Addio Campione

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Cicco
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Addio Campione

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ADDIO GRANDE CAMPIONE...
..... da Wikipedia
Joseph William Frazier, noto semplicemente come Joe Frazier (Beaufort, 12 gennaio 1944 – Filadelfia, 7 novembre 2011), è stato un pugile statunitense.
Vincitore di una medaglia d'oro alle Olimpiadi è stato detentore del titolo di campione del mondo dei pesi massimi. Soprannominato "Smokin' Joe", è ricordato soprattutto per essere stato l'irriducibile avversario di Muhammad Ali, con il quale si confrontò in tre memorabili incontri, considerati tra i più duri ed emozionanti della storia del pugilato. In un'intervista rilasciata alla HBO, disse che nel suo terzo match con Ali (il "The Thrilla in Manilla") aveva un occhio parzialmente accecato, a causa di un incidente durante gli allenamenti.
Fu eletto Fighter of the year (pugile dell'anno) dalla rivista americana Ring Magazine nel 1967, 1970 e 1971.
Joe Frazier nacque il 12 gennaio 1944 a Beaufort, Carolina del Sud, da Rubin e Dolly Frazier. Crebbe in una fattoria di famiglia di dieci acri con i suoi dodici fratelli e sorelle. Un tredicesimo figlio, David, morì di difterite da piccolo, rendendo così Joe il membro più giovane della vasta famiglia Frazier. I suoi genitori piantavano verdure e allevavano maiali, ma il loro reddito principale veniva soprattutto dal lavoro per le aziende agricole di grandi proprietari terrieri bianchi. Sua madre lavorava nei campi, mentre suo padre era un sorvegliante. Soprannominato Billy Boy, Frazier è stato, per sua stessa ammissione, il figlio preferito di suo padre, che era spesso al suo fianco. Nella sua autobiografia disse: "... Mio papà era il mio eroe, il mio battito cardiaco. Eravamo sempre insieme."[1] Dolly era invece una devota battista e disciplinava per bene i suoi figli. Infatti, ogni sua parola era legge e i bambini non dovevano far altro che ascoltare e obbedire. L'infanzia di Frazier fu una vita rurale del sud: trascorse gran parte del suo tempo ad aiutare il padre a gestire un immobile e aiutandolo nel fare le sue faccende quotidiane. E così come fecero i suoi genitori e fratelli, anche lui stesso lavorò nei campi di una delle grandi aziende agricole.
Nei primi giorni di Novembre, viene annunciato che il campione è in fin di vita e che stà combattendo la battaglia con l'ultima fase della sua drammatica malattia. La notte del 6 Novembre girano voci in cui viene detto che Frazier non ce l'ha fatta, ma poi vengono smentite. Perderà la vita qualche ora più tardi a 67 anni a Filadelfia, il 7 novembre 2011. 'Smokin' Joe' è stato messo al tappeto da un tumore al fegato. Il suo più grande avversario, Muhammad Ali, ha portato il suo tributo dicendo: "il mondo ha perso un grande campione. Ricorderò sempre Joe con rispetto e ammirazione. Il mio pensiero va alla sua famiglia e a coloro che l'ha amato". Al 67enne vecchio campione, il tumore era stato diagnosticato un mese prima della sua dipartita.
L'incontro con la boxe [modifica]
Quando la televisione iniziò a diffondersi negli anni '50, la famiglia Frazier fu la prima ad averne una al Laurel Bay di Beaufort. In quei primi giorni di tv, la boxe era una gran parte della programmazione limitata. I Frazier assistettero così a combattimenti di boxe, guardando le imprese sul ring di leggende come Sugar Ray Robinson, Rocky Marciano, Willie Pep, e Rocky Graziano. All'età di otto anni Joe non era particolarmente interessato alla boxe, ma sapeva chi fosse Joe Louis. Quando uno zio fece un commento riguardo alla corporatura del giovane (descrivendolo come il prossimo Joe Louis), questo fece una certa impressione sul ragazzo. Da quel momento in poi Frazier lavorò sodo per realizzare quella profezia. Egli costruì un sacco pesante costituito di iuta e stracci, pannocchie, mattoni, e muschio spagnolo. Appese il sacchetto al ramo di una quercia nel cortile e cominciò a colpirlo quasi ogni giorno per gli anni successivi. Venne deriso da molti, anche dalla sua famiglia, quando disse che sarebbe diventato campione del mondo come il Brown Bomber Joe Louis. Nella sua autobiografia disse che rispose loro: "Voi tutti potete ridere, ma un giorno diventerò campione del mondo."[2] La Beaufort segregata non aveva palestre e i campi da gioco non potevano essere utilizzati da persone di colore. Disse inoltre: "Tutto quello su cui doveva basarsi il mio sogno era quella borsa pesante fatta in casa".[3]
Carriera [modifica]

Carriera da dilettante [modifica]
Da giovane si trasferì a Filadelfia nel 1961 dove fece il suo incontro con la boxe grazie alla scoperta da parte di Yancey "Yank" Durham, un ex-pugile statunitense. Durham, insieme a Willie Rossastro, iniziò a preparare Frazier come un dilettante. In pochi anni vinse molti incontri da dilettante e poco dopo il suo ventesimo compleanno, alle Olimpiadi di Tokyo del 1964 conquistò l'oro tra i pesi massimi. Durham fu manager e allenatore di Frazier fino alla sua morte, avvenuta nel 1973.
Carriera da professionista [modifica]
Dopo aver vinto la medaglia d'oro, decise di diventare professionista e vinse il suo primo incontro per KO nel 1965, contro Woody Goss. Lo stesso anno vinse altre 3 volte, trionfando sempre per KO e prima della 3ª ripresa. Nel 1966 Duhrham contattò l'allenatore californiano Eddie Futch. I due non si erano mai incontrati, ma Durham aveva già sentito parlare di Futch per via della sua grande reputazione e poiché era considerato uno dei migliori istruttori in circolazione. Joe venne mandato a Los Angeles per allenarsi, fino a quando lo stesso Futch non decise di unirsi a Yancey come assistente-istruttore. Con l'assistenza di Futch, Frazier riuscì a vincere tre incontri a Los Angeles contro Al Jones, il veterano Eddie Machen e George "Scrapiron" Johnson. Joe riuscì a vincere i primi due match per KO ma andò sulla distanza per la seconda volta contro Johnson, sconfiggendolo ai punti dopo 10 round.
Il soprannome di Frazier, "Smokin' Joe", venne da Yank Durham, che prima di un match aveva sempre l'abitudine di dirgli: "Va' là fuori ... e fai uscire fumo da quei guanti. Tu puoi fare fumo, ragazzo. Basta che non molli". Frazier continuò a lottare e a sviluppare il suo stile di combattimento, tentando di rimanere imbattuto per puntare ad una cintura. Nel settembre 1966 arrivò la sfida con il campione argentino Oscar Bonavena. "Smokin' Joe" stava quasi per essere sconfitto per la prima volta, dopo che cadde al tappeto per due volte nel 2° round. Secondo il regolamento di New York, un incontro finiva se uno dei due lottatori andava giù per tre volte nel giro di uno stesso round. Ciononostante Joe riuscì a rimettersi in piedi e a vincere la gara per Split Decision con i punteggi di 6-4, 5-5 e 5-4.
Iniziarono così a spargersi voci secondo le quali Frazier avrebbe dovuto sfidare Muhammad Ali, ai tempi detentore del titolo dei pesi massimi. Tuttavia secondo Yank Durham non era ancora il momento: voleva che Frazier potesse svilupparsi correttamente, in modo che quando lo avrebbe finalmente affrontato sul ring (o anche un altro campione), "Smokin' Joe" avrebbe vinto. Frazier iniziò a studiare Ali. Quando andò a vederlo combattere nel marzo del 1967 i due cominciarono quella che sarebbe diventata una lunga e competitiva rivalità. Quando Ali cambiò il suo nome da Cassius Clay a Muhammad Ali nel 1964, in seguito alla conversione alla fede musulmana, Frazier insistette nel chiamarlo Cassius Clay. Ali era noto fin dall'inizio della sua carriera come un self-promoter. Ciononostante il pubblico e gli scrittori sportivi sembravano amarlo invece che disprezzarlo.
Frazier vinse tutti gli scontri che disputò quell'anno, inclusa una vittoria per KO alla 6ª ripresa su Doug Jones ed una per KOT alla 4ª ripresa su George Chuvalo.
Nel 1968 vinse un incontro per il titolo vacante NYSAC con Buster Mathis per KO all'undicesimo round. Nel 1970 divenne campione del mondo mettendo al tappeto Jimmy Ellis alla 5ª ripresa.
Nel 1971 trovò sulla sua strada Muhammad Ali (Cassius Clay), che ha appena avuto il permesso di tornare alla boxe, in un incontro in cui mise costantemente alle corde l'avversario per quindici riprese; l'ultimo round fu il più emozionante: gancio portentoso di Frazier ed Alì va al tappeto, si rialzò stordito ma riuscì comunque a finire la gara. Al verdetto finale fu "Smoking Joe" a vincere, per verdetto unanime (144-142, 144-141 e 146-139). Questo match venne seguito da altre due rivincite, nel 1974 e 1975.
Nel 1973 arrivò la prima sconfitta con un grande George Foreman, KO in due riprese e di seguito nel 1974 perse ai punti la rivincita con Ali. Il 1º ottobre del 1975 Ali affrontò Frazier per la terza ed ultima volta, mettendo in palio il suo titolo mondiale, per stabilire chi dei due fosse definitivamente il più forte. L'incontro si tenne a Manila nelle Filippine e fu denominato "Thrilla in Manila". Fu un match drammatico che vide i pugili combattere con enorme ardore, senza risparmiarsi un istante. Prima dell'inizio della quindicesima ed ultima ripresa l'allenatore di Frazier, Eddie Futch, ritirò il suo atleta, vedendolo letteralmente distrutto dai jab di Ali. Lo stesso Ali dichiarò che non avrebbe mai saputo se sarebbe stato in grado di continuare l'incontro qualora Frazier non si fosse ritirato. Comunque al momento del ritiro del rivale, il Campione era in vantaggio ai punti. Ancora oggi, per la rara bellezza tecnica e per l'enorme coraggio dimostrato da questi due immensi campioni, questo è ritenuto da molti il più grande incontro di tutti i tempi.
Mohammed Alì e Joe Frazier in seguito diranno di avere avuto fortuna, ma soprattutto saggezza nel non proseguire l'incontro, poiché per via del calo di forze, della stanchezza e del gran caldo, in quell'incontro entrambi rischiarono la vita. Nel 1976 provò a prendere la rivincita su Foreman, ma subì un ko alla quinta ripresa.
Si ritirò temporaneamente per rientrare il 3 dicembre 1981 a Chicago contro Floyd Cummings. Il match terminò con un pareggio e dopo l'incontro Frazier decise di appendere definitivamente i guanti al chiodo.
Si ritirò con un record di 32 vittorie (27 prima del limite), 4 sconfitte e 1 pareggio. Vinse il 73% dei suoi incontri per KO, contro il 60% di Ali e l'84% di Foreman.
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piero61
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Re: Addio Campione

Messaggio da piero61 »

...quando ancora guardavo, affascinato, la "noble art"...
l'eterno riposo dona a lui o Signore splenda a lui la Luce Perpetua, riposi in Pace, Amen
saluti
Piero e famiglia
rasentin
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Re: Addio Campione

Messaggio da rasentin »

grazie cicco per averlo ricordato; quando ho sentito la notizia della morte di questo grande campione, mi è tornato in mente mio padre quando ero piccolo; non era uno sportivo ma si appassionava agli incontri di boxe che davano alla tv; erano i tempi di cassiusclaymuhammadalicontrotutti; a tutti aveva "regalato" un nickname: foreman "the mummy", spinks "dracula", holmes "the peanut" e a frazier..."the gorilla"; forse proprio per questi ricordi i pugili mi sono sempre piaciuti, li ho sempre visti come dei "giganti coraggiosi"; bisogna aver coraggio salire su un ring e "combattere" perchè come ha detto paolo vidoz: "ve assicuro perchè ghe no ciapà tanti: i pugni fa mal...tanto mal"

rest in peace joe
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Cicco
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Re: Addio Campione

Messaggio da Cicco »

rasentin ha scritto:grazie cicco per averlo ricordato; quando ho sentito la notizia della morte di questo grande campione, mi è tornato in mente mio padre quando ero piccolo; non era uno sportivo ma si appassionava agli incontri di boxe che davano alla tv; erano i tempi di cassiusclaymuhammadalicontrotutti; a tutti aveva "regalato" un nickname: foreman "the mummy", spinks "dracula", holmes "the peanut" e a frazier..."the gorilla"; forse proprio per questi ricordi i pugili mi sono sempre piaciuti, li ho sempre visti come dei "giganti coraggiosi"; bisogna aver coraggio salire su un ring e "combattere" perchè come ha detto paolo vidoz: "ve assicuro perchè ghe no ciapà tanti: i pugni fa mal...tanto mal"

rest in peace joe
Sai Rasentin? da tanto non mi venivano i brividi nel leggere un post, mi hai fatto tornare alla mente mio nonno, buon'anima, quando nel cuore della notte veniva a svegliarmi perchè non riusciva a sintonizzarsi su rai tre per vedere il pugilato, restavamo li, con una coperta di lana rossa e nera sulle gambe a guardarci l'incontro in silenzio. Lui per non svegliare la nonna evitando un cazziatone DOC, ed io perchè ciondolavo con la testa tra sogno e realtà. Amo il pugilato.....
rasentin
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Re: Addio Campione

Messaggio da rasentin »

caro cicco, non sai che ricordi hai fatto tornare a galla tu; la cosa che mi ha impressionato del video che hai postato è la fierezza di frazier ormai vecchio in palestra...; ho passato ieri sera a riguardare qualche "gigante coraggioso" su you tube: dal "gigante buono" primo carnera ad "iron" mike tyson...e poi questa notte ho fatto un casino per reistallare il lettore vhs per riguardarmi when we were kings in cassetta...che tempi; se ci penso non posso che provare tenerezza per quelle "montagne umane"...cattivi come il veleno fragili come il cristallo
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