La Corsa della Bora 6/1/2017

Anteprime e cronache

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Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Matteo Scarso
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La Corsa della Bora 6/1/2017

Messaggio da Matteo Scarso »

Corsa della Bora.

Edizione due.

Atto primo.

Ricomporre con delicatezza, tutti i frammenti rimastimi da questa esperienza, più unica che rara, è il lavoro dei prossimi giorni.
Assemblare.
Trasmettere con un testo scritto alcune emozioni, è un lavoro arduo anche se il lettore è acuto.
Rimango delle ore seduto a pensare in silenzio, ripercorrendo i miei passi incastrati uno dopo l'altro, su quei sentieri sloveni scelti con cura e dedizione, così acidi, selvaggi e lasciati alla mano della natura, così noi vestendo scarpe da corsa, impotenti al vento gelido lassù, tutti in fila ad imprimere il nostro animo di immagini irripetibili.
Dal corridore di professione, a quello che porterà con sé i postumi della corsa, zoppicando per giorni interi solo salendo le scale di casa, per ognuno c'era un gran premio, oltre allo striscione d'arrivo e qualche applauso.
Ecco il mio.
Un tramonto in bella vista, la corona della giornata con un posto d'onore in prima classe, il volto del mare aspettava anche me dal mattino in fondo, e non lo potevo di certo deludere mentre egli stava mostrando il meglio di sé al mondo, mancava ancora uno sguardo.
La mia corsa è terminata di fronte a questa finestra meravigliosa, obbiettivo raggiunto, alitava nei miei pensieri.
È sempre difficile, ringraziare tutti coloro che hanno collaborato e operato con sinergia per la costruzione di una tale creazione, nonostante ci sia sempre qualcuno che si lamenta, colui che non è mai contento, che corre e basta, e si aspetta la perfezione.
Ma io sono l'ultima persona con le competenze necessarie per giudicare, provo a parlare di me e basta.
Ho potuto annusare per qualche giorno antecedente la manifestazione, il clima organizzativo e la tensione, nonostante esso fosse già partito molti mesi prima, e tastare con mano anche solo per una briciola, degli intoppi, gli imprevisti che sopraggiungono quando si muove un mare così grande e impetuoso.
Il solo pensiero di concepire una corsa così grande, su di un territorio così vasto e ostico, è un'opera per titani.
Grazie Tommaso, e a tutte le pedine di questa scacchiera bellissima.



Atto secondo

La decisione



Mi trovo così, a quest'ora della notte, seduto di fronte ad una tazza di tè bollente, sommerso da mille riflessioni, e fronte me il consueto appuntamento con la corsa Triestina.
La famosa cavalcata lungo il Carso, tra Italia, Slovenia e Croazia, è giunta, manca un passo da quella che fu, la corsa che cambiò la mia vita.
Così sono ancora qui dopo molti giorni trascorsi, e mi trovo già nei primi passi di perlustrazione sulle rive del mare tra le bandiere S1, estasiato dalla bellezza del percorso, con il gran desiderio di correre, ma invaso dalle pestilenze invernali che stavolta non mi hanno risparmiato, regalandomi ogni genere di malessere.
Partire o non partire, o provarci per lo meno, il quesito che tuona nella mia mente.
Sto male, non c'è scampo, non potrò farcela in queste condizioni.
Di fronte ad un bivio obbligatorio, si devono fare delle scelte, e la via da prendere rimane sempre solo una.
Mi do da fare per aiutare comunque gli amici nella preparazione del percorso, facendo il possibile, così incastro una scarpa davanti all'altra con difficoltà fra i sassi della spiaggia, scelta quest'anno come traguardo finale, posizionando qualche bandiera qui e là, lungo il tracciato, oppure scattando qualche foto sui pionieri che si stanno preparando per Ipertrail, un lungo viaggio di 165 chilometri.
Alla luce del mio potente faretto, il volto del mare nel sottofondo è un leggero spumeggiare, ma la febbre intanto metro dopo metro, si prende le mie forze.
Mi sento stanco, pesante, tutt'altro che pimpante, e devo rientrare velocemente.
Non ci sono medicine così tempestive, ormai manca poco tempo al via, e bisogna decidere da che parte stare.
Durante il giorno, fuori il sole splende, e il letto divora le ore nella speranza che si prenda i miei malanni chiudendo gli occhi, immedesimarsi nei passi tra le rocce è una danza, in uno scoppiare di testa sprofondando tra le lenzuola, mescolando brividi a dolori di vario genere.
Poi come per magia, il giorno dopo sembra tutto quasi un ricordo, un miracolo, e pochi secondi per decidere il dafarsi che zaino e scarpe erano già pronti, per la Corsa dalla Bora.


Atto terzo

Ed è così, che i pionieri di Ipertrail, danno inizio ad un lungo viaggio, raggiungendo la Slovenia, passando per la Croazia e toccando il Carso, in alcuni precisi punti, fino a Porto Piccolo nuovamente, sul mare.
Chissà tra quante ore faranno ritorno, e chi riuscirà ad orientarsi nella boscaglia della notte, immersi nel gelo polare tipico di queste zone.
È freddo, e il vento è molto intenso, il cielo è un campo minato di stelle.
Pronti, via.
Una striscia di faretti già s'intravede lassù per la montagna dopo pochi minuti, un passo dopo l'altro a suon di traccia GPS alla mano.
Un percorso così voluto, in questo modo scelto attentamente dagli esperti della montagna, con poche balise, per stimolare ogni concorrente ad orientarsi in mezzo al nulla.
Respira la montagna, ascolta i suoi silenzi e fatti guidare, affidati ad essa come tua consigliera.
Una dura prova per i nostri amici corridori, che hanno scelto il percorso più impegnativo, il più lungo e impervio, con molti fattori e dettagli essenziali da osservare.
Freddo, risorse logistiche e viveri, gestione delle forze, il corretto dosaggio della consapevolezza, il concentrarsi per restare concentrati, a non perdere di vista il bivio, un cespuglio che nasconde il sentiero giusto.
In un labirinto di strade sterrate, solo una è quella da prendere.
Tu solo, col tuo faro nella notte, e il vento ti spezza la faccia, al prossimo "punto vita" mancano ancora tanti chilometri, ma bisogna arrivare.
Una cassa di legno, che ti rincorre in molti angoli staccati tra loro, lontani da sembrare eterni.
All'interno, c'è una fetta di te, e ciò che per il tuo viaggio è un punto di riferimento, ciò che ti porterà all'arrivo.
Tom Hanks diceva in Forrest Gump : la vita è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quale ti capita.
Ipertrail è un mezzo per mettersi alla prova.
Sii tu solo nella natura, parla con lei, la conversazione giova nel trascorrere delle ore.
Lei non ha impegni, e sa ben ascoltarti, se ben sai comunicarle i tuoi pensieri, a qualsiasi ora.
L'avventura dei miei amici vestiti di scarpe da corsa e di un sogno, la vedo così.
Dai molti momenti con il naso all'insù, per prendere fiato e dare uno sguardo alla traccia, sorseggiare ammirando un tappeto di luci gratuito a soffitto.
Ciò che ti rimane alla fine, dopo qualsiasi tempo impiegato, non se ne andrà mai più da te.
Ogni volta in cui indosserai le scarpe da corsa, penserai a quella parola, a quei tuoi passi, intensi, ricchi di emozioni e fatica.
Ipertrail è il suo nome.



Atto quarto.

La mia cinquantasette.

Ogni volta in cui devi iniziare una corsa così lunga, non sai mai come andrà, o cosa ti potrà capitare.
Sai che rimarrai fuori molte ore, in cui tutto è possibile.
Ma credo che lo spirito giusto, sia quello di ricercare pace e serenità senza pretese.
In fondo, per noi terreni, la soddisfazione più grande è arrivare e divertirsi.
I primi posti esistono per chi ha fretta di raggiungere il traguardo, ma quaggiù sotto al podio, abbiamo un sacco di cose da fare e vedere.
Perciò, bardati come "uomini della Luna", partiamo da Pesek verso le 8.00 del mattino, e il vento polare già in pochi minuti ci aveva descritto quale sarebbe stato il programma giornaliero.
Si comincia in discesa, aspra e cattiva, selvaggia, stretta in mezzo ai rovi, incanalati come dentro ad un imbuto nella foresta in direzione del confine di stato verso la Slovenia.
Alcune immagini sono irripetibili, e necessitano di essere rubate al tempo, che continua imperterrito, mentre le lepri, si vedono già dall'altra parte della valle, e tra un sentiero e l'altro, alternati a scorci mozzafiato su queste alture rudi, si raggiunge finalmente il ristoro col tè caldo, a sciogliere i due mattoni, che ho al posto delle borracce, ah era ora.
Nel bar/ristorante adiacente, chiedo un cambio di abiti al caldo, con un'accoglienza invidiabile, attorniato dai profumi più deliziosi di pranzo. Nemmeno ricordo il menù presente al tavolo, dalla fame, non so cosa, ma qualcosa mi dice che il traguardo mi aspetta, quindi si riparte in breve.
Il percorso scelto quest'anno, è diverso dal precedente in alcuni tratti, così sono sempre in attesa di memorizzare cose nuove, e corro scattando foto qui e là, ma incontro Fabio, conosciuto qualche giorno prima.
Ci voleva proprio, per raggiungere l'arrivo, chiacchierando come fosse una classica nostra passeggiata.
Ci aspettiamo a vicenda in alcuni tratti, anche se lui attende più di me, ma ormai siamo squadra, dà forza essere in due, e raggiunto il mare, le gambe saltano da sole tra i massi della spiaggia.
È la volta di Portopiccolo dopo otto ore e mezza di corsa lungo il Carso, e ci bastano pochi secondi di pausa per essere divorati dal freddo.
Le classiche procedure alla svelta per noi, la doccia bollente nei pressi di una spa, per rinascere, la pasta calda tinta da musica jazz, nel brusio di un ambiente caldo e accogliente, la birra artigianale come premio per la nostra fatica.
Per mezzora, un'ora o due, non voglio altro.
Ancora chiacchiere, i classici saluti per gli amici, conoscenti, e conosciuti.
La Corsa della Bora, s'incastra nei miei ricordi, indelebile.
Le persone e i luoghi permangono stabili come pezzi di me stesso, sparsi qui e là.
Ciò che amo di più, è l'impegno e l'amore che si assaporano in queste occasioni, la passione di alcune persone, che non ha misura, di chi investe tutto il proprio animo per questo bellissimo sport.
La Corsa della Bora, è un appuntamento per me insostituibile, è il modo migliore per iniziare l'anno, un ritrovarsi differente, al classico tavolo colmo di leccornie.
Voglio che rimanga così la mia corsa sul Carso, ogni anno con qualche novità, e in ogni occasione, una nuova opportunità per incontrare vecchi e nuovi amici.
cianix
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Iscritto il: 30/09/2013, 21:29
Località: ridente

Re: La Corsa della Bora 6/1/2017

Messaggio da cianix »

Mi piace assai il tuo stile di scrittura (ho letto anche gli altri resoconti) e trovo condivisibilissima la modalità del tuo correre.
Ti consiglio, se non l'hai già fatto, di partecipare al Sentiero 3, prima domenica di dicembre, rimarrai sorpreso.
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Matteo Scarso
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Iscritto il: 04/03/2016, 11:36

Re: La Corsa della Bora 6/1/2017

Messaggio da Matteo Scarso »

Ti ringrazio, il sentiero 3 mi manca nello zaino.
Troppi elogi per uno di borgata come me.
A presto.
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