Oggi mi imbatto nell'ennesima gara che spinge più in là i confini dell'ultra trail (o endurance trail secondo il termine coniato per descrivere una gara come il TOR). E' la Volta Cerdanya Ultrafons, ideata da Eduard Jornet, padre di Kilian: 215 km, a cui si aggiungeranno due corte di 80km e 35 km.
Insomma, prima il Tor, poi la prima edizione dell'Irontrail in Svizzera, adesso la Cerdanya. Ad oggi sono già 285 gli iscritti all'Irontrail da 201 km e scommetto che il primo febbraio il Tor farà il pienone già all'apertura delle iscrizioni.
Insomma il futuro dell'ultradistanza, almeno "fuori strada" sembra essere proprio questo. Si correrà sempre meno, sempre più lentamente, ma si andrà sempre più lontano.
Il futuro è del Tor e dei suoi fratelli?
Moderatore: leosorry
Re: Il futuro è del Tor e dei suoi fratelli?
Guardandola con logica "markettara" (marketing, non pensate male
!), direi solo che si sta allargando la base di fruitori/consumatori e queste gare offrono un prodotto che copre una nuova fascia di mercato.
Sopra i 100-120km diventa difficile parlare di trail RUNNING, salvo che per pochi Atleti: e` un'altra disciplina e hanno visto giusto i COurmayeur trailers a chiamare il TOR una ENDURANCE TRAIL, definizione che sara` ripresa ampiamente.
Forse alla fine avremo da una aprte le gare di TRAIL-SKYRUNNING, che almeno su Alpi e Pirenei diventa difficile distinguere, e quelle di ENDURANCE dall'altra. Con una miriade di sfumature in mezzo e ualche estremo: scampagnate, ecomaratone, trail semi-turistici su isole tropicali, camminate, Vkm, etc..
Sopra i 100-120km diventa difficile parlare di trail RUNNING, salvo che per pochi Atleti: e` un'altra disciplina e hanno visto giusto i COurmayeur trailers a chiamare il TOR una ENDURANCE TRAIL, definizione che sara` ripresa ampiamente.
Forse alla fine avremo da una aprte le gare di TRAIL-SKYRUNNING, che almeno su Alpi e Pirenei diventa difficile distinguere, e quelle di ENDURANCE dall'altra. Con una miriade di sfumature in mezzo e ualche estremo: scampagnate, ecomaratone, trail semi-turistici su isole tropicali, camminate, Vkm, etc..
Re: Il futuro è del Tor e dei suoi fratelli?
Spero che della questione si interessi anche la Scienza Medica, dopo i conclamati problemi derivati dalla privazione del sonno, già riscontrati al TOR e mai approfonditi.leosorry ha scritto:
...Insomma il futuro dell'ultradistanza, almeno "fuori strada" sembra essere proprio questo. Si correrà sempre meno, sempre più lentamente, ma si andrà sempre più lontano.
Super-uomini si, ma con giudizio!
Re: Il futuro è del Tor e dei suoi fratelli?
Io credo che sia iniziata la richiesta di gare che vanno oltre il classico ultra-trail...
Non perchè l'ultra-trail sta perdendo di importanza (anzi, basti vedere come sono andate le iscrizioni all'UTMB) ma perchè le persone tendono (nello sport come nella vita) a cercare stimoli e obiettivi nuovi.
Ormai sono parecchi (e lo saranno sempre di più) i corridori che, dopo numerose partecipazioni agli ultra-trail, vedono nell'endurance trail una nuova sfida.
Il TOR è stato il primo ma sicuramente nasceranno altre gare di questo tipo (e mi stupisco sinceramente come mai in ritardo di 2 anni
).
Per quanto riguarda gli aspetti scientifici il buon Trabucchi ci sta lavorando su...e sarebbe interessante sapere qualcosa anche a riguardo.
Per quanto riguarda gli aspetti fisici io credo che una buona gestione di gara (fondamentale in questo tipo di gare) possa evitare situazioni pericolose per l'essere umano..
Come tutte le cose occorre "usare la testa"....diversamente tutto può rivelarsi pericoloso...anche le cose apparentemente più facili e banali!!!
Staremo a vedere che cosa succede....
Non perchè l'ultra-trail sta perdendo di importanza (anzi, basti vedere come sono andate le iscrizioni all'UTMB) ma perchè le persone tendono (nello sport come nella vita) a cercare stimoli e obiettivi nuovi.
Ormai sono parecchi (e lo saranno sempre di più) i corridori che, dopo numerose partecipazioni agli ultra-trail, vedono nell'endurance trail una nuova sfida.
Il TOR è stato il primo ma sicuramente nasceranno altre gare di questo tipo (e mi stupisco sinceramente come mai in ritardo di 2 anni
Per quanto riguarda gli aspetti scientifici il buon Trabucchi ci sta lavorando su...e sarebbe interessante sapere qualcosa anche a riguardo.
Per quanto riguarda gli aspetti fisici io credo che una buona gestione di gara (fondamentale in questo tipo di gare) possa evitare situazioni pericolose per l'essere umano..
Come tutte le cose occorre "usare la testa"....diversamente tutto può rivelarsi pericoloso...anche le cose apparentemente più facili e banali!!!
Staremo a vedere che cosa succede....
- blackmagic
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Re: Il futuro è del Tor e dei suoi fratelli?
E' uno sviluppo sicuramente tangibile... Anche negli States, la Performance of the Year femminile di Ultrarunning (di cui avevamo parlato in un altro post) è andata Jennifer Pharr-Davis per aver stabilito il record assoluto dell'Appalachian Trail in 46 giorni e 11 ore. Segno che un certo tipo di approccio inizia ad essere riconosciuto come parte del mondo ultratrail.
Inoltre credo sia un concetto già diffuso nella cultura europea, dove nel mondo della montagna ci sono già diversi challenges di lunga durata, come le concatenazioni alpinistiche tipo Integrale di Peuterey, o la Chamonix Zermatt scialpinistica.
Concordo sia con Deeago che con Marietto, ci sono parecchie persone che cercano di spostare il proprio limite in lunghezza e durata che in prestazioni cronometriche, anche perchè preparare una 100 miglia per fare un risultato importante porta via così tanto tempo che difficilmente con lavoro e famiglia si riesce ad andare oltre una certa barriera... In una gara di endurance entrano in gioco componenti completamente diverse, il tipo di soddisfazione che può dare ha poco a che fare con un riscontro cronometrico, credo sia molto più intimo e personale.
A me non interessa al momento andare oltre un certo limite, non mi attrae molto il mondo endurance, ma sicuramente mi piace vedere che si sviluppino tendenze diverse e TOR, PTL e similari sono gare che seguo con attenzione e che mi emozionano molto!
Inoltre credo sia un concetto già diffuso nella cultura europea, dove nel mondo della montagna ci sono già diversi challenges di lunga durata, come le concatenazioni alpinistiche tipo Integrale di Peuterey, o la Chamonix Zermatt scialpinistica.
Concordo sia con Deeago che con Marietto, ci sono parecchie persone che cercano di spostare il proprio limite in lunghezza e durata che in prestazioni cronometriche, anche perchè preparare una 100 miglia per fare un risultato importante porta via così tanto tempo che difficilmente con lavoro e famiglia si riesce ad andare oltre una certa barriera... In una gara di endurance entrano in gioco componenti completamente diverse, il tipo di soddisfazione che può dare ha poco a che fare con un riscontro cronometrico, credo sia molto più intimo e personale.
A me non interessa al momento andare oltre un certo limite, non mi attrae molto il mondo endurance, ma sicuramente mi piace vedere che si sviluppino tendenze diverse e TOR, PTL e similari sono gare che seguo con attenzione e che mi emozionano molto!
Re: Il futuro è del Tor e dei suoi fratelli?
BLACK hai centrato in pieno l'essenza dell'endurance-trail (almeno per noi comuni esseri mortali)blackmagic ha scritto:In una gara di endurance entrano in gioco componenti completamente diverse, il tipo di soddisfazione che può dare ha poco a che fare con un riscontro cronometrico, credo sia molto più intimo e personale.
Re: Il futuro è del Tor e dei suoi fratelli?
"Comuni mortali" si fa per dire! Giganti mi sembra gia` una definizione piu` azzeccataMarietto ha scritto:BLACK hai centrato in pieno l'essenza dell'endurance-trail (almeno per noi comuni esseri mortali)blackmagic ha scritto:In una gara di endurance entrano in gioco componenti completamente diverse, il tipo di soddisfazione che può dare ha poco a che fare con un riscontro cronometrico, credo sia molto più intimo e personale.
Re: Il futuro è del Tor e dei suoi fratelli?
Cos'è ?????blackmagic ha scritto: Appalachian Trail
gara o iniziativa personale???
Re: Il futuro è del Tor e dei suoi fratelli?
Iniziativa personale. L'Appalachian Trail è una delle tre "Grandi Vie" statunitensi (le atre due sono la Pacific Crest Trail e la Continental Divide Trail; i tre sono conosciuti con gli acronimi AT, PCT e CDT)Marietto ha scritto:Cos'è ?????blackmagic ha scritto: Appalachian Trail
gara o iniziativa personale???
L'Appalachian Trail va da Springer Mountain in Georgia fino al Monte Katahdin in Maine.E' lungo circa 3.500 km ed è tutto segnato. A stabilire il record ci ha già provato Karl Meltzer nel 2008 e a quanto sembra farà un nuovo tentativo nel 2012.
Jennifer Pharr-Davis comunque ha fatto davvero un risultato incredibile (46 giorni, 11 ore e 20 minuti): basti pensare che Karl Meltzer nel 2008 ci aveva messo 54 giorni e 21 ore!
- ruperzio
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Re: Il futuro è del Tor e dei suoi fratelli?
leosorry ha scritto:Iniziativa personale. L'Appalachian Trail è una delle tre "Grandi Vie" statunitensi (le atre due sono la Pacific Crest Trail e la Continental Divide Trail; i tre sono conosciuti con gli acronimi AT, PCT e CDT)Marietto ha scritto:Cos'è ?????blackmagic ha scritto: Appalachian Trail
gara o iniziativa personale???
L'Appalachian Trail va da Springer Mountain in Georgia fino al Monte Katahdin in Maine.E' lungo circa 3.500 km ed è tutto segnato. A stabilire il record ci ha già provato Karl Meltzer nel 2008 e a quanto sembra farà un nuovo tentativo nel 2012.
Jennifer Pharr-Davis comunque ha fatto davvero un risultato incredibile (46 giorni, 11 ore e 20 minuti): basti pensare che Karl Meltzer nel 2008 ci aveva messo 54 giorni e 21 ore!
Leo per curiosità una robetta così di soli 3.500 km cosa comporta in D+