Da amatore di livello scarso, ci sono passato. A mio avviso la causa preponderante che genera questi problemi, è una alimentazione sbagliata/insufficiente, se rapportata al volume di allenamento. Prima non sapevo esistessero queste problematiche, e, comunque, pensavo di esserne esente visto il mio impegno non certo a livelli stratosferici. Dopo che mi ci sono trovato dentro, ho conosciuto parecchi altri "colleghi" che ci sono passati. Molti hanno recuperato velocemente, altri, come il sottoscritto, ci hanno messo molto di più (colpa dell'età avanzata?

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Facendo un po' di conti, e mettendoci in mezzo anche il periodo di lock down, mi ci è voluto un po' più di un anno per ritornare sui livelli pre-crisi. Credo ci sia anche un importante fattore genetico che differenzia chi incorre in questi problemi, e altri che, pur allenandosi tantissimo, ne sono esenti, e questo fa la differenza, alla fine, tra chi emerge proprio perché può sopportare carichi di lavoro importanti e chi, dopo una rapida ascesa, ad un certo punto vede il livello delle proprie prestazioni crollare. Non credo che un Kilian, per quanto trascuri (una volta, almeno), l'alimentazione e il riposo, incorrerà mai in problemi del genere. Il problema, purtroppo, è che il nostro cervello è spesso troppo tenace, e il fisico no

Comunque, certamente se ci limitassimo a svolgere itinerari meno impegnativi (come sto facendo io adesso), ne guadagneremmo dal punto di vista della salute. Se invece ci lasciamo attrarre dalle sirene degli ultra, saremo appagati e la nostra autostima crescerà a dismisura, ma magari fisicamente ne pagheremo il prezzo.