Una volta usciti dal bosco iniziale, nonostante il vento che ha guadagnato in forza e il cielo diventato grigio a guastare l'orizzonte, il percorso è molto molto bello: sia l'iniziale "traverso" ma sopratutto quando si arriva in cresta sotto a Cima Verosso. La salita è uno spasso, a parte quando sento i rotori dell'elicottero che sembrano solo a qualche centimetro dalla mia testa
Lasciati alle spalle i campanacci del GPM, una tecnica discesa che diventa poi più filante (ma non meno insidiosa per il fango) fino al rifugio Gattascosa e si sale di nuovo, compreso un bel muretto dove mi spingo anche con le mani, per tornare per la seconda e ultima volta in cresta (altro pezzo di percorso bellissimo).
Si riscende con pendenze che via via diminuiscono e sentieri che si allargano fino a diventare una carrareccia e poi il tracciato diventa più morbido e, per chi ne ha, un tratto "mangi e bevi" tutto corribile (esclusa forse l'ultima salita di giornata verso il km 20). Qui chiedo ai ragazzi che prendono nota dei passaggi da quanto è passato il pettorale del mio socio: "Una decina di minuti circa".
Superata quest'ultima fatica di giornata ci sono poco meno di 10km, quasi tutti in discesa e con pendenze varianti (quindi mai noiosa). Mi butto giù a tutta, o almeno quella che ho ancora nelle gambe, e ci provo (anche perché visto il parterre super competitivo non avevo nessun obiettivo di classifica, solo di tempo, e quindi mi sono gestito fin troppo bene nella prima parte), ma giunto al traguardo avrò recuperato solo 6 di quei quasi 10 minuti.
Gara organizzata e segnata/presidiata molto bene (mai visto così tanti volontari in giro).
Percorso molto bello (anche le parti meno aeree si percorrono con divertimento) e impegnativo (è una pura skyrace, almeno per i primi 18km).
Ristori frequenti e minimali (o almeno mi è sembrato, mi sono fermato forse solo a un paio).