Učka Trail 9/9/2017

Anteprime e cronache

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Matteo Scarso
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Učka Trail 9/9/2017

Messaggio da Matteo Scarso »

Spirito Učka.



Il Monte Maggiore (in croato Učka) è un gruppo montuoso dell'Istria nord-orientale, in Croazia, tra i comuni Lupogliano e Laurana.
Esso segna il confine politico tra la Regione istriana e quella litoraneo-montana ed in generale domina la regione del Quarnero.
Da esso nasce il fiume Arsa che, percorrendo con la sua valle l'intera Istria orientale, si conclude nel mar Adriatico.
La cima più alta prende il nome di Vojak, dove si trova una torre di avvistamento alta 5 metri costruita nel 1911 con cui è possibile far spaziare il proprio campo visivo a 360 gradi, arrivando a scorgere Veglia, Lussino e Cherso, Dalmazia e le Alpi Dinariche.
Nei giorni particolarmente tersi sono visibili anche le Prealpi Venete, ed è proprio quassù che alla fine dell'estate c'è un appuntamento insostituibile.
Alla Ucka Trail partecipo sempre per tanti motivi e sono molteplici, farebbero parte di un elenco infinito, l'organizzazione accoglie tutti i corridori sempre in maniera eccelsa, senza rocamboleschi litigi, tutto è sistemato e pensato, ecco perchè io ogni volta mi sento come in famiglia, così come di consueto prendo dei giorni per me, da passare qui.
Queste zone per me sono come il sangue, correre qui mi piace sempre, anche se il sentiero di gara è sempre lo stesso, ma da anni ogni volta mi sembra differente.
Il mare cristallino alla partenza, gli amici prima del via, la musica, il pacco gara fiorente, i ristori ben forniti, i bambini che giocano sulla spiaggia, famiglie e alloggi nelle vicinanze, fanno di quella che potrebbe sembrare una semplice corsa in montagna, un evento straordinario a cui non si deve mancare.
Nel Quarnero, lo spirito trail running è molto forte e scorre nelle vene, è un metodo fondamentale per dare rilievo al territorio, il turismo qui è come il nettare.
Kvarner Trail è l'arteria, la mente di questo movimento sportivo, e la prima volta in cui partecipai ne rimasi strabiliato, a tal punto da sentirne la mancanza nei giorni lavorativi successivi.
La passione che traspare ogni volta, cattura chiunque, e si ripercuote nell'animo, infatti eccomi qui a scrivere i miei pensieri.
Ebbene si ci sono anch'io lì in mezzo se guardi bene, anche quest'anno, ancora infilato nelle mie Salomon da corsa, aspetto da molto tempo questo momento, sono mesi, e quindi in questi giorni a Mošćenička Draga, niente telefoni o impegni, solo corsa in montagna e momenti da appendere come quadri nell'anima, non vedo l'ora di partire.
Tutta in lungomare la partenza, a diradare i partenti delle varie distanze ma io scelgo sempre il percorso più lungo, è una scelta personale perché amo stare fuori molto, quindi quarantadue i chilometri di questo trail.
Le caratteristiche gradinate in salita nel bosco, come vecchie vie di paese per unirsi, sono la pista di lancio per i più veloci ed allenati che spariscono nella boscaglia più su come fulmini.
Ma il percorso scelto in questa corsa, è molto vario, dal sottobosco morbido dove correre è come burro al sole, alle rocce sporgenti tipiche di queste zone montuose, ove ogni centimetro và ispezionato con cura, il mare è sempre lì sotto come un piatto d'argento, anche salendo Vojak immersi nella nebbia, freddo e vento tutt'intorno.
La salita è come fosse aggrappata alle nuvole, mette in ginocchio totalmente, un passo dopo l'altro per proseguire verso la vetta, lentamente ma costante per tutti noi.
Alla torretta non si vede nulla quest'oggi e il vento gelido consiglia di non fermarsi, quando in un giorno soleggiato, si potrebbe scorgere l'orizzonte più profondo, e finire lo spazio nelle schedine di memoria a furia di fare foto o video.
Scendendo al ristoro di Poklon, potrei andare bendato da quanto conosco dove mettere i piedi, e vado spedito, pure basito a volte di dove riesca a non scivolare per merito di un grip eccezionale e fondamentale per questi terreni, ma raggiunto il tavolo pieno di mille leccornie, mi lascio assalire da ogni bontà e mi devo fermare per forza, un pitstop di pochi minuti essenziale per ripartire con più grinta, e ancora tra i denti il sapore del formaggio tipico di qui.
Chilometri ancora, come su di un'altalena tra fango e prati, rocce con vista sul mare prima di arrivare a Moscenice, un piccolo borgo dove sono tutti a festa nell'attesa del nostro passaggio.
Incrocio Matjaž verso la fine, e corre con me visto che abbiamo lo stesso ritmo, sembra una sinergia, lui è di qui quindi è di casa, e non capire cosa mi vuol dire mi lascia molto deluso, ma in qualche modo zigzagando nelle pietre riusciamo a intederci.
L'ultima discesa finalmente, manca davvero poco al lungomare di poche ore prima, ma inciampo finendo rovinosamente a terra nel bosco, nella melma, tra la boscaglia colma di spine.
Matjaž, all'accaduto arresta la sua corsa, e torna indietro per allungarmi la sua mano, e verificate le conseguenze non gravi, ripartire è in breve.
Corriamo alla pari, fino al traguardo come conoscersi da sempre, come al rientro da un viaggio.
La corsa è così, come in vita di fronte al sacrificio decade ogni maschera, a dimostrare la vera personalità.
All'arrivo, godo di minuti come una pellicola di un film, mentre il mio sguardo volge in ogni angolo, si mescola la mia pace col suono del mare, la musica intorno.
Sono felice e non voglio essere altrove, o a far qualcos'altro, mi vado ben così, anche lordo di sudore e chilometri, lurido di questa natura, in fin dei conti anche noi animali di questo pianeta.
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