Non per polemica, e nemmeno per difendere o accusare la gara in questione, ma solo per provare ad andare a fondo nell'argomento...
Non c'è dubbio che l'organizzazione ha delle precise ed estese responsabilità, e che nella giurisprudenza attuale è onere dell'organizzazione dimostrare di aver fatto tutto il possibile per evitare gli incidenti, ma questa responsabilità si copre con l'assicurazione RC organizzatori, che deve essere ben fatta e con adeguati massimali, e non con l'assicurazione infortuni/morte personale dell'atleta, che copre invece l'atleta stesso quando si fa male per conto suo.
...non è stata stipulata dall'organizzazione alcuna polizza assicurativa che risarcisca gli atleti di eventuali infortuni di natura accidentale verificatasi nel corso della manifestazione...
Nel caso in questione immagino che la pro loco abbia stipulato la propria assicurazione RC mentre ha demandato agli atleti l'onere di assicurarsi personalmente per gli infortuni che possono loro accadere in corsa per motivi non imputabili all'organizzazione. Ovvero se un volontario agitando la bandierina infilza in un occhio un concorrente, o se crolla un ponticello costruito dall'organizzazione per passare un ruscello, o se un'ambulanza arriva in ritardo, ne risponde l'organizzazione con la propria RC, se invece uno si fa male perchè inciampa in un sasso di un sentiero che l'organizzazione ha descritto nel road book come "tecnico" sono azzi suoi...
Bene, se l'organizzatore fosse una asd non potrebbe farlo, perchè il famoso DM dice che "l'assicurazione personale degli atleti deve essere fatta esclusivamente per il tramite dell'ente organizzatore", mentre una pro loco evidentemente lo può fare...
Mi ripeto, all'UTMB e anche al CRO l'assicurazione personale è demandata all'atleta, non credo che monsieur Polettì non abbia i denari per consultare fior di avvocati e mettersi al coperto... E ricordiamoci che gli organizzatori del mercantour sono stati ASSOLTI...