Ultrabericus (VI) 29/05/2021

Anteprime e cronache

Moderatore: maudellevette

Regole del forum
Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
Avatar utente
leosorry
Messaggi: 7785
Iscritto il: 05/09/2010, 9:13

Ultrabericus (VI) 29/05/2021

Messaggio da leosorry »

Comunicato stampa

La Ultrabericus della ripartenza incorona Rigodanza e Maran
Nella prova Urban vincono Corà e Clerc. Menegardi grande favorito chiude decimo, assente Modena

In casa Ultrabericus Trail l'edizione numero dieci si trasforma nella prova della ripartenza nell'assolato contesto di Campo Marzo a Vicenza, dove questa mattina sono partiti in oltre 1.300 concorrenti.
Sulla gara Urban (22 km e 750 mD+) podio conquistato dalla francese, ma vicentina di adozione, Melina Clerc (Tornado Team – 1:42:55) che mette in fila nell'ordine Marta Fabris (ASD Team KM Sport - 1:46:06) e Camilla Spagnol (ASD Verona Trail Runner – 1:46:15).
Al maschile ottima prestazione del padrone di casa Giovanni Corà (Tornado Team – 1:27:17) abile a staccare dall'inizio alla fine i diretti inseguitori Diego Nicoli (ASD Scarpe Bianche – 1:34:47) e Luca Scorzato (Vicenza Marathon – 1:34:54).

Sole e caldo hanno inevitabilmente infastidito e lavorato sui tempi finali in particolare nella prova Integrale (65 km e 2.500 mD+) dove la figlia d'arte Veronica Maran (Skyrunners Le Vigne Vicenza – 6:56:13) si è conquistata con le unghie e i denti la vetta della classifica davanti a due competitors di tutto rispetto come Stefania Merlo (MTRC – 7:01:12) e Marta Cunico (7:10:20). Nella prova al maschile che guardava con favore ai due recordmen Modena e Menegardi, ad avere la meglio è stato invece l'onnipresente Francesco Rigodanza (5:39:22), abile a scansare l'amico Roberto Mastrotto (Vicenza Marathon – 5:44:47), finito secondo, e mettersi dietro il comasco Manuel Bonardi (ASD Atletica Pidaggia 1528 – 5:56:14).

Partenza scaglionata nella mattina dal polmone verde vicentino di Campo Marzo, vestito a festa per l'occasione, nel rispetto delle normative anti-covd.

Roberto Mastrotto, trionfatore nel 2018 nell'altra prova firmata Ultrabericus Team, la Trans d'Havet, ha deciso di fare subito la lepre e dettare l'andatura. Al primo checkpoint di Pederiva ha messo qualche minuto dai primi inseguitori, Bonardi e Barnes, che gli giocano anche a favore facendo un poì da tappo a Rigodanza, deciso però a controllare per la prima parte di gara senza tanto curarsi degli avversari. A San Donato, passaggio di metà tracciato, recupera una prima posizione lasciata libera dall'argentino Barnes che pian piano è arretrato per correre con l'inseparabile compagna, Virginia Oliveri. Nel frattempo Mastrotto inizia ad accusare qualche contraccolpo che lo costringe ad abbassare il ritmo. Ne approfitta così Rigodanza che in una decina di chilometri si mangia due posizioni e si mette alla guida della corsa, scavando tra Torri di Arcugnano e l'arrivo un distacco salvifico di ben 5 minuti proprio su Mastrotto e di oltre 15 minuti su Bonardi, assicurandosi la vittoria di giornata, dopo tanti tentativi non andati a buon fine nelle scorse edizioni.
Niente da fare per i due favoriti del pre-gara_ Christian Modena alla fine non è nemmeno nel novero dei partenti, mentre una brutta distrazione costa cara a Marco Menegardi che fiisce fuori strada e perde circa dieci minuti fondamentali per avere un ruolo primario nella gara. Alla fine chiude appena dentro la top ten.

Al femminile la prima a provare a fare il ritmo è Alessandra Olivi, volto già noto sui Colli Berici, dove ha già infilato un quinto posto nel 2016, due 14esimi piazzamenti nelle successive due edizioni e poi settima nel 2019. Al transito di Pederiva è lei davanti a tutte, tallonata da Viriginia Oliveri, Stefania Merlo, Veronica Maran e Marta Cunico. 10 km e la situazione cambia, con la Oliveri scivolata indietro e le restanti che si fanno sotto. A San Donato il trio Merlo, Cunico, Maran guardano i fanalini di coda della Olivi, decise ad premere sull'acceleratore. E così succede, con la Maran che sgasa alla volta di Torri di Arcugnano e balza in testa alla corsa, decisa a restarci. Con Olivi in quarta posizione, resta a Merlo e Cunico tentare l'ultimo arrembaggio ad una Maran ormai involata sull'assolato rettilineo finale. Al rientro in Campo Marzo è proprio la portacolori del team Skyrunner Le Vigne a fermare per prima il cronometro sul tempo di 6:56:13, distanziando nell'ordine la Merlo di 5' e la Cunico di quasi 15'. Per lei il “bagno di folla” di amici e parenti, insieme all'immancabile abbraccio di papà Stefano, che nel frattempo aveva chiuso con un ottimo sesto posto nella prova Urban.

Altra storia è stata invece la gara Urban, dove un altro vicentino, Giovanni Corà, dallo sparo d'inizio si mette davanti e non ne ha più per nessuno. Uno sguardo alle spalle, di tanto in tanto, per controllare il diretto inseguitore, l'albanese Klajdi Jaupaj, poi squalificato per la mancanza dell'equipaggiamento obbligatorio. Appena più indietro i vari Vigolo, Malusa, Maran, Bertoni e Pianegonda provano a rifarsi sotto, ma non hanno fatto i conti con Diego Nicoli e Luca Scorzato che, come fossero comparsi dal nulla, scalzano le prime posizioni e si mettono alle calcagna di Jaupaj. Sul traguardo Corà lancia la sua solitaria con le braccia al cielo, mentre la squalifica dell'atleta albanese Jaupaj subito comminata dai giudici di gara, fa slittare la classifica assegnando la seconda piazza a Nicoli, distaccato di sette minuti e mezzo dal campione di giornata, con Scorzato che a quel punto agguanta l'ultimo posto disponibile sul podio a poco meno di 8' da Corà.

Sul fronte rosa si sapeva che Melina Clerc avrebbe cercato di giocare le giuste carte per la vittoria e così è stato. L'atleta francese, ma vicentina d'adozione, ha tenuto la testa della corsa dal primo all'ultimo minuto, lasciando a sgomitare per le restanti posizioni le varie Fabris, Spagnol, Pozza, Scorzato e Chemello. Il traguardo sancisce inesorabilmente la sorte della battaglia, assegnando alla Fabris la seconda piazza e la terza alla Spagnol, vincitrice quest'anno alla Ronda Ghibellina.

Come di consueto inizia ora la lunga sfilata di concorrenti sulla finish line e si proseguirà fino a tarda sera.

Dichiarazioni

1. Urban – Giovanni Corà
Abito letteralmente qui dietro al traguardo, conosco bene il percorso. Bene la prima parte, nella secondo ho sofferto un po' di più il caldo e dovrò confrontarmi anche con il mio allenatore sulla gestione di queste condizioni. Sono molto soddisfatto e spero che sia un buona auspicio per la stagione.


1. Urban – Melina Clerc

Questa è la gara di casa e merita un'emozione sempre particolare, ma è anche difficile. Bisogna sempre migliorare, quindi ogni anno si rimette tutto a zero. Al momento non ho chiaro quali saranno i miei prossimi appuntamenti, ma di sicuro l'estate vedrà nuove gare a cui partecipare.

1. Integrale – Francesco Rigodanza

In realtà avevo molta paura del caldo, qundi sono partito con molta calma, fregandomene degli altri e senza orogologio. Non avevo idea di dove fossero gli altri. Semplicemente ho cercato di essere costante per i primi 50 km e poi ho recuperato gli altri, avendo dalla mia il vantaggio di essere fresco rispetto a chi ha già disputato Le Porte di Pietra o altre gare. Mi sono iscritto solo martedì perché mi sono infortunato domenica scorsa e puntavo ad arrivare attorno al 35esimo chilometro e poi correre con papà, ma è andata molto, molto bene. Forse bisogna non puntarci assolutamente e così riesco ad arrivare in fondo bene alla Ultrabericus.

1. Integrale – Veronica Maran

Sono contentissima e non ho parole, il merito va a tantissime persone che mi hanno accompagnata, amici e parenti, e hanno reso questa gara davvero entusiasmante. Qualcosa nei geni di papà (ndr – Stefano Maran, Presidente Skyrunners Le Vigne) ci deve essere perché mi ha trasmesso questa bellissima passione.

Top10 Urban Maschile
1. Corà Giovanni 1:27:17; 2. Nicoli Diego 1:34:47; 3. Scorzato Luca 1:34:54; 4. Malusa Mattia 1:35:37; 5. Vigolo Simone 1:36:08; 6. Maran Stefano 1:36:45; 7. Pianegonda Ruggero 1:36:49; 8. Bonsembiante Michael 1:39:09; 9. Rigodanza Alberto 1:39:16; 10. Favot Denis 1:40:39.

Top10 Urban Femminile
1. Clerc Melina 1:42:55; 2. Fabris Marta 1:46:06; 3. Spagnol Camilla 1:46:15; 4. Pozza Elisabetta 1:47:18; 5. Scorzato Tiziana 1:53:29; 6. Sartori Debora 1:57:14; 7. Moro Martin Ana Laura (ESP) 2:03:28; 8. Dal Bosco Martina 2:04:11; 9. Faccincani Veronica 2:05:37; 10. Casali Alice 2:06:27.

Top10 Integrale Maschile
1. Francesco Rigodanza 5:39:22; 2. Roberto Mastrotto 5:44:47; 3. Bonardi Manuel 5:56:14; 4. Bassi Nicola 6:03:33; 5. Alessio Zambon 6:09:58; 6. Di Giacomo Fabio 6:24:40; 7. Ferretto Alberto 6:25:55; 8. Pigatto Achille 6:26:40; 9. Faverio Riccardo 6:28:16; 10. Menegardi Marco 6:32:56.

Top10 Integrale Femminile
1. Maran Veronica 6:56:13; 2. Merlo Stefania 7:01:12; 3. Cunico Marta 7:10:20; 4. Olivi Alessandra 7:17:19; 5. Tagliapietra Marialuisa 7:27:41; 6. Sibona Guendalina 7:33:21; 7. Oliveri Virginia 7:37:31; 8. Feliciani Roberta 7:39:42; 9. Tonetti Emanuela Scilla 7:45:03; 10. Spanevello Giulia 7:57:16.
Avatar utente
leosorry
Messaggi: 7785
Iscritto il: 05/09/2010, 9:13

Re: Ultrabericus (VI) 29/05/2021

Messaggio da leosorry »

L'arrivo di Rigo!!!
Allegati

[L’estensione jpg è stata disattivata e non può essere visualizzata.]

Avatar utente
thp
Messaggi: 1598
Iscritto il: 23/10/2014, 11:27
Località: Siena
Contatta:

Re: Ultrabericus (VI) 29/05/2021

Messaggio da thp »

L'arrivo di Rigo, che con questa mossa l'ha tirato in saccoccia a tutti i fantatraileristi.

Da uno storico del forum come lui non mi aspettavo uno sgambetto del genere...

:( :( :x
Avatar utente
Corry
Messaggi: 2661
Iscritto il: 05/06/2014, 16:36

Re: Ultrabericus (VI) 29/05/2021

Messaggio da Corry »

Grande Rigo! 8-)
modem73
Messaggi: 213
Iscritto il: 08/01/2017, 23:21

Re: Ultrabericus (VI) 29/05/2021

Messaggio da modem73 »

Era atteso e vabbene ma...che caldo!!! micidiale: non facevo altro che bagnarmi la testa ed i polsi a tutte le fontanelle.
Ultra-Cesc 56
Messaggi: 43
Iscritto il: 13/10/2017, 14:35

Re: Ultrabericus (VI) 29/05/2021

Messaggio da Ultra-Cesc 56 »

prima volta all Ultrabericus, il caldo afoso ha dato molto fastidio, il percorso, secondo me, molto da correre e allenante...una cosa però va detta...ma quant'è bello partecipare a trail organizzati bene!....
Ricky69
Messaggi: 180
Iscritto il: 16/07/2013, 20:21

Re: Ultrabericus (VI) 29/05/2021

Messaggio da Ricky69 »

Bel percorso,poco nelle mie corde attuali ,organizzazione di livello superiore proprio bravi.ciaooo
Avatar utente
Boborosso
Messaggi: 607
Iscritto il: 17/01/2020, 15:12

Re: Ultrabericus (VI) 29/05/2021

Messaggio da Boborosso »

Il mio racconto della gara


Ultrabericus 2021
65km D+2500

Riprovo questa gara, dopo averla sudata nel 2019 perché ho bisogno di caricare chilometri e perché mi faranno compagnia i miei 2 amici Danieli.
Terza uscita sopra la maratona in 2 settimane. Devo abituarmi alla fatica e al logorio di gare lunghe di più giorni.
Devo per forza di cose dosare le mie forze per vari motivi:
- mi sono vaccinato per il Covid 2 giorni prima;
- è una gara decisamente corribile, mi ricordo 2 anni prima come mi sono cotto nei primi 20 km, in questa gara vale la regola della tartaruga e la lepre;
- il lettore più attento si ricorderà che 4 righe fa ho scritto che è la terza uscita di Ultra in 2 settimane, non vale la pena spingere per spaccare tutto, ginocchia comprese.

Prima della partenza bevo un caffè al bar con i miei due amici Danieli, uno parla continuamente senza fermarsi a respirare, l’altro nervosissimo che muove le gambe da seduto come se stesse già correndo… il Garmin segna 3 km che deve ancora finire il caffè… Normale: sentono l’agitazione pregara. Io, invece, rilassato… sono lì a girare il mio cucchiaino nella tazzina, rendendomi conto che la sto prendendo decisamente tranquilla.
Ci fanno partire in batterie da 200 persone, 800 o 1000 in tutto, ci hanno diviso in base alle nostre prestazioni passate, io sono nella seconda batteria, i due Danieli e il mio amico Marco sono nella terza. Oggi sarebbe giusto che mi mettessero nella 4^, ma non si può decidere… parto con i semitoprunner…
Partenza molto ben organizzata: ognuno si mette al suo posto già 10 minuti prima, il numero di pettorale è indicato su un tappeto fissato a terra, sembriamo la batteria di cavalli schierati alla partenza all’ippodromo, ognuno stipato nel suo box metallico, in attesa che la portella si apra per liberare le zampe che fremono. E l’adrenalina sale… lo speaker incalza, la musica pompa, vedi gli altri cavalli in parte che fremono, per forza di cose inizi a fremere anche tu, il cuore batte più forte e finalmente il via!
Ma io sono diligente, dopo 100 metri mi sfilo dalla bolgia, mi lascio superare, dopo 500 metri sono già quintultimo, assieme a quelli che corrono con le pedrillas e quelli che hanno deciso di correre con le mani a terra e la testa in giù. Siamo ancora sull’asfalto che parte la prima salita decisa, io tengo il passo ma non esagero, vedo che gli altri mi lasciano indietro. Metto da parte l’orgoglio e vado piano. La gara è di 65 km.
Discesa vivace, supero 4-5 persone (quelli con il deambulatore e quelli che si erano iscritti per sbaglio che dovevano solo comprare il giornale e avevano sbagliato l’entrata dell’edicola) e poi il sentiero spiana, corrucchio piano, a metà rettilineo di 500 metri guardo avanti e dietro, non c’è nessuno… a 2 km dalla partenza sono già solo… sarà una lunga giornata.
E vado con il mio passo, strada troppo corribile e tengo il freno, controllando i battiti.
A 37 minuti di orologio arriva il primo della 3^ batteria, mi ha già dato 10 minuti. Lascio passare, in 5 minuti mi superano 15-20 persone, applaudo, dico bravo e mi tegno. I primi non rispondono, i primi devono respirare, dopo il 15-20° cominciano a dirti ciao o salutare, ma i primi non hanno ossigeno da sprecare. Io saluto tutti, i miei polmoni devono adeguarsi.
In salita becco una di 70 e passa anni, nome di fantasia Pasqualina, una rompicollioni incredibile, si accodano varie persone e lei: “i francesi sono stronzi ma chiedono permesso, gli italiani sono solo stronzi”. Mi fermo in parte per non averla vicina, l’impulso di buttarla nel fosso è alta… Appena il sentiero spiana la supero per non vederla più.
1 ora circa, primo ristoro, prendo un pezzo di banana e mi incammino. Uscendo dal ristoro vedo la zucca di Daniele1, lo chiamo, facciamo un pezzetto insieme, mi ha preso a 1:07 mie, 0:57 sue. “sto correndo troppo?”, bha, vedi tu, prendila con calma che questa gara è traditrice. E riparte.
1:13 mi prende Daniele2 “se ti ho già preso vuol dire che sto correndo troppo”, lo guardo confermando con lo sguardo cambiando discorso. Ne hanno sicuramente più di me, ma si sono fatti fregare dal tracciato troppo corribile. Lo lascio andare.
E continuo ad essere diligente.
Km 14, riprendo Daniele1: “oh, sono morto, ho pompato troppo?”… bhe, che dire… Gli suggerisco di stare un attimo in parte a me, per recuperare prima di ripartire. Fa il bravo e sta lì con me un km, poi riparte in quarta ma lo riprendo subito. Vai piano, e finalmente va piano.
Mi prende il mio amico Marco, saluto e lascio andare. Cacchio, come sono bravo a lasciar andare oggi. E accadrà la stessa cosa con Costatino, che avevo conosciuto alla Due Rocche.
20 km, arriva Daniele1 da dietro ma parte la discesa al ristoro di 3 km e io libero le gambe superando un po’ di persone che mi avevano lasciato indietro. Bello sfogarsi un po’ e mollare il freno, con il vento che finalmente mi spettina la criniera. Vabbè, mi devo convincere che non sono un cavallo… anche voi… che musi lunghi…
23 km, ristoro, ci sono 3 tavoli in fila, vado sul primo e prendo due bicchierini con dentro cubetti di formaggio fresco. Vado nel secondo e prendo 5 bicchierini di cubetti di formaggio. Vado nel terzo… e vuoi non provare anche questo, prendo 3 bicchierini di cubetti di formaggio sudatissimo. Troppo? Bhe, nell’ultimo tavolo non andava nessuno, c’erano i volontari tutti avviliti, l’ho fatto per risollevargli il morale. Bevo abbondante cocacola per sturare il blocco caseario che mi sono creato nell’esofago.
Una ragazza con il pettorale è che piange nel furgoncino della protezione civile, dice a un volontario “non so dove sono”, non capisco se parla di se stessa o di qualche suo amico, perso per i monti berici, mi sposto dalla scena per evitare di farmi prendere dall’ansia… poverina…
E via che si sale, assieme a Daniele per un pezzo, mentre cerco di mandare un po’ di sangue a digerire la forma di formaggio che ho mangiato…
Dopo un po’ Daniele1 prende coraggio e va.
Io sto ancora attento e mi tengo.
Comicia a fare decisamente caldo, a ogni fontana che si trova (una ogni ora…) ci si ferma per mettere la testa sotto. A 28 km vedo uno che si è tolto scarpe e calzini e sta facendo un pediluvio in un ruscello. Ogni volta che si esce dall’ombra del bosco si corre più veloci, sotto il sole battente, per rituffarsi all’ombra il prima possibile.
30 km mi affianca uno con il fisico da non corridore, un po’ avvilito perché ha paura di non farcela nei tempi. Lo rassicuro, ha fatto 30 km in 4 ore e mezza, ha ancora 8 ore e mezza per farne 35. Gli infondo un po’ di coraggio (così mi sembra) e poi lo saluto lasciandolo indietro (alla fine ho controllato, ce l’ha fatta. Mi fa decisamente piacere quando qualcun altro di non alteticissimo riesce a sfidare se stesso e le proprie paure).
33 km, uno di 70 anni che va avanti e indietro, parlando con uno dietro di me, che è suo nipote. Protesto vivamente: “nonno, avrai già fatto tutto il percorso due volte”, lui ride ma continua ad andare avanti e indietro. Il nipote non ce la fa a proseguire. Km 35, ristoro, il nipote si ritira e il nonno parte in quarta da solo.
Al ristoro becco Marco, becco Costantino, tutti e due che accusano il colpo di aver corso troppo, ma poi ripartono prima di me. Io me la prendo con calma, alternando cubetti di formaggio alla frutta. Poi riparto. E comincio tranquillamente a superare anche in salita, adesso anche gente con le scarpe di ginnastica regolari. Si vede che sono stato diligente fino ad ora.
42 km, passo lo scoglio mentale della maratona.
43 km becco Costantino seduto, avvilito. Lo sprono a ripartire, facciamo 500 metri assieme e poi lo lascio indietro. Sono sicuro che si riprende. Alla Due Rocche ha fatto 30 km sanguinante dopo essere caduto. Non è uno che molla.
Ristoro dei 45 km, qui due anni fa volevo ritirarmi, quest’anno praticamente mi sento che devo ancora partire, prendo un piatto di minestra, faccio comunella con chiunque, tanto che dopo 5 minuti devo ancora cominciare a mangiare perché sto parlando troppo… mi concentro, mangio, bevo cocacola e parto. Cocacola e brodo… abbinamento Gourmet…
Salita interessante e poi discesona, fanculo i freni: adesso corro tutto quello che non ho corso fino ad ora. Via, supero a palla, dopo 2-3 km supero Marco che mi urla dietro, poi il sentiero spiana e ho Marco dietro che mi riprende perché sto correndo troppo (lui sa cosa sto preparando e che dovrei andare piano)… vabbè cammino… che noia… ghghgh.
Facciamo un pezzo assieme, parlando del più e del meno: lui nella minestra sbriciola i crackers, così l’abbinamento con la cocacola è ideale… cacchio… Marco dovrebbe scrivere un libro di ricette per Trailers…
Km 50, siamo vicino ad un lago, non ricordo il nome ma era di acqua, nel mezzo del bosco. Si sente uno che canta a squarciagola vicino al lago, da tenore, un po’ stonato, decisamente stonato. Probabilmente lui non ha bevuto cocacola.
Ci sorpassa un cane, di taglia media, correndo: rimane davanti a noi per un po’, si gira felice e continua a correre, si rigira verso di noi e comincia a preoccuparsi, lo vedi che si agita, aumenta il passo, si ferma, si gira e vedendoci parte a razzo per scappare, questa tiritera dura almeno 5 minuti. Sono in angoscia per il poveretto, riuscirà a infilarsi tra gli alberi per “salvarsi”? Finalmente non lo vediamo più e mi rilasso, non vorrei avere un cane sulla coscienza.
30 minuti dopo lo ribecchiamo, riparte scappando… poverino…
Altri 30 minuti e lo vediiamo ad un incrocio, bloccato da un volontario che ha già chiamato la padrona… anche Fufi stava facendo l’Ultrabericus: se non fosse stato per il volontario, Fufi avrebbe vinto la gara. Dannati cospiratori, c’è sicuramente l’intervento dei poteri forti che non vogliono che i cani vincano le gare!
E con Marco continuo, cercando di tenermi, camminiamo molto, corrucciamo in discesa.
Arriviamo al ristoro dei 55 km, chiediamo birra, non ce l’hanno… sponsor Menabrea e quest’anno non hanno birra… ma io non so…
Andiamo tranquilli, conosciamo un giudice di gara che la sta correndo, parlando scopriamo che ha fatto il Tor des Geants 2 volte. E lui e Marco mi cullano nella mia ignoranza, raccontandomi le storie di un mondo lontano in cui le persone corrono giorno e notte sui monti lontani abitati dai lupi per giorni e giorni senza stancarsi…
Che robe che deve essere questo Tor des Geants…
E arriviamo a Vicenza, correndo con qualcuno il tempo vola, i problemi non esistono, la strada è breve.
Ormai manca poco. Adesso posso "liberare la belva": discesa a gradoni, volo, alla base della gradinata vedo quelli da battere nella volata finale. Il resto della gara non conta. Non so quando sono partiti, non mi interessa. Adesso la gara è tra me e questi 4-5 che incontrerò, tutte le gare devono chiudersi con la volata finale.
Affianchiamo questo gruppetto, frase di circostanza di incoraggiamento che in realtà vuol dire “visto, che ti sto sorpassando? Adesso arrivo prima di te”. E via, al rettilineo finale accelero, sento passi dietro di me, qualcuno sta cercando di sorpassare e io accelero ancora, poi butto l’occhio e vedo Marco che cerca di tenere il mio passo, mi dice “tu vai” e io gli rispondo di non mollare, continuiamo la nostra folle corsa degli ultimi 500 metri a una velocità normalmente facile, ma che dopo 65 km è improponibile, tra gli applausi di qualche spettatore che probabilmente passava di là per sbaglio, dopo essere stato a fare aperitivo, brillo, che vede uno che corre e per non combattere il proprio istinto si lascia andare all’applauso come gli avevano insegnato le suore all’asilo.
Gli applausi comunque sono meritati e fanno bene al cuore, da chiunque arrivino. Sorrido, alzo le braccia 50 metri prima dell’arrivo, ma non ce la faccio a fare 50 metri così… per la stanca devo abbassarle prima del traguardo, ma il sorriso non me lo toglie nessuno.
Trovo Daniele2, appena arrivato e Daniele1 stufo di essere all’arrivo da mezz’ora, birretta assieme di rito.
Vado a cambiarmi alla macchina, mi spoglio in strada, con l’asciugamano in vita, passa una pattuglia di polizia proprio mentre ho le mutande calate, cerco di “tuffarmi” in macchina per lasciar passare e mi ritrovo in una posizione assurda, con i crampi che stanno per partire, il sedere fuori dalla macchina parzialmente coperto dall’asciugamano e le mutande calate… per fortuna i poliziotti passano cercando di guardare dall’altra parte…
portnoy
Messaggi: 532
Iscritto il: 04/12/2015, 20:32

Re: Ultrabericus (VI) 29/05/2021

Messaggio da portnoy »

:lol:
Però Pasqualina qualche ragione ce l'ha !
Rispondi