Trai dei Tre Castelli 13/5/2017

Anteprime e cronache

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Matteo Scarso
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Trai dei Tre Castelli 13/5/2017

Messaggio da Matteo Scarso »

Dai Castelli con furore.


Ci sono giorni di una tale densità, dove tutto ciò che scorgo si stampa nell'animo, come lo scalpello che incide la roccia.
L'appuntamento in terra Friulana, a cui non voglio mai mancare, mi ha riportato lassù anche stavolta, laddove vidi per la prima volta queste cime un anno fa.
Una veste non consueta mi riveste in quest'occasione, e me ne voglio prendere carico fino in fondo.
È sempre una nuova avventura per me partecipare al Trail dei Tre Castelli, e mentre nella precedente dedizione mi trovavo tra i partenti, stavolta rimango nelle retrovie ad accompagnare i concorrenti meno veloci, monitorare la situazione e incoraggiare quando possibile, ho un compagno fedele e preparato.
Il percorso si articola tra Venzone e Gemona del Friuli, sentieri che conosco, ma non è mai abbastanza e, in queste occasioni trovo l'opportunità di approfondire la mia conoscenza su questi spazi che amo, ma ritrovare le persone occupa un ruolo fondamentale.
I torrenti non sono piu assetati dopo le innumerevoli piogge dei giorni passati, e con impetuositá oggi scendono a valle, mentre li attraversiamo nell'immenso cristallino dell'acqua gelida.
Si corre, si cammina, e un passo dopo l'altro i chilometri scorrono sotto i tasselli gommati, incontrando chi, più lentamente di altri, cerca di raggiungere in traguardo.
Ai piedi del Cuarnan, all'improvviso un rombo sopra i capelli, e mi tuffo in un mare di ricordi poco felici quassù, mentre in un mare di ammirazione si scorge la cima, che in questa occasione non ci vedrà passare per la sua cresta.
Dall'altro lato invece, un'altra vetta sovrasta dall'alto la situazione, e il Chiampon si mescola in un time lapse di luci e nuvole, mirando uno spettacolo gratuito in primafila per noi rimasti basiti da simili visioni, e la mia piccola macchina fotografica non riesce più a rimanere in tasca.
Voglio stare in contatto con tutto ciò che mi circonda, e cerco ogni appiglio guardando ogni dove, pure ruzzolando a terra ma senza gravi conseguenze.
Trovare i ragazzi dell'organizzazione lungo il percorso come le formichine, dà forza ed è un vero peccato non potermi rivedere nel passaggio del guado più alto, sicuro potrei crepare dalle risate.
Dai magredi, al suono e le mille tonalità del Venzonassa, che ci accompagna verso l'ultima ascesa di questo giorno sportivo, nelle scarpe da corsa in terra friulana.
Ai ristori vien voglia di accamparsi, da cotanta bontà sia al nostro cospetto, formaggio di malga e pan fresco, cordialità e simpatia per ripartire con sprint verso il traguardo, sempre meno lontano, ancora pochi metri per concludere questo lungo giro di quasi sessanta chilometri, per trovarsi poi tra una birra e l'altra a raccontarsi, a raccontarci.
Ciò che rimane dopo, parla da sé, lo scopri solo se ami veramente ciò che fai, e non puoi spiegare a parole o lettere, per chi non era lì con te.
Non si spiega il fragore dell'acqua tra le gambe, o il suono del vento tra gli aghi di pino, i dettagli sono migliaia e tutti differenti.
Ricompongo il mio quadro, cercando di assemblare tutti i mattoncini, per poter volare tra le cime dei Tre Castelli, ogni volta in cui lo desideri.
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