Pacer, assistenza e competizioni

Tutto ciò che è trail!

Moderatore: leosorry

Avatar utente
leosorry
Messaggi: 7785
Iscritto il: 05/09/2010, 9:13

Pacer, assistenza e competizioni

Messaggio da leosorry »

Dopo la debacle degli americani alla UTMB parecchi ultrarunner d'oltreoceano si stanno interrogando se la causa di tutto questo non sia la presenza della figura del pacer, ovvero dell'accompagnatore che può correre con l'atleta, solitamente negli ultimi 60 km in una 100 miglia. In pratica l'accusa al sistema dei pacer è di aver atrofizzato la capacità dei vari Roes, Dakota Jones, Jurek, ecc. a correre da soli, senza nessuno al loro fianco.
E' un buon suggerimento, anche perchè se il pacer originariamente serviva come misura di sicurezza (non lasciare solo un concorrente stanco che deve correre, magari di notte nei grandi spazi selvaggi d'America), oggi questo problema si è ridotto in maniera considerevole e serve solo a migliorare le prestazioni (non ricordo più quanti ne avesse Kilian all'ultima Western States, ma erano parecchi!)

Oggi, guardando il video dei mondiali IAU di Connemara (andate sul post apposito e guardatelo perchè merita!), ho pensato che il canadese Loutitt può aver perso il mondiale per non avere nessuno a fargli un'assitenza personalizzata. La scena al minuto 16 in cui entra al ristoro, poi torna indietro, prende la prima cosa che gli capita, poi la cambia e beve a canna da un bottiglione di Coca Cola, sfiora quasi il comico se la si paragona ai francesi che entrano ai ristori e hanno già chi gli passa le borracce di ricambio già piene e i gel energetici.
Lo stesso potrebbe dire Csaba Nemeth, quarto all'UTMB pur non avendo dietro di sè un'organizzazione come Salomon o The North Face.

Questa dell'assistenza personalizzata, così come la pratica dei pacer, non sta mettendo in crisi l'equità della competizione? E' un tendenza naturale insita nella professionalizzazione del trail, oppure sarebbe un fenomeno da contrastare in modo che tutti quelli che si schierano su una linea di partenza lo facciano alle stesse condizioni e non con dei vantaggi già in partenza?
Avatar utente
Antonio
Messaggi: 688
Iscritto il: 06/09/2010, 8:46
Località: Carrara
Contatta:

Re: Pacer, assistenza e competizioni

Messaggio da Antonio »

Per me sono 2 cose ben diverse l'assistenza dai pacer.
L'assistenza ti può limare i tempi dei ristori,magari farti viaggiare sempre nelle condizioni ideali come attrezzatura, quindi darti tranquillità per tutto quello che non concerne la corsa.
Ma avere una figura accanto è decisamente un supporto psicologico notevole, poi uno dovrà correre comunque con le proprie gambe, ma un conto è ritrovarsi da soli nelle varie difficoltà ed un conto è avere qualcuno vicino.
Per questo penso che il ragionamento che i pacers possano avere imborghesito gli atleti Usa possa avere un senso.
Avatar utente
deeago
Messaggi: 3428
Iscritto il: 10/09/2010, 9:15
Località: MILANO

Re: Pacer, assistenza e competizioni

Messaggio da deeago »

Tanti americani hanno anche lamentato (almeno Geoff Roes, Nick Clark e Hal Koerner) quadricipiti distrutti, cosa che fa pensare ad una poca abitudine alla camminata su pendenze sensibili. Contando che non si tratta di debuttanti, la cosa mi lascia perplesso.

La componente di testa credo che sia centrale. Ricordo le sante parole di ALKY che mi manda un SMS prima che io parta per la mia prima ultra dicendomi "dovrai avere davvero voglia di arrivare": senza quella voglia non sarei mai arrivato in fondo.

La logistica vuole la sua parte, e qui si discutono anche le assistenze ai ristori. Trail e` quando al mattino infili nello zainetto tutto quello che ti servira` per la tua uscita alla domenica. Le gare idealmente mantengono questa impostazione (i ristori fanno le veci di fontane e ruscelli e rifugi), solo che si corre per arrivare primi. Se invece ad ogni ristoro trovo un cambio di vestiti, gli amici, l'allenatore, il massaggiatore, etc.. diventa una prova a tappe.
Avatar utente
leosorry
Messaggi: 7785
Iscritto il: 05/09/2010, 9:13

Re: Pacer, assistenza e competizioni

Messaggio da leosorry »

deeago ha scritto:Tanti americani hanno anche lamentato (almeno Geoff Roes, Nick Clark e Hal Koerner) quadricipiti distrutti, cosa che fa pensare ad una poca abitudine alla camminata su pendenze sensibili. Contando che non si tratta di debuttanti, la cosa mi lascia perplesso.
Ieri sera ero al telefono con Roes per l'intervista sul suo UTMB: sono rimasto perplesso da due sue affermazioni:
1) le salite dell'UTMB non sono più ripide o tecniche rispetto a quelle che si trovano alla Hardrock o alla Wasatch. Però a suo dire sono molto ma molto più lunghe, tali da impegnarti anche per due ore di seguito.

2) Sostiene di aver patito moltissimo i tratti asfaltati. La sua espressione è stata (più o meno) "ho fatto più asfalto nell'UTMB che in sei mesi di gare e allenamenti"
Avatar utente
rusty
Messaggi: 529
Iscritto il: 05/09/2010, 10:35

Re: Pacer, assistenza e competizioni

Messaggio da rusty »

leosorry ha scritto:
deeago ha scritto:Tanti americani hanno anche lamentato (almeno Geoff Roes, Nick Clark e Hal Koerner) quadricipiti distrutti, cosa che fa pensare ad una poca abitudine alla camminata su pendenze sensibili. Contando che non si tratta di debuttanti, la cosa mi lascia perplesso.
Ieri sera ero al telefono con Roes per l'intervista sul suo UTMB: sono rimasto perplesso da due sue affermazioni:
1) le salite dell'UTMB non sono più ripide o tecniche rispetto a quelle che si trovano alla Hardrock o alla Wasatch. Però a suo dire sono molto ma molto più lunghe, tali da impegnarti anche per due ore di seguito.

2) Sostiene di aver patito moltissimo i tratti asfaltati. La sua espressione è stata (più o meno) "ho fatto più asfalto nell'UTMB che in sei mesi di gare e allenamenti"
Così si darebbe valore alla tesi che oltreoceano corrono molti km ma danno poco valore alla forza e alla varietà dell'allenamento. Ma tu che hai corso lì, sono davvero più corte le salite?

Quanto al discorso pacer, ho una discreta esperienza di pacer di maratona per amatori e, fatte salve le ovvie differenze e distinguo enormi, penso che il vantaggio possibile sia principalmente mentale, quindi di bella importanza in gare che durano molte, molte ore anche per i primi – il discorso assistenza in gara contro autonomia andrebbe secondo me separato

ciao!


rusty
Avatar utente
leosorry
Messaggi: 7785
Iscritto il: 05/09/2010, 9:13

Re: Pacer, assistenza e competizioni

Messaggio da leosorry »

rusty ha scritto: Così si darebbe valore alla tesi che oltreoceano corrono molti km ma danno poco valore alla forza e alla varietà dell'allenamento. Ma tu che hai corso lì, sono davvero più corte le salite?
Alla WS di sicuro, a parte la prima salita di Escarpment (che però è un'autostrada nella sua prima metà) ogni canyon è una salita magari ripidi ma che non supera i 500 metri di dislivello. Però alla HR ci sono dei bei "millini"... per questo mi sembrava strano... Se mi avesse detto che i sentieri delle gare USA non sono così tecnici, o le condizioni climatiche così variabili ed estreme (Kilian che dice di aver attraversato le 4 stagioni) avrei capito, ma questa risposta non mi ha convinto molto...
Antonio ha scritto:Per me sono 2 cose ben diverse l'assistenza dai pacer.
Condivido. L'aiuto mentale, come conferma anche Rusty, che può dare un pacer è una cosa "enorme".

Però, mi permetto di fare un appunto: fino a due anni fa vedevamo gare di 100 miglia in cui c'erano ore tra il primo e il secondo, distacchi davvero enormi.
L'anno scorso alla WS Roes ha vinto per 6 minuti su Krupicka.
Quest'anno Kilian alla WS ha vinto con 4 minuti su Clark.
All'UTMB con 9 minuti su Iker.
Magari stava solo controllando la gara senza forzare, ma è indubbio che le ultra stanno diventando sempre più "gare", nel senso che non sono più un "viaggio solitario", ma che per i top runner stanno diventando vere e proprie competizioni che si giocano su una manciata di minuti.
A questo punto anche i pochi minuti che ti possono regalare gli assistenti personali, diventano un vantaggio non da poco.
A questo punto possiamo sempre dire che ha vinto sempre il più forte? Nel caso di Kilian mi sento di dire che avrebbe vinto lo stesso. Ma possiamo dire che la Cospolich ha preceduto Katia Fori perchè era più forte? Mi viene più di un dubbio...
Avatar utente
rusty
Messaggi: 529
Iscritto il: 05/09/2010, 10:35

Re: Pacer, assistenza e competizioni

Messaggio da rusty »

leosorry ha scritto:
rusty ha scritto: Così si darebbe valore alla tesi che oltreoceano corrono molti km ma danno poco valore alla forza e alla varietà dell'allenamento. Ma tu che hai corso lì, sono davvero più corte le salite?
Alla WS di sicuro, a parte la prima salita di Escarpment (che però è un'autostrada nella sua prima metà) ogni canyon è una salita magari ripidi ma che non supera i 500 metri di dislivello. Però alla HR ci sono dei bei "millini"... per questo mi sembrava strano... Se mi avesse detto che i sentieri delle gare USA non sono così tecnici, o le condizioni climatiche così variabili ed estreme (Kilian che dice di aver attraversato le 4 stagioni) avrei capito, ma questa risposta non mi ha convinto molto...
Antonio ha scritto:Per me sono 2 cose ben diverse l'assistenza dai pacer.
Condivido. L'aiuto mentale, come conferma anche Rusty, che può dare un pacer è una cosa "enorme".

Però, mi permetto di fare un appunto: fino a due anni fa vedevamo gare di 100 miglia in cui c'erano ore tra il primo e il secondo, distacchi davvero enormi.
L'anno scorso alla WS Roes ha vinto per 6 minuti su Krupicka.
Quest'anno Kilian alla WS ha vinto con 4 minuti su Clark.
All'UTMB con 9 minuti su Iker.
Magari stava solo controllando la gara senza forzare, ma è indubbio che le ultra stanno diventando sempre più "gare", nel senso che non sono più un "viaggio solitario", ma che per i top runner stanno diventando vere e proprie competizioni che si giocano su una manciata di minuti.
A questo punto anche i pochi minuti che ti possono regalare gli assistenti personali, diventano un vantaggio non da poco.
A questo punto possiamo sempre dire che ha vinto sempre il più forte? Nel caso di Kilian mi sento di dire che avrebbe vinto lo stesso. Ma possiamo dire che la Cospolich ha preceduto Katia Fori perchè era più forte? Mi viene più di un dubbio...
L'evoluzione tecnica della disciplina sta probabilmente accelerando - mi rifaccio come esempio al livellamento verso l'alto delle prestazioni che da un po' sta caratterizzando le gare di triathlon su distanza ironman, per dire - livellamento che nelle gare di olimpico ha già forse raggiunto un tetto, almeno per ora.
Fra un po' di tempo, magari, le attuali prestazioni da marziano che il bravo Kilian sfoggia sembreranno tali solo nell'ottica di "lui è stato il primo a quei livelli".
Sarà divertente scoprirlo, sperando che l'ambiente mantenga la "pulizia interiore" che sembra al momento avere.


rusty
Avatar utente
Antonio
Messaggi: 688
Iscritto il: 06/09/2010, 8:46
Località: Carrara
Contatta:

Re: Pacer, assistenza e competizioni

Messaggio da Antonio »

leosorry ha scritto:
A questo punto possiamo sempre dire che ha vinto sempre il più forte? Nel caso di Kilian mi sento di dire che avrebbe vinto lo stesso. Ma possiamo dire che la Cospolich ha preceduto Katia Fori perchè era più forte? Mi viene più di un dubbio...
Io credo che le gare siano open ma che la gara se la giocano un gruppetto di professionisti o semi professionisti, quelli devono avere tutto al top per vincere, tralasci dei dettagli e puoi perdere.
Poi ci sono i tapascioni che fanno il loro viaggio con più o meno tempo a cui importa poco di un assistenza personalizzata.
Infine ci sono quelli a cui manca qualcosa, un piccolo salto di qualità ( o perchè no anche di fortuna ) per essere presi sotto l'ala di una squadra.
Katia Fori si può rammaricare dell'assistenza, un atleta Usa credo di no, c'è sicuramente uno sbaglio da parte sua.
Il tuo è un dubbio che rimarrà tale, però ti giro anche la domanda quante volte abbiamo visto donne forti accompagnate da uomini che magari non hanno obiettivi di classifica ?
Oppure persone in crisi che trovano compagni occasionali che si fermano ad assisterli e li aiutano a superare un momento e poi magari vincono una gara a tappe o una lunga che si incrociava con una corta.
Insomma stabilire se abbia vinto sempre il più forte è difficile.
Io sono abituato ad allenarmi da solo e quando corro mi piace avere il mio supporto psicologico e son ben consapevole che altri hanno un assistenza dedicata e credo sia anche giusto cosi, partiamo tutti assieme ma ci sono quelli veramente forti e quelli che iniziano una prova con loro stessi ....... poi magari ho anche il piacere di stupirmi quando un volontario mi prende lo zaino, mi chiede cosa voglio e mentre io mangio lui mi riempie il camel e mi svuota il sacchettino dei rifiuti, cosa successa sia sui Pirenei quest anno che alla CCC del 2009
brio
Messaggi: 299
Iscritto il: 07/01/2011, 13:59

Re: Pacer, assistenza e competizioni

Messaggio da brio »

chi è il più forte rimarrà sempre il più forte anche con regole precise ed uguali per tutti! oltretutto eventuali dubbi che sono stati giustamente sollevati in questo topic non avrebbero poi motivo di esistere.
Avatar utente
deeago
Messaggi: 3428
Iscritto il: 10/09/2010, 9:15
Località: MILANO

Re: Pacer, assistenza e competizioni

Messaggio da deeago »

brio ha scritto:oltretutto eventuali dubbi che sono stati giustamente sollevati in questo topic non avrebbero poi motivo di esistere.
Uhm.. non capisco perche` non si possa sollevare il problema. :?:
Rispondi