i soccorritori dovrebbero rischiare la vita per salvare persone che sono salite a tremila metri senza scarponi e senza i vestiti adatti».
In effetti sul Bianco hanno segnalato una donna arrivata a un rifugio con due bimbe di 4 e 6 anni, sprovvista degli strumenti minimi per cautelarsi.
«Appunto. A me pare un mondo fuori equilibrio, dove tutti pensano di poter fare tutto. Siccome non è così, qualche regola dovremo darcela per forza».
Re: Protesta di Kilian dalla vetta del Monte Bianco
Ai suoi tempi le stesse accuse che oggi Messner fa ai runner di alta quota gli venivano rivolte dai suoi detrattori, di sicuro! Certo mi fa un po' ridere che parli di montagna da vivere con calma uno che per trent'anni e più ha inseguito un record dietro l'altro, prima nell'arrampicata e poi sugli ottomila!!! Ma fatemi il piacere
E' come se Bob Marley venisse a dirmi che le canne fanno male
Resto comunque d'accordo sul fatto che in montagna bisogna andarci ben attrezzati.
Resto comunque d'accordo sul fatto che in montagna bisogna andarci ben attrezzati.
Re: Protesta di Kilian dalla vetta del Monte Bianco
Il trailer non è migliore di chi corre su strada.Marietto ha scritto: I runner non ce l’hanno?
«Diciamo che portano in alta quota le stesse cattive abitudini che tutti quanti sviluppiamo in città: aggressione, competizione, rumore, affollamento, perchè a queste gare partecipano centinaia di persone. Che senso ha?»
L'alpinista non è migliore del trailer.
Siamo tutti uomini, non categorie.
Re: Protesta di Kilian dalla vetta del Monte Bianco
Forse non tutti sanno che nel nostro piccolo zainetto ciabbiamo di tutto e personalmente anche qualcosa in più. Sul Bianco muoiono troppe persone perché la via normale viene erroneamente considerata facile, non sono un esperto ma mi sembra che ci sia un canalone che fa più morti del k2....
Su una cosa dovremmo però riflettere. Anche io ho lo stesso dubbio di Messner, forse le gare non sono il modo giusto di affrontare la montagna. Apprezzo di più gli allenamenti per prepararle. Forse ce ne sono davvero troppe e con troppi concorrenti. Il trail si è avvicinato troppo alle gare su strada.
Su una cosa dovremmo però riflettere. Anche io ho lo stesso dubbio di Messner, forse le gare non sono il modo giusto di affrontare la montagna. Apprezzo di più gli allenamenti per prepararle. Forse ce ne sono davvero troppe e con troppi concorrenti. Il trail si è avvicinato troppo alle gare su strada.
Re: Protesta di Kilian dalla vetta del Monte Bianco
Riflessioni comunque interessanti in questa discussione!
I dubbi di Corry sono anche i miei, ed in effetti io più di 2-3 gare in montagna all'anno non faccio (non conto le colline che sono un'altra cosa!), e alterno il correre con il normale escursionismo, anzi a volte mischio le due cose, il cosiddetto trekking veloce: corsa nella parte corribile, e poi verso le cime cammino, veloce ma cammino, per procedere in sicurezza e godermi la montagna...ma penso che molti di noi facciano così, almeno in allenamento!
Sono curioso di provare nelle prossime settimane 2 skyrace, sono per me delle prime volte, e voglio vedere se l'essere in gara e con tanti concorrenti perturba troppo le sensazioni dell'andar per monti.
Ciao
Andrea
I dubbi di Corry sono anche i miei, ed in effetti io più di 2-3 gare in montagna all'anno non faccio (non conto le colline che sono un'altra cosa!), e alterno il correre con il normale escursionismo, anzi a volte mischio le due cose, il cosiddetto trekking veloce: corsa nella parte corribile, e poi verso le cime cammino, veloce ma cammino, per procedere in sicurezza e godermi la montagna...ma penso che molti di noi facciano così, almeno in allenamento!
Sono curioso di provare nelle prossime settimane 2 skyrace, sono per me delle prime volte, e voglio vedere se l'essere in gara e con tanti concorrenti perturba troppo le sensazioni dell'andar per monti.
Ciao
Andrea
- leonardo33
- Messaggi: 261
- Iscritto il: 04/03/2016, 14:11
Re: Protesta di Kilian dalla vetta del Monte Bianco
Siamo tutti più o meno consapevoli dei rischi che ci sono in montagna. Devo dire che sono uno di quelli che ha cominciato ad essere più prudente con gli anni. Le prime volte ero superficiale e sopravvalutavo le mie possibilità. Poi col tempo ho cominciato ad essere più paziente e ragionare bene su cosa facevo in montagna in base alle mie possibilità, forse anche pensando con calma che per un paio di volte avevo avuto solo fortuna a non avere avuto problemi seri.
Comunque penso che la questione sicurezza sia come sempre da considerare molto personale, anche se non sono così schifato dalle regole imposte se sono di buon senso.
Poi certo sarebbe un mondo migliore se tutti fossero prudenti e avessero cognizione dei propri limiti.
Leonardo
Comunque penso che la questione sicurezza sia come sempre da considerare molto personale, anche se non sono così schifato dalle regole imposte se sono di buon senso.
Poi certo sarebbe un mondo migliore se tutti fossero prudenti e avessero cognizione dei propri limiti.
Leonardo
Re: Protesta di Kilian dalla vetta del Monte Bianco
]E cos’è?
«Uno sport. Dove conta il cronometro, i numeri. Ma a me non piacciono le gare. In montagna ognuno ci deve andare con il suo modo, il suo tempo e il suo stile, nel rispetto dell’ambiente che lo circonda».
In montagna ognuno deve andare con il suo modo, ma se gli piace vedere più cose in poco tempo (per me il trail running è iniziato così) è stronzo e porta la cafonaggine in montagna. Grande alpinista e conoscitore della montagna, ma è da anni che ormai ad ogni morte spara sentenze, quando sicuramente è stato molto ma molto fortunato pure lui, e farebbe meglio a tacere.
Per quanto riguarda queste ultime disgrazie, io sinceramente non mi avventurerei mai su passaggi di certe difficoltà, ho sempre e solo fatto sentieri "da trekking" perchè non mi sento sicuro e mi scacazzo sotto (skyrunning non fa probabilmente per me). Non tutti probabilmente sono così fifoni e quindi spostano l'asticella un pò più in là, innalzando anche i rischi notevolmente, a volte molto oltre il buon senso; per questo motivo la regola imposta la trovo giusta, perchè cerca di correggere chi il buon senso l'ha lasciato un pò a casa. Grande uscita a vuoto quella di Killian per me, seppur poi corretta con il lungo testo ed il video annesso.
«Uno sport. Dove conta il cronometro, i numeri. Ma a me non piacciono le gare. In montagna ognuno ci deve andare con il suo modo, il suo tempo e il suo stile, nel rispetto dell’ambiente che lo circonda».
In montagna ognuno deve andare con il suo modo, ma se gli piace vedere più cose in poco tempo (per me il trail running è iniziato così) è stronzo e porta la cafonaggine in montagna. Grande alpinista e conoscitore della montagna, ma è da anni che ormai ad ogni morte spara sentenze, quando sicuramente è stato molto ma molto fortunato pure lui, e farebbe meglio a tacere.
Per quanto riguarda queste ultime disgrazie, io sinceramente non mi avventurerei mai su passaggi di certe difficoltà, ho sempre e solo fatto sentieri "da trekking" perchè non mi sento sicuro e mi scacazzo sotto (skyrunning non fa probabilmente per me). Non tutti probabilmente sono così fifoni e quindi spostano l'asticella un pò più in là, innalzando anche i rischi notevolmente, a volte molto oltre il buon senso; per questo motivo la regola imposta la trovo giusta, perchè cerca di correggere chi il buon senso l'ha lasciato un pò a casa. Grande uscita a vuoto quella di Killian per me, seppur poi corretta con il lungo testo ed il video annesso.
- IAmOnlyHappyWhenIFk
- Messaggi: 602
- Iscritto il: 05/09/2014, 9:23
Re: Protesta di Kilian dalla vetta del Monte Bianco
Oh, sono d'accordo con tepelo2 ha scritto:]E cos’è?
«Uno sport. Dove conta il cronometro, i numeri. Ma a me non piacciono le gare. In montagna ognuno ci deve andare con il suo modo, il suo tempo e il suo stile, nel rispetto dell’ambiente che lo circonda».
In montagna ognuno deve andare con il suo modo, ma se gli piace vedere più cose in poco tempo (per me il trail running è iniziato così) è stronzo e porta la cafonaggine in montagna. Grande alpinista e conoscitore della montagna, ma è da anni che ormai ad ogni morte spara sentenze, quando sicuramente è stato molto ma molto fortunato pure lui, e farebbe meglio a tacere.
Per quanto riguarda queste ultime disgrazie, io sinceramente non mi avventurerei mai su passaggi di certe difficoltà, ho sempre e solo fatto sentieri "da trekking" perchè non mi sento sicuro e mi scacazzo sotto (skyrunning non fa probabilmente per me). Non tutti probabilmente sono così fifoni e quindi spostano l'asticella un pò più in là, innalzando anche i rischi notevolmente, a volte molto oltre il buon senso; per questo motivo la regola imposta la trovo giusta, perchè cerca di correggere chi il buon senso l'ha lasciato un pò a casa. Grande uscita a vuoto quella di Killian per me, seppur poi corretta con il lungo testo ed il video annesso.