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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Si corre domenica la 58esima edizione della JFK 50 miglia, l'ultramaratona più "storica" degli Stati Uniti.
Quest'anno, tra i favoriti, c'è anche il nostro Stefano Ruzza
STEFANO RUZZA È stato un anno decisamente complicato. Dall'estate negli Stati Uniti qualche gara si è potuta fare, ma per me non era facile muovermi per correre lontano. Avrei potuto partecipare a delle gare molto lunghe e adatte a me, 100 km o 100 miglia, oppure provarmi in qualche 12h, o anche 24h, tutte non vicinissime, ma comunque raggiungibili. Poche, ma c'erano. Avrei probabilmente anche potuto vincerle o piazzarmi sul podio abbastanza facilmente, ma non mi avrebbero dato molti stimoli. Ho preferito concentrarmi su gare più corte e veloci, che comunque mi divertono e dove ho potuto trovare belle sfide con atleti locali. Soprattutto ho deciso di mettermi in gioco in una gara non adattissima per le mie caratteristiche, ma molto competitiva, la JFK 50 Mile 'The Nation's Oldest Ultramarathon'.
Preferisco lottare per una difficile top five o top ten in questa storica gara che per qualche altro facile risultato. Provare un nuovo modo di allenarmi per 3 mesi è stato molto stimolante e sarà sicuramente utile per le mie gare americane in futuro.
Vince Hakws abbattendo il record della corsa che era di Walmsley: 5:18'40'' contro 5:21'29"
Ruzza mi sa ritirato, l'ultimo rilevamento era sulle 2 ore e 48'
Stefano Ruzza ritirato dopo aver sbagliato strada proprio all'inizio
STEFANO RUZZA
Un anno di merda per tutti. Ma provi a tenere duro. Provi a inventarti qualcosa per mantenere la motivazione. Fai qualche piccola gara, ok, ma manca sempre qualcosa. A fine anno arriva l'occasione alla @jfk50mile
È l'unica gara importante di quest'anno, così si presentano quasi tutti i più forti americani. Un livello così alto non si era mai visto qua. E io mi butto nella mischia. 2 mesi di preparazione come non avevo mai fatto prima. Arrivo pronto come non mai. Parto bene del mio ritmo, tranquillo, in controllo, puntando sul mio solito recupero. Sto bene. E sbaglio strada appena inizia la parte più tecnica dell'Appalachian Trail dopo una decina di km. Un bel loop di oltre 2 km in più. Bon, gara andata e cervello spento. Avrei potuto proseguire, certo, e finirla comunque, certo, ma ero moralmente devastato. Di ritiri ne ho fatti tanti, ma sempre per infortuni o malesseri. Così fa ancora più male. Sbagliare strada all'inizio del trail più semplice che ci possa essere. C'è di peggio nella vita, ovvio. E come ogni santa volta, mi riprenderò e mi rifarò. Ma oggi è proprio dura.