Non esattamente, piu' che un defaticante bisognerebbe cercare un corsa efficiente, con un buon gesto.andard ha scritto:In sostanza diciamo che se comunque si vuole fare una sessione per aumentare la forza quanto meno la traformazione può essere vista come defaticamento.
la "traformazione" questa sconosciuta...
Re: la "traformazione" questa sconosciuta...
Re: la "traformazione" questa sconosciuta...
No,defaticamento nn va bene,bisogna fare qualcosa che impegni ,come allunghi o ripeto leggero fatlek......x quanto riguarda leggenda metropolitana ci sarebbe da vedere, perché cmq un preparatore"serio" poco o tanto un periodo di potenziamento lo inserisce sempre in un programma.diverso il discorso se a uno piace correre senza tante altre storie...
Re: la "traformazione" questa sconosciuta...
andard ha scritto:In questo periodo sto facendo una seduta indoor di esercizi con i pesi. Ho sentito che per avere più benefici finalizzati alla corsa bisogna "trasformare", cioè dopo la serie dell'esercizio fatto col peso (affondo, squat o altro) si deve poi fare un minuto di tapirulan che appunto serve per rendere l'esercizio col peso funzionale allo scopo.
Avete esperienze o consigli su questo tipo di allenamenti?
Grazie
Ciao
Così come descritto questo tipo di sessione di allenamento assomiglia molto al crossfit cardio.
È un po di mesi che mi alleno così in palestra ossia una sessione breve ( un ora circa) con sforzi molto intensi dove si alternano esercizi con pesi e ed esercizi cardio tipo corsa e bici , in alcuni casi anche nuoto, ed infine abbondante stretching.
Come già avevo scritto in un altro post ho trovato molto giovamento in generale, potenza, elasticità ecc.
Certo io non faccio testo in quanto per ora faccio poca distanza, trail da 20,30 km max ma da quando ho affiancato il crossfit alla corsa su sentieri ho notato molti miglioramenti
ciao
- MonteMario_Trail
- Messaggi: 410
- Iscritto il: 25/06/2013, 13:58
- Località: Sasso Marconi - Bo
Re: la "traformazione" questa sconosciuta...
Ciao, è un po' che non scrivo nel forum....colgo l'occasione con questa discussione per dire la mia opinione in merito alla "fantomatica" trasformazione della forza (nella stessa seduta).
Premetto che ho sempre utilizzato anche io strategie simili a quanto proposto dalla "scuola italiana" dell'atletica in merito al combinare esercitazioni di forza "generali" (o comunque con gesti non specifici/speciali rispetto al gesto della corsa) con parti di corsa (che siano allunghi/progressioni o variazioni di velocità).
Il problema è che, secondo la teoria della trasformazione, l'abbinamento delle parti di corsa a quelle di forza risulta indispensabile per "trasferire" immediatamente (nella stessa seduta o a distanza di una seduta al massimo) quanto ottenuto con gli esercizi generali nel gesto specifico della corsa.
Ora, il punto è che probabilmente, in passato, c'è stata della confusione sulle TEMPISTICHE relative all'abbinamento FORZA+ GESTO SPECIFICO (vedi articolo sotto) che hanno portato tantissimi (me compreso) ad abbinare sempre esercizi di forza con parti di corsa nella stessa seduta, con l'idea che "trasformare" questa forza necessitasse di compiere appunto il gesto specifico il prima possibile, pena uno "scadimento" dell'effetto di stimolo della forza.
In realtà il discorso è che per ottenere un effetto SPECIFICO (es. miglioramento della resistenza alla forza nella corsa di lunga distanza) è utile passare dal GENERALE (es. di potenziamento con i pesi, propriocettività, balzi, andature e saltelli....) allo SPECIALE (salite brevi, medie, lunghe...), quindi avere una BASE di forza fatta anche con esercitazioni lontane dalla corsa risulta fondamentale per la prevenzione degli infortuni e per migliorare alcuni aspetti del gesto tecnico, a patto però di far progredire (e accompagnare) queste esercitazioni verso allenamenti sempre più vicini allo sport che si pratica (es: corro in montagna, quindi abbino FORZA SPECIFICA e RESISTENZA - organica - SPECIFICA).
Ma posso tranquillamente fare sedute "a secco" (palestra) separate da quelle di corsa....ovviamente con l'obiettivo di rendere i miei esercizi sempre più specifici verso il gesto che dovrò compiere in gara (passo dalla PRESSA allo SQUAT ai BALZI alle SALITE BREVI > lavoro di forza massimale /esplosiva).
Chi si allena gareggiando poco (alto livello....ma non è detto ) nel periodo dedicato allo sviluppo della FORZA mantiene la corsa, consapevole del fatto che, probabilmente, lavorando molto intensamente su questa componente (la forza), le gambe risultano un po' "appesantite" dai carichi utilizzati....a quel punto gli allunghi o le progressioni possono avere la funzione di "alleggerire" questa sensazione, ma non trasformano niente....La vera "trasformazione" avviene nel medio-lungo periodo passando dagli esercizi a-specifici a quelli specifici, che permettono appunto di trasferire una qualità (forza) in un gesto tecnico (corsa).
Nel trail e nel mezzofondo in generale forza e resistenza si intersecano sempre (es. nelle campestri la componente di forza resistente è fondamentale, nel trail ancora di più) ed in particolare è importante allenare lo SFRUTTAMENTO DELLA FORZA IN REGIME AEROBICO PROLUNGATO.
Come? Si può partire allenando le varie componenti della prestazione in maniera separata (sedute in palestra per la forza generale e massima/esplosiva, esercizi di equilibrio per la propiocettività, corsa lenta-media-variata per le resistenza aerobica, andature di corsa per la tecnica) e man ,mano che la stagione prosegue cerco di creare un "imbuto" verso lo specifico, ESTENDENDO le esercitazioni di forza (passo dalla forza "massimale" alla resistenza alla forza - cioè esercizi che durano di più anche se un po' meno intensi ) ed INTENSIFICANDO le esercitazioni di corsa (dal lento al medio alle ripetute...alla corsa lunga e veloce) fino ad arrivare a sedute SPECIFICHE per la mia disciplina (per il TRAIL> corsa con dislivello - distanza e D+ in funzione delle gare che preparo).
Ecco che si ottiene la TRASFORMAZIONE....la FORZA sostiene la componente tecnica della corsa, la RESISTENZA organica (Potenza aerobica) permette di utilizzare questa forza a lungo nel tempo.
P.S. Alla fine della fiera: io sono solito abbinare 5-10 allunghi dopo una seduta di forza (esercizi tipo squat o altro) come elemento di richiamo "tecnico"....l'ho sempre fatto e mi ci trovo bene, quindi non mi sento di "condannare" chi mette insieme questo tipo di lavori, anzi trovo che possano servire per abituare il fisico a lavorare in condizioni di affaticamento (fare 20' di progressivo dopo 10-20 sprint in salita rappresenta un bell'impegno fisico e mentale)....l'importante è avere chiaro che la "conversione" della capacità di forza passa dal riuscire a trasferire elementi aspecifici in specifici, non necessariamente in periodi brevi (o brevissimi).
P.P.S. Per chi gareggia spesso e cambia tipo di gare spesso, e magari non fa un vero e proprio "periodo di forza" (in parte vale anche per me) ovviamente le cose cambiano un po'....il discorso si fa molto soggettivo, un po' come col MAF.....la domanda è: può valere la pena dedicare qualche mese per strutturare un allenamento "di base" (MAF per la componente aerobica, Potenziamneto muscolare per la forza) consapevoli di perdere inizialmente un po' di brillantezza ma con l'obiettivo di far evolvere questa base verso una specificità che poi ci renderà più "prestativi" ( o anche solo meno inclini ad infortuni?).
Premetto che ho sempre utilizzato anche io strategie simili a quanto proposto dalla "scuola italiana" dell'atletica in merito al combinare esercitazioni di forza "generali" (o comunque con gesti non specifici/speciali rispetto al gesto della corsa) con parti di corsa (che siano allunghi/progressioni o variazioni di velocità).
Il problema è che, secondo la teoria della trasformazione, l'abbinamento delle parti di corsa a quelle di forza risulta indispensabile per "trasferire" immediatamente (nella stessa seduta o a distanza di una seduta al massimo) quanto ottenuto con gli esercizi generali nel gesto specifico della corsa.
Ora, il punto è che probabilmente, in passato, c'è stata della confusione sulle TEMPISTICHE relative all'abbinamento FORZA+ GESTO SPECIFICO (vedi articolo sotto) che hanno portato tantissimi (me compreso) ad abbinare sempre esercizi di forza con parti di corsa nella stessa seduta, con l'idea che "trasformare" questa forza necessitasse di compiere appunto il gesto specifico il prima possibile, pena uno "scadimento" dell'effetto di stimolo della forza.
In realtà il discorso è che per ottenere un effetto SPECIFICO (es. miglioramento della resistenza alla forza nella corsa di lunga distanza) è utile passare dal GENERALE (es. di potenziamento con i pesi, propriocettività, balzi, andature e saltelli....) allo SPECIALE (salite brevi, medie, lunghe...), quindi avere una BASE di forza fatta anche con esercitazioni lontane dalla corsa risulta fondamentale per la prevenzione degli infortuni e per migliorare alcuni aspetti del gesto tecnico, a patto però di far progredire (e accompagnare) queste esercitazioni verso allenamenti sempre più vicini allo sport che si pratica (es: corro in montagna, quindi abbino FORZA SPECIFICA e RESISTENZA - organica - SPECIFICA).
Ma posso tranquillamente fare sedute "a secco" (palestra) separate da quelle di corsa....ovviamente con l'obiettivo di rendere i miei esercizi sempre più specifici verso il gesto che dovrò compiere in gara (passo dalla PRESSA allo SQUAT ai BALZI alle SALITE BREVI > lavoro di forza massimale /esplosiva).
Chi si allena gareggiando poco (alto livello....ma non è detto ) nel periodo dedicato allo sviluppo della FORZA mantiene la corsa, consapevole del fatto che, probabilmente, lavorando molto intensamente su questa componente (la forza), le gambe risultano un po' "appesantite" dai carichi utilizzati....a quel punto gli allunghi o le progressioni possono avere la funzione di "alleggerire" questa sensazione, ma non trasformano niente....La vera "trasformazione" avviene nel medio-lungo periodo passando dagli esercizi a-specifici a quelli specifici, che permettono appunto di trasferire una qualità (forza) in un gesto tecnico (corsa).
Nel trail e nel mezzofondo in generale forza e resistenza si intersecano sempre (es. nelle campestri la componente di forza resistente è fondamentale, nel trail ancora di più) ed in particolare è importante allenare lo SFRUTTAMENTO DELLA FORZA IN REGIME AEROBICO PROLUNGATO.
Come? Si può partire allenando le varie componenti della prestazione in maniera separata (sedute in palestra per la forza generale e massima/esplosiva, esercizi di equilibrio per la propiocettività, corsa lenta-media-variata per le resistenza aerobica, andature di corsa per la tecnica) e man ,mano che la stagione prosegue cerco di creare un "imbuto" verso lo specifico, ESTENDENDO le esercitazioni di forza (passo dalla forza "massimale" alla resistenza alla forza - cioè esercizi che durano di più anche se un po' meno intensi ) ed INTENSIFICANDO le esercitazioni di corsa (dal lento al medio alle ripetute...alla corsa lunga e veloce) fino ad arrivare a sedute SPECIFICHE per la mia disciplina (per il TRAIL> corsa con dislivello - distanza e D+ in funzione delle gare che preparo).
Ecco che si ottiene la TRASFORMAZIONE....la FORZA sostiene la componente tecnica della corsa, la RESISTENZA organica (Potenza aerobica) permette di utilizzare questa forza a lungo nel tempo.
P.S. Alla fine della fiera: io sono solito abbinare 5-10 allunghi dopo una seduta di forza (esercizi tipo squat o altro) come elemento di richiamo "tecnico"....l'ho sempre fatto e mi ci trovo bene, quindi non mi sento di "condannare" chi mette insieme questo tipo di lavori, anzi trovo che possano servire per abituare il fisico a lavorare in condizioni di affaticamento (fare 20' di progressivo dopo 10-20 sprint in salita rappresenta un bell'impegno fisico e mentale)....l'importante è avere chiaro che la "conversione" della capacità di forza passa dal riuscire a trasferire elementi aspecifici in specifici, non necessariamente in periodi brevi (o brevissimi).
P.P.S. Per chi gareggia spesso e cambia tipo di gare spesso, e magari non fa un vero e proprio "periodo di forza" (in parte vale anche per me) ovviamente le cose cambiano un po'....il discorso si fa molto soggettivo, un po' come col MAF.....la domanda è: può valere la pena dedicare qualche mese per strutturare un allenamento "di base" (MAF per la componente aerobica, Potenziamneto muscolare per la forza) consapevoli di perdere inizialmente un po' di brillantezza ma con l'obiettivo di far evolvere questa base verso una specificità che poi ci renderà più "prestativi" ( o anche solo meno inclini ad infortuni?).
- MonteMario_Trail
- Messaggi: 410
- Iscritto il: 25/06/2013, 13:58
- Località: Sasso Marconi - Bo
Re: la "traformazione" questa sconosciuta...
http://www.web-atletica.it/index.php?mo ... 91&start=0
Certamente molti di voi hanno sentito parlare della "trasformazione della forza". Anzitutto definiamo cosa si intende in Italia (e solo in Italia) descrivendo la "logica" con cui si giunge alla definizione:
1) la forza è utile o necessaria agli atleti
2) ma i mezzi che la allenano sono costituiti da gesti molto diversi da quelli agonistici
3) quindi bisogna far seguire all'uso di questi mezzi, IMMEDIATAMENTE NELLA STESSA SEDUTA, altri mezzi più simili al gesto agonistico, come se fosse necessario comunicare al corpo che ci stiamo allenando per correre, saltare o lanciare e non per il sollevamento pesi.
Si sono così inventate delle classiche sequenze, per sprinters:
- pesi + balzi / andature + sprint
per mezzofondisti:
- salite / circuit training + fondo medio / ripetute / ritmi gara
Ora, se siamo coerenti dovremmo dedurre da questo ragionamento che:
1) utilizzare i mezzi della forza senza immediata "trasformazione" fa male
2) anche tutte le altre qualità lontane dal gesto di gara devono essere immediatamente trasformate, se no fanno male.
Quest'ultima deduzione però non la si è mai fatta, entrando così in contraddizione logica. L'allenamento è composto da molti mezzi che allenano analiticamente molte qualità, molte delle quali lontane dal gesto agonistico... perchè dovremmo trasformare solo la forza? Boh!
Poniamo di considerare ad esempio la flessibilità muscolare come un mezzo utile... ma è un gesto lontano da quello agonistico... eppure non ho mai visto nessuno "trasformarlo" con delle ripetute da muro a muro in camera da letto dopo avere fatto una bella seduta di stretching prima di dormire!
Il discorso è che lo studio scientifico della PROGRAMMAZIONE dell'allenamento iniziò in Unione Sovietica e riguardò inizialmente proprio i metodi della forza, i paesi dell'est europeo avevano una tradizione soprattutto nelle specialità di forza/potenza. Però in un paese come l'Italia in cui le tradizioni sportive sono diverse a qualcuno sarebbe dovuto sorgere il mio stesso dubbio...
Quindi già negli anni '60 nei paesi dell'est cominciarono a studiare la programmazione della forza nella stagione agonistica e a fare esperimenti e studi statistici in proposito (ad esempio con Tudor Bompa).
E' del 1972 un lavoro di Adam e Verkhoshanskji, "Fundamentals of special strength training in sport". In un passaggio (citato in "L'allenamento ottimale" di Jurgen Weineck) si legge:
"il rapporto tra i contenuti dell'allenamento, inteso come una successione secondo un certo ordine, modifica anche l'effetto di allenamento degli esercizi impiegati e della forza acquisita. Ad esempio, la successione: esercizio BREVE ed intenso col bilanciere, seguito da esercizi di salto, ha un effetto maggiore sulla forza rapida di quanto non lo abbia una successione dall'ordine inverso".
Si tratta di un paio di squat al 80% RM. Quindi qua si parla di ATTIVAZIONE neurale (PTF, ovvero facilitazione post tetanica), un completamento del riscaldamento, che con la "trasformazione della forza" ha nulla a che fare. Lo stesso concetto si trova in Verchoshanskji anche in "Verso una moderna teoria e metodologia dell'allenamento sportivo".
Faccio invece un esempio tratto da tabelle dettagliate italiane dei "responsabili del settore velocità" del 1983:
- pesi + balzi (8 tripli, 6 quintupli) + sprint massimali (10x30 anche lanciati)
- pesi + sprint (10x30) + capacità alattacida (?) (5x5x60 r.2-8')
la seduta di pesi?
- 8x5 mezzosquat 150% bw (in anni successivi hanno raggiunto anche il 400%...)
- 4x5 squatjump 50% bw
- 4x30 molleggi 100% bw
Francamente non mi pare una seduta di "preattivazione neurale"... ma una piena seduta di forza; in questo caso si parla di "trasformazione della forza" e non nel primo (attivazione con due squattini).
Ma insomma da dove viene sta teoria della "trasformazione della forza"?
In realtà tutti gli studiosi hanno sempre parlato di "trasformazione", "conversione" o "realizzazione" nel LUNGO PERIODO, ovvero della possibilità di commutare la forza in gesti più simili a quelli agonistici in successivi periodi della durata di settimane e mesi! E in Italia non se n'è accorto nessuno...
Senonchè trovo un lavoro di Verkhoshanskji su Atleticastudi (cliccato appena 59 volte nella storia, di cui una ventina solo mie e del mio staff... mah...), "I PRINCIPI DELL?ORGANIZZAZIONE DELL'ALLENAMENTO NELLE DISCIPLINE DI FORZA VELOCE IN ATLETICA LEGGERA" (1979).
A pag.16-17 (paragrafo 4) parla di sequenze (bilanciere + balzi) e dice che fare questa sequenza è meglio che fare il contrario se il fine è un effetto cumulativo positivo... ma SI RIFERISCE A DIFFERENTI "BLOCCHI" DI VARIA DURATA E NON ALLA SINGOLA SEDUTA!!! Inserisce il discorso in un contesto in cui sta parlando di effetti di medio-lungo periodo, sta parlando di settimane e mesi...
Nell'ultimo capoverso di quel paragrafo dice "abbreviando di più la durata dell'applicazione di ogni singolo mezzo..." e parla di periodi di SETTIMANE... si deduce che negli esempi sopra (bilanciere + balzi) parlava di periodi più lunghi delle settimane, cioè dei MESI.
Cioè sta parlando di periodizzazione, sta dicendo che a un PERIODO prevalente di forza deve seguire un periodo di prevalente uso di mezzi più speciali !!!
Non nella stessa seduta!
Allo stesso modo Tudor Bompa ("Periodization, training for sports", pp 161 e seg.) parla di un PERIODO di "conversione" dalla forza alla potenza.
Gilles Cometti, "Les methodes de developpement de la force", p23, citando Verkhoshanskji indica chiaramente come i "blocchi tecnici" durano settimane e seguono settimane di "blocchi forza", niente a che fare quindi con la singola seduta.
Insomma pare che solo gli italiani abbiano interpretato in maniera tragicamente errata, sulla base di un testo tra l'altro malamente tradotto (da una certa Ina Beulke) dal tedesco di Tschiene che a sua volta l'aveva tradotto dal russo originale.
Ma allora dove sono i fondamenti scientifici della "trasformazione della forza nella singola seduta"?
Dove sono gli studi statistici su n atleti che dimostrano che fare balzi dopo una seduta seria di pesi faccia correre più forte poi in gara rispetto ad altri atleti che usano sequenze diverse o che allenano separatamente i singolo elementi? Dove sono le prove fisiologiche che dimostrano che fare sprint dopo i pesi aumenti la concentrazione di certi enzimi? Dove sono le prove che dimostrano che nel
mezzofondo gli italiani che fanno salite + fondo medio siano più forti degli altri che non lo fanno?
Cosa succede se a stimoli neuromuscolari forti ma lentissimi facciamo immediatamente seguire stimoli meno forti ma rapidissimi?
Chi fa ste cose da 35 anni sulla base di una "teoria scientifica" che prove scientifiche mi ha dato?
Non ho mai trovato niente di tutto ciò...
Rimane solo il sarcasmo degli allenatori americani di fronte a Pierfrancesco Pavoni quando andò ad allenarsi lì e raccontò loro della "trasformazione":
"Francesco, what are you fucking transforming?".
Certamente molti di voi hanno sentito parlare della "trasformazione della forza". Anzitutto definiamo cosa si intende in Italia (e solo in Italia) descrivendo la "logica" con cui si giunge alla definizione:
1) la forza è utile o necessaria agli atleti
2) ma i mezzi che la allenano sono costituiti da gesti molto diversi da quelli agonistici
3) quindi bisogna far seguire all'uso di questi mezzi, IMMEDIATAMENTE NELLA STESSA SEDUTA, altri mezzi più simili al gesto agonistico, come se fosse necessario comunicare al corpo che ci stiamo allenando per correre, saltare o lanciare e non per il sollevamento pesi.
Si sono così inventate delle classiche sequenze, per sprinters:
- pesi + balzi / andature + sprint
per mezzofondisti:
- salite / circuit training + fondo medio / ripetute / ritmi gara
Ora, se siamo coerenti dovremmo dedurre da questo ragionamento che:
1) utilizzare i mezzi della forza senza immediata "trasformazione" fa male
2) anche tutte le altre qualità lontane dal gesto di gara devono essere immediatamente trasformate, se no fanno male.
Quest'ultima deduzione però non la si è mai fatta, entrando così in contraddizione logica. L'allenamento è composto da molti mezzi che allenano analiticamente molte qualità, molte delle quali lontane dal gesto agonistico... perchè dovremmo trasformare solo la forza? Boh!
Poniamo di considerare ad esempio la flessibilità muscolare come un mezzo utile... ma è un gesto lontano da quello agonistico... eppure non ho mai visto nessuno "trasformarlo" con delle ripetute da muro a muro in camera da letto dopo avere fatto una bella seduta di stretching prima di dormire!
Il discorso è che lo studio scientifico della PROGRAMMAZIONE dell'allenamento iniziò in Unione Sovietica e riguardò inizialmente proprio i metodi della forza, i paesi dell'est europeo avevano una tradizione soprattutto nelle specialità di forza/potenza. Però in un paese come l'Italia in cui le tradizioni sportive sono diverse a qualcuno sarebbe dovuto sorgere il mio stesso dubbio...
Quindi già negli anni '60 nei paesi dell'est cominciarono a studiare la programmazione della forza nella stagione agonistica e a fare esperimenti e studi statistici in proposito (ad esempio con Tudor Bompa).
E' del 1972 un lavoro di Adam e Verkhoshanskji, "Fundamentals of special strength training in sport". In un passaggio (citato in "L'allenamento ottimale" di Jurgen Weineck) si legge:
"il rapporto tra i contenuti dell'allenamento, inteso come una successione secondo un certo ordine, modifica anche l'effetto di allenamento degli esercizi impiegati e della forza acquisita. Ad esempio, la successione: esercizio BREVE ed intenso col bilanciere, seguito da esercizi di salto, ha un effetto maggiore sulla forza rapida di quanto non lo abbia una successione dall'ordine inverso".
Si tratta di un paio di squat al 80% RM. Quindi qua si parla di ATTIVAZIONE neurale (PTF, ovvero facilitazione post tetanica), un completamento del riscaldamento, che con la "trasformazione della forza" ha nulla a che fare. Lo stesso concetto si trova in Verchoshanskji anche in "Verso una moderna teoria e metodologia dell'allenamento sportivo".
Faccio invece un esempio tratto da tabelle dettagliate italiane dei "responsabili del settore velocità" del 1983:
- pesi + balzi (8 tripli, 6 quintupli) + sprint massimali (10x30 anche lanciati)
- pesi + sprint (10x30) + capacità alattacida (?) (5x5x60 r.2-8')
la seduta di pesi?
- 8x5 mezzosquat 150% bw (in anni successivi hanno raggiunto anche il 400%...)
- 4x5 squatjump 50% bw
- 4x30 molleggi 100% bw
Francamente non mi pare una seduta di "preattivazione neurale"... ma una piena seduta di forza; in questo caso si parla di "trasformazione della forza" e non nel primo (attivazione con due squattini).
Ma insomma da dove viene sta teoria della "trasformazione della forza"?
In realtà tutti gli studiosi hanno sempre parlato di "trasformazione", "conversione" o "realizzazione" nel LUNGO PERIODO, ovvero della possibilità di commutare la forza in gesti più simili a quelli agonistici in successivi periodi della durata di settimane e mesi! E in Italia non se n'è accorto nessuno...
Senonchè trovo un lavoro di Verkhoshanskji su Atleticastudi (cliccato appena 59 volte nella storia, di cui una ventina solo mie e del mio staff... mah...), "I PRINCIPI DELL?ORGANIZZAZIONE DELL'ALLENAMENTO NELLE DISCIPLINE DI FORZA VELOCE IN ATLETICA LEGGERA" (1979).
A pag.16-17 (paragrafo 4) parla di sequenze (bilanciere + balzi) e dice che fare questa sequenza è meglio che fare il contrario se il fine è un effetto cumulativo positivo... ma SI RIFERISCE A DIFFERENTI "BLOCCHI" DI VARIA DURATA E NON ALLA SINGOLA SEDUTA!!! Inserisce il discorso in un contesto in cui sta parlando di effetti di medio-lungo periodo, sta parlando di settimane e mesi...
Nell'ultimo capoverso di quel paragrafo dice "abbreviando di più la durata dell'applicazione di ogni singolo mezzo..." e parla di periodi di SETTIMANE... si deduce che negli esempi sopra (bilanciere + balzi) parlava di periodi più lunghi delle settimane, cioè dei MESI.
Cioè sta parlando di periodizzazione, sta dicendo che a un PERIODO prevalente di forza deve seguire un periodo di prevalente uso di mezzi più speciali !!!
Non nella stessa seduta!
Allo stesso modo Tudor Bompa ("Periodization, training for sports", pp 161 e seg.) parla di un PERIODO di "conversione" dalla forza alla potenza.
Gilles Cometti, "Les methodes de developpement de la force", p23, citando Verkhoshanskji indica chiaramente come i "blocchi tecnici" durano settimane e seguono settimane di "blocchi forza", niente a che fare quindi con la singola seduta.
Insomma pare che solo gli italiani abbiano interpretato in maniera tragicamente errata, sulla base di un testo tra l'altro malamente tradotto (da una certa Ina Beulke) dal tedesco di Tschiene che a sua volta l'aveva tradotto dal russo originale.
Ma allora dove sono i fondamenti scientifici della "trasformazione della forza nella singola seduta"?
Dove sono gli studi statistici su n atleti che dimostrano che fare balzi dopo una seduta seria di pesi faccia correre più forte poi in gara rispetto ad altri atleti che usano sequenze diverse o che allenano separatamente i singolo elementi? Dove sono le prove fisiologiche che dimostrano che fare sprint dopo i pesi aumenti la concentrazione di certi enzimi? Dove sono le prove che dimostrano che nel
mezzofondo gli italiani che fanno salite + fondo medio siano più forti degli altri che non lo fanno?
Cosa succede se a stimoli neuromuscolari forti ma lentissimi facciamo immediatamente seguire stimoli meno forti ma rapidissimi?
Chi fa ste cose da 35 anni sulla base di una "teoria scientifica" che prove scientifiche mi ha dato?
Non ho mai trovato niente di tutto ciò...
Rimane solo il sarcasmo degli allenatori americani di fronte a Pierfrancesco Pavoni quando andò ad allenarsi lì e raccontò loro della "trasformazione":
"Francesco, what are you fucking transforming?".
- MonteMario_Trail
- Messaggi: 410
- Iscritto il: 25/06/2013, 13:58
- Località: Sasso Marconi - Bo
Re: la "traformazione" questa sconosciuta...
Sempre riguardo l'effetto dei vari tipi di allenamento (in questo caso allenamento di forza) sarebbe interessante approfondire l'aspetto legato alle modificazioni ormonali durante e dopo le sedute (che hanno tempi diversi rispetto ad altri elementi tipo la risintesi del glicogeno o lo smaltimento dell'acido lattico, piuttosto che della riparazione delle fibre muscolari danneggiate dallo sforzo). Che effetto determina una successione di carichi X rispetto ad una Y sullo sviluppo della prestazione? L'alimentazione che seguo come (e se) influisce? Se faccio prima forza e poi corro o viceversa che effetti ottengo? Ovviamente il monitoraggio di questi aspetti non è dei più semplici.....
Re: la "traformazione" questa sconosciuta...
Io mi trasformo durante la gara.
Parto leone...
poi in sequenza divento:
agnellino
lumaca
cacca

Parto leone...
poi in sequenza divento:
agnellino
lumaca
cacca
Re: la "traformazione" questa sconosciuta...
Grazie MonteMario_Trail, i tuoi interventi sono sempre molto interessanti e documentati.
Bentornato!!
Bentornato!!