Rientrata a casa oggi a mezzogiorno; già fatti nel pomeriggio altri 15 km di corsa come "scarico"...
Prima di tutto: un mega applauso a Matteo, il mio corridore preferito; 4° assoluto in poco meno di 14h 50', fenomenale. Mi fa imbestialire, per costringerlo a partecipare ad una gara devo ogni volta sudare sette camicie e puntualmente, in quella gara, lo scriteriato fa il risultatone (tranne quando fa da gregario a me). Quando mi è arrivato il suo messaggio, io ero ancora persa nei meandri del canyon...
Tornando a livelli terra terra: per me, 21h e mezza; un mio piccolo personale miracolo, considerato il tipo di tracciato, che definire orrendo, per i miei gusti, è un eufemismo. Per carità, immaginavo qualcosa del genere, data la conformazione della zona ed il tipo di roccia, ma la realtà è ancora più truce. Tantissimi i passaggi attrezzati con corde fisse ed anche alcune scale; soprattutto, innumerevoli i punti in cui, se metti un piede in fallo, ti raccolgono col cucchiaino da caffé della Barbie. Per il resto, azzardo almeno un 80% di sentieri di roccia sconnessa, friabilissima, di sfasciumi, di scalini, una tensione nervosa continua. Dulcis in fundo, i sentieri sono in molti punti mal tenuti, invasi dalle piante, tanto che spesso si fa fatica a distinguerne la traccia.
Premessa, sono ben contenta che in qualche parte del mondo esista la possibilità di organizzare un trail su un percorso del genere e con una gestione del genere, senza che intervenga prontamente un esercito di balie a difesa della sicurezza dei partecipanti. Oggettivamente, però, se qualcuno avesse osato anche solo proporre questa gara in Italia, sarebbe stato passato per le armi all'istante.
Primo, un itinerario di questo tipo, percorso con la fretta del cronometro, è una vera candidatura al suicidio: non lo dico solo io che sono fifona, ma ad esempio anche Matteo che con la montagna ha a che fare per lavoro prima ancora che per diletto.
Secondo: l'aspetto sicurezza non è solo carente, è proprio assente. Lungo il percorso non c'è NESSUNO. Nessuna forma di presidio, niente di niente al di fuori dei ristori. Se dovesse capitare il benché minimo incidente, della mancanza di una persona ci si accorgerebbe notando il ritardo nel rilevamento tra un ristoro ed il successivo, ma, se si considera che i ristori sono in media a 10 km l'uno dall'altro e che per lunghissimi tratti si corre completamente soli... Facile trarne le ovvie deduzioni. Ci sono davvero molti punti in cui inciamparsi significa volare giù per decine o anche centinaia di metri; punti di vera e propria arrampicata in cui, se cede un appoggio, ci si può far male in modo davvero serio. Certo, chi partecipa ad un trail deve essere in grado di far fronte alle emergenze, ma, a queste condizioni, tantovale organizzarsi un trekking... Tantopiù che il paesaggio, pur bellissimo, passa in secondo piano. L'attenzione è tutta per capire dove mettere i piedi. Io di panorama ho visto ben poco...
Altro aspetto negativo, il balisaggio: perfetto per gran parte del percorso, ma decisamente carente là dove più sarebbe servito. Ad esempio, c'è un tratto di cresta, a circa 5 km dall'arrivo, dove si cammina a mezzo metro dal baratro. Per fortuna, quel tratto si fa anche all'andata; passandoci con il primo chiarore dell'alba, ho potuto rendermi conto delle centinaia di metri di salto, a picco. Al ritorno, ero in compagnia di due francesi; tutti insieme abbiamo tribolato a trovare la via, perché c'erano ben poche fettucce e nemmeno una di quelle rifrangenti. Beffa delle beffe: alla fine dell'ultima discesa, appena prima di Aiguines, lì dove non servivano più, abbiamo trovato nientemeno che i tubicini fluorescenti...
Poi, diamo a Cesare quel che è di Cesare: ci sono stati anche lati positivi; ad esempio, i ristori frequenti e ben forniti e, ad ogni ristoro, un bel cartello con l'indicazione dei km e del dislivello fatti e da fare, nonché la distanza per arrivare al successivo ristoro. Non piacerà ai puristi del trail, ma io ho apprezzato moltissimo.
Insomma: sono contenta di aver provato, contentissima del risultato; ho impiegato un'eternità di tempo, sudore e terrore per percorrere il tremendo tratto giù in fondo al canyon, tra i km 14 e 20 circa, e poi ho dato l'anima per recuperare, col terrore di non superare i cancelli intermedi. Però non posso dire che questo trail mi sia piaciuto. Troppa tensione, troppi rischi, almeno per me che non ho né il fisico né il coraggio di un funambolo.
Verdon Columbia Canyon Challenge - 11/12.06.11
Moderatore: maudellevette
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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Re: Verdon Columbia Canyon Challenge - 11/12.06.11
Ciao Giancarla
intanto brava per aver terminato la gara, io non ci sarei mai riuscito. Me la sarei fatta addosso ben prima del 100° km.
Vado Off Topic, solo per dire che di cosa succede in Francia non capisco più niente. Annullano il CRO per quattro canne di Provenza non rimosse tempestivamente. Sommergono i concorrenti dell'UTMB di materiale obbligatorio. Si inventano il dossier Natura 2000. E poi sento del Verdon Canyon Challenge e dei pericoli ad esso associati. Mi sembra un controsenso!
Detto questo: che senso ha organizzare una gara del genere, se la tensione e la paura di fare un volo di sotto non consente nemmeno di apprezzare il percorso? E soprattutto: quale compagnia di assicurazione se l'è sentita di assicurare gli organizzatori???
intanto brava per aver terminato la gara, io non ci sarei mai riuscito. Me la sarei fatta addosso ben prima del 100° km.
Vado Off Topic, solo per dire che di cosa succede in Francia non capisco più niente. Annullano il CRO per quattro canne di Provenza non rimosse tempestivamente. Sommergono i concorrenti dell'UTMB di materiale obbligatorio. Si inventano il dossier Natura 2000. E poi sento del Verdon Canyon Challenge e dei pericoli ad esso associati. Mi sembra un controsenso!
Detto questo: che senso ha organizzare una gara del genere, se la tensione e la paura di fare un volo di sotto non consente nemmeno di apprezzare il percorso? E soprattutto: quale compagnia di assicurazione se l'è sentita di assicurare gli organizzatori???
Re: Verdon Columbia Canyon Challenge - 11/12.06.11
Mah non so, questo è quel che ho provato io... Però gli altri, almeno quelli con cui ho avuto a che fare, sembravano perfettamente a loro agio. Io trovo più che giusto che chi si sente di affrontare certe prove abbia la possibilità di farlo, che sia un trail nel Verdon come una rischiosa impresa alpinistica. Per quanto mi riguarda, però, io preferisco percorsi che privilegino la fatica piuttosto che la tecnica esasperata.leosorry ha scritto:
Detto questo: che senso ha organizzare una gara del genere, se la tensione e la paura di fare un volo di sotto non consente nemmeno di apprezzare il percorso? E soprattutto: quale compagnia di assicurazione se l'è sentita di assicurare gli organizzatori???
Re: Verdon Columbia Canyon Challenge - 11/12.06.11
Riguardo i franceis che adoro, ne ho avuto molto a che fare in montagna (no trail) e devo dire che ne ho visti proprio tanti di incoscienti o comunque con un livello di precauzione da far venire la pelle d'oca, probabilmente sono a loro agio, boh!. Ancora oggi mi viene il magone a pensare durante la salita al Monviso di qualche anno fa, dove nell'ultimo terzo di salita (passi continui di I e II grado) mi ha superato una ragazzina che avrà avuto si e no 15 anni. I genitori erano dietro me che se la contavano tranquillamente. Paura!!!
Probabilmente hanno portato un po' di incoscienza anche nei trail.
Probabilmente hanno portato un po' di incoscienza anche nei trail.
Re: Verdon Columbia Canyon Challenge - 11/12.06.11
Secondo me con queste due righe si è già detto tutto.Giancarla ha scritto:Certo, chi partecipa ad un trail deve essere in grado di far fronte alle emergenze, ma, a queste condizioni, tantovale organizzarsi un trekking...
Re: Verdon Columbia Canyon Challenge - 11/12.06.11
C'è da dire che l'organizzazione non ha mai parlato di assistenza lungo il percorso, quindi non si può pretendere ciò che non è stato nemmeno offerto; se qualcuno dà qualcosa per scontato, il problema è suo, non di chi gestisce la gara. Inoltre, io sapevo già che non sarebbe stata una passeggiata di piacere, perché avevo già chiesto lumi a qualche conoscente che ha vissuto la prova in anni passati; per giunta, avrei potuto ritirarmi dopo i primi tratti pericolosi ed invece ho preferito continuare comunque. C'è anche da dire che non è certo la prima edizione di questo trail, quindi proprio imbecilli questi organizzatori non sono. C'è da dire, ancora, che, come ho già osservato, per il resto del mondo con cui ho scambiato qualche parola, sabato, tutto ciò era perfettamente ovvio. La gestione è molto più spartana, tutto qui; infatti, se alla fine della corsa chiedi di fare una doccia, ti guardano come se fossi un marziano... E nemmeno un bagno chimico in area partenza/arrivo; ci sono due piccoli wc pubblici, e ancor grazie.
Ciò che intendo dire è che chi tiene alla pellaccia ed all'integrità delle ossa e non è un camoscio su questo tipo di percorsi è bene che ne stia alla larga. D'altro canto, chi non ha problemi a saltare su e giù dalle rocce, ad arrampicarsi, a sporgere la testa e guardare giù nel vuoto senza averne fastidio, dovrebbe invece segnare la data del Verdon a caratteri cubitali in calendario, perché questo è il percorso che fa per lui. Naturalmente ci vuole anche un buon allenamento alla fatica, perché i 6.500 m di dislivello ci sono tutti e si sentono...
Ciò che intendo dire è che chi tiene alla pellaccia ed all'integrità delle ossa e non è un camoscio su questo tipo di percorsi è bene che ne stia alla larga. D'altro canto, chi non ha problemi a saltare su e giù dalle rocce, ad arrampicarsi, a sporgere la testa e guardare giù nel vuoto senza averne fastidio, dovrebbe invece segnare la data del Verdon a caratteri cubitali in calendario, perché questo è il percorso che fa per lui. Naturalmente ci vuole anche un buon allenamento alla fatica, perché i 6.500 m di dislivello ci sono tutti e si sentono...
Re: Verdon Columbia Canyon Challenge - 11/12.06.11
Wow, questo trail mi tentava a inizio stagione, poi ho fatto programmi diversi. Visto il resoconto di Giancarla, credo di avere fatto bene perche` anche io non amo il vuoto.
Ora vado ad intervistare un altro concorrente cosi` sento un altro parere
E comunque... BRAVI !!!
109 km e 6700m D+ sono numeri impressionanti.
Ora vado ad intervistare un altro concorrente cosi` sento un altro parere
E comunque... BRAVI !!!
109 km e 6700m D+ sono numeri impressionanti.
Re: Verdon Columbia Canyon Challenge - 11/12.06.11
Tempo limite? Sono stato una volta al Verdon e mi sono divertito tantissimo. Questo trail me piacerebbe farlo, premesso che le barriere orarie non siano troppo dure. Un posto così bisogna poter assaporarlo...Giancarla ha scritto:D'altro canto, chi non ha problemi a saltare su e giù dalle rocce, ad arrampicarsi, a sporgere la testa e guardare giù nel vuoto senza averne fastidio, dovrebbe invece segnare la data del Verdon a caratteri cubitali in calendario, perché questo è il percorso che fa per lui. Naturalmente ci vuole anche un buon allenamento alla fatica, perché i 6.500 m di dislivello ci sono tutti e si sentono...
Re: Verdon Columbia Canyon Challenge - 11/12.06.11
Sono 100 per 6.500... Non facciamo la cresta!deeago ha scritto:Wow, questo trail mi tentava a inizio stagione, poi ho fatto programmi diversi. Visto il resoconto di Giancarla, credo di avere fatto bene perche` anche io non amo il vuoto.
Ora vado ad intervistare un altro concorrente cosi` sento un altro parere![]()
E comunque... BRAVI !!!
109 km e 6700m D+ sono numeri impressionanti.
Re: Verdon Columbia Canyon Challenge - 11/12.06.11
Il tempo limite è di 35 ore, quindi molto ampio, ma per me è comunque sempre un'ossessione...victor ha scritto:
Tempo limite? Sono stato una volta al Verdon e mi sono divertito tantissimo. Questo trail me piacerebbe farlo, premesso che le barriere orarie non siano troppo dure. Un posto così bisogna poter assaporarlo...