Di poche ore fa la notizia dell'ennesimo incidente in Himalaya da parte di un nostro grande alpinista, Walter Nones, 39 anni, 2 bambini al di sotto dei 5 anni.
So' che saranno l'ennesime chiacchere al vento, ma più passa il tempo e più mi ostino a pensare e non accettare come si possa, quando metti al mondo delle creature, pensare di poter continuare a sfidare la sorte in questo modo. Ho praticato montagna fin da giovane, mi sono preso i miei bei rischi diverse volte, pensando egoisticamente che dovevo solo pensare a me, che la "passione era troppo forte e valeva la pena risicare". Allora avrebbero pianto "solo" una madre, una saltuaria compagna e qualche amico, ma cazzarola, quando metti al mondo dei figli come fai a continuare ad essere bambino e giocare con la tua vita, anzi con quella degli altri, i tuoi figli. Coloro che sono nati "per causa o grazia tua", che hanno e vorrebbero l'attenzione di un padre non nei w.e o quando si è liberi ma ogni momento utile libero.
Quando mi è nato il gagno, non ho avuto nessuna remora a parcheggiare la "montagna", era tempo di fare altro, ci tornerò, magari quando sarà lui grande, magari insieme, chissà, non mi turba aspettare, se avrò ancora la forza, avrei il desiderio di togliermi ancora qualche sassolino, il Cervino, il Bianco dal Gonella, entrare nel club dei 4000; ma allora sarà grande il mio gagno, dovessi farmi male, è vero ne soffrirebbe, ma capirebbe e comunque sarebbe già in grado di camminare da solo in questa vita...ma quando hai dei cuccioli a cui badare...come fai a giocare così. Non mi si venga a dire: era il suo mestiere, portava a casa così la pagnotta. No, non è vero! Conosco bene diverse guide qui del Piemonte e della Vallè, bazzico il CAI da quasi vent'anni e di guide ne conosco. E' vero, in montagna l'incidente è sempre in agguato, ma lo è anche nella vita di tutti i giorni, in auto, ovunque. Ma un conto è nell'ordinario del portare clienti su vie iper collaudate e protette, un conto sfidare l'ignoto e il mostruosamente immenso, quelle montagne sono meravigliosi draghi e noi semplici pupazzi in balia dei loro capricci. Mi viene da gridare, lasciamoli a chi a casa non ha figli cui fare piangere.
Sentite condoglianze ai piccoli orfani.
http://www.youtube.com/watch?v=mYvxuzyBFJ0
Un altro lutto nell'alpinismo
Re: Un altro lutto nell'alpinismo
Silvioma spiace molto anche a me per la scomparsa del Walter Nones, ma come hai detto tu l'incidente è in agguato anche nella vita di tutti i giorni, dai mestieri più pericolosi a quelli più tranquilli può sempre capitare qualcosa, c'è solo da pregare il buon Dio che abbia cura di noi e ci protegga sempre. E te lo dice uno che lavora in edilizia, uno dei settori molto a rischio, ed è papà da un mese e un giorno e quando guardo negli occhi la mia piccolina e la tengo in braccio mi accorgo di quanto grande sia il dono della vita. Adesso il Walter è lassù, ben oltre le sue cime...una preghiera per lui e per i suoi cari.
Re: Un altro lutto nell'alpinismo
silvioma ha scritto:ma quando hai dei cuccioli a cui badare...come fai a giocare così.
http://www.youtube.com/watch?v=mYvxuzyBFJ0
Scusami Walter
Re: Un altro lutto nell'alpinismo
[
le tue parole sono quelle che ho sentito dire in bar stamattina da chi di montagna non ne capisce niente ma non credo sia il tuo caso.
walter nones era un professionista e rischiava la vita tutti i giorni nel suo lavoro, come la rischia il carpentiere, l'operaio, il carabiniere etc.etc. con l'unica differenza che almeno il suo lavoro se lo era potuto scegliere.
ciao robbi
infatti credo che sia proprio così, mi meraviglia molto leggere le tue parole, soprattutto da un ex alpinista.silvioma ha scritto:So' che saranno l'ennesime chiacchere al vento,
le tue parole sono quelle che ho sentito dire in bar stamattina da chi di montagna non ne capisce niente ma non credo sia il tuo caso.
walter nones era un professionista e rischiava la vita tutti i giorni nel suo lavoro, come la rischia il carpentiere, l'operaio, il carabiniere etc.etc. con l'unica differenza che almeno il suo lavoro se lo era potuto scegliere.
ciao robbi
- augusto losio
- Messaggi: 1698
- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: Un altro lutto nell'alpinismo
io invece la penso come silvioma.
anche a allacciarsi le scarpe può venire un ictus, ma qui stiamo parlando di probabilità che un incidente avvenga.
mi pare ovvio che l'alpinismo di un certo tipo sia più rischioso di altre attività.
ciascuno decide in autonomia, ma la tua libertà finisce (o perlomeno viene limitata) quando cozza contro quella di altri, per esempio la libertà di crescere con un tuo familiare, motivo per cui nel mio lavoro non affronto più certi pericoli collegati ai viaggi all'estero.
poi, nella società di oggi tutti viviamo sul filo del rasoio (il concetto di rischio si è spostato di molto, per esempio sul lavoro, e roby che lavora in edilizia lo può testimoniare), ma non è un buon motivo per mettere tutto in un unico minestrone e banalizzare.
rondo, ti prego, non interpretare male le mie parole che non sono rivolte a te, ma i discorsi da bar si possono fare su entrambi i fronti della discussione.
e, giusto per non lasciare nulla di taciuto, io di montagna non ne capisco un'acca, ma di infortuni e rischi, ovvero di probabilità che accadano, un po' ne so.
con tutto questo, cordoglio e tristezza per walter, e per i suoi cari che restano a piangerlo.
anche a allacciarsi le scarpe può venire un ictus, ma qui stiamo parlando di probabilità che un incidente avvenga.
mi pare ovvio che l'alpinismo di un certo tipo sia più rischioso di altre attività.
ciascuno decide in autonomia, ma la tua libertà finisce (o perlomeno viene limitata) quando cozza contro quella di altri, per esempio la libertà di crescere con un tuo familiare, motivo per cui nel mio lavoro non affronto più certi pericoli collegati ai viaggi all'estero.
poi, nella società di oggi tutti viviamo sul filo del rasoio (il concetto di rischio si è spostato di molto, per esempio sul lavoro, e roby che lavora in edilizia lo può testimoniare), ma non è un buon motivo per mettere tutto in un unico minestrone e banalizzare.
rondo, ti prego, non interpretare male le mie parole che non sono rivolte a te, ma i discorsi da bar si possono fare su entrambi i fronti della discussione.
e, giusto per non lasciare nulla di taciuto, io di montagna non ne capisco un'acca, ma di infortuni e rischi, ovvero di probabilità che accadano, un po' ne so.
con tutto questo, cordoglio e tristezza per walter, e per i suoi cari che restano a piangerlo.
Re: Un altro lutto nell'alpinismo
Solo una preghiera per Walter ed un forte abbraccio a moglie e figli.
Le polemiche sull'Alpinismo ci saranno sempre e sempre ci sarà chi pensa di aver ragione.
Con la nuova impresa Walter avrebbe accresciuto il suo valore, scritto libri, fatto conferenze e attratto nuovi clienti da accompagnare sulle vette: nuovi guadagni che avrebbero dato più agio e benessere alla propria famiglia.
Forse bisogna arrivare ad essere nonni, per capire, guardando a nuove vite, quanto si è perso in affetto, giochi, confidenze e sorrisi, coi propri cari, ma c'è il lavoro e a volte lo Sport e le passioni a sottrarceli, ma al momento non ci si pensa, finche passa il tempo e non ci sarà più un bimbo da viziare...ma ci si pensa sempre dopo, a volte troppo tardi...
Le polemiche sull'Alpinismo ci saranno sempre e sempre ci sarà chi pensa di aver ragione.
Con la nuova impresa Walter avrebbe accresciuto il suo valore, scritto libri, fatto conferenze e attratto nuovi clienti da accompagnare sulle vette: nuovi guadagni che avrebbero dato più agio e benessere alla propria famiglia.
Forse bisogna arrivare ad essere nonni, per capire, guardando a nuove vite, quanto si è perso in affetto, giochi, confidenze e sorrisi, coi propri cari, ma c'è il lavoro e a volte lo Sport e le passioni a sottrarceli, ma al momento non ci si pensa, finche passa il tempo e non ci sarà più un bimbo da viziare...ma ci si pensa sempre dopo, a volte troppo tardi...
Re: Un altro lutto nell'alpinismo
Queste parole le ha scritte sua moglie. Da parte mia solo rispetto e una preghiera...
Io credo che la cosa veramente bella che distingue l'essere umano è la Libertà. Non banalmente la libertà "istintiva": fare quello che voglio. Questa è comune a quasi tutti gli animali selvatici...
La Libertà con la L maiuscola: la libertà CONSAPEVOLE, quella dove le azioni derivano da un misto di istinto e ragione, di cuore e anima, di rischio e sicurezza...
Che cos'è la vita: un corpo che respira? O da qualche parte c'è anche un anima?
Non conoscevo Walter, ma forse per uno come lui rinunciare alla montagna avrebbe significato morire nell'anima ben prima di morire col corpo...
Manuela ha scritto: Ciao Walter, grande uomo speciale
Walter ha avuto un incidente questa mattina.
Non potremo più riabbracciarlo, possiamo solo ricordarlo per il GRANDE UOMO SPECIALE che era.
Non ci sono ancora informazioni precise sull’accaduto quindi chiedo rispetto da parte dei mezzi d’informazione nel diffondere la notizia.
Quando avrò maggiori informazioni le pubblicherò sul blog.
Grazie, Manuela
Io credo che la cosa veramente bella che distingue l'essere umano è la Libertà. Non banalmente la libertà "istintiva": fare quello che voglio. Questa è comune a quasi tutti gli animali selvatici...
La Libertà con la L maiuscola: la libertà CONSAPEVOLE, quella dove le azioni derivano da un misto di istinto e ragione, di cuore e anima, di rischio e sicurezza...
Che cos'è la vita: un corpo che respira? O da qualche parte c'è anche un anima?
Non conoscevo Walter, ma forse per uno come lui rinunciare alla montagna avrebbe significato morire nell'anima ben prima di morire col corpo...
Re: Un altro lutto nell'alpinismo
..no, è troppo presto per far polemiche...ora è solo il tempo del Dolore...BeppeGM ha scritto:...forse per uno come lui rinunciare alla montagna avrebbe significato morire nell'anima ben prima di morire col corpo...
non si sa nulla di preciso: sembra che non stesse neanche scalando, ma solo controllando un bivacco a 6000 mt...una fatalità che lo avrebbe potuto colpire anche a pochi mt da casa...fra qualche giorno si potrà scrivere molto sull'Alpinismo, sulla Montagna che chiama...sui tanti misteri della vita...
ora posso solo dire che 2 bimbi piccoli ti obbligano a scelte di vita diverse...l'Ego deve fare un passo indietro...ma in questo momento sono solo parole senza senso...
- Alex Geronazzo
- Messaggi: 704
- Iscritto il: 05/09/2010, 17:07
Re: Un altro lutto nell'alpinismo
Un sentito ,messaggio di cordoglio alla famiglia Nones. Sentendo di lui torna in mente la notizia di poche settimane fa, che oramai non è più notizia, del mio compaesano disperso:
Probabilmente come per Walter, la sua storia terrena è chiusa. Pensando a Nones aed ai suoi cari ricordo Luca Tessarin:
disperso sulla catena montuosa del Tien Shan nello stato asiatico del Kirghizistan, che confina a nord con la Russia e a est con la Cina. Luca era partito il 30 luglio scorso con l'obiettivo di raggiungere la vetta del Pik Pobedy ("Picco della vittoria") a quota 7439 metri nella catena montuosa del Tien Shan. La cordata con la quale aveva iniziato ad attaccare la cima , è stata vittima di un cedimento del ghiaccio.Luca Tessarin, fotografo pubblicitario con studio a Piombino Dese (Padova), sposato e padre di una bambina, risiede ad Alano di Piave nel Bellunese. Ha al suo attivo una serie di straordinarie imprese alpinistiche. Nel 1988 ha aperto una nuova via sul versante sud-est dell'Annapurna a quota 7219 metri in Nepal. Nel 2005 ha diretto la spedizione per la conquista di una serie di vette inviolate della Groenlandia. Per Luca Tessarin la catena del Tien Shan si è rivelata stregata. Infatti nel 2008 aveva tantato di raggiungere il Pik Pobedy ma ha dovuto rinunciare a pochi metri dalla vetta per il maltempo. I due alpinisti che lo precedevano sono precipitati e sono morti.
Ogni giorno incidenti come questi possono accadere. Molti di noi non ne capiranno forse mai il senso, altri sì. Loro sapevano, sono saliti sulla montagna, che ti è amica, ma a volte ti vuole con se eternamente.
Probabilmente come per Walter, la sua storia terrena è chiusa. Pensando a Nones aed ai suoi cari ricordo Luca Tessarin:
disperso sulla catena montuosa del Tien Shan nello stato asiatico del Kirghizistan, che confina a nord con la Russia e a est con la Cina. Luca era partito il 30 luglio scorso con l'obiettivo di raggiungere la vetta del Pik Pobedy ("Picco della vittoria") a quota 7439 metri nella catena montuosa del Tien Shan. La cordata con la quale aveva iniziato ad attaccare la cima , è stata vittima di un cedimento del ghiaccio.Luca Tessarin, fotografo pubblicitario con studio a Piombino Dese (Padova), sposato e padre di una bambina, risiede ad Alano di Piave nel Bellunese. Ha al suo attivo una serie di straordinarie imprese alpinistiche. Nel 1988 ha aperto una nuova via sul versante sud-est dell'Annapurna a quota 7219 metri in Nepal. Nel 2005 ha diretto la spedizione per la conquista di una serie di vette inviolate della Groenlandia. Per Luca Tessarin la catena del Tien Shan si è rivelata stregata. Infatti nel 2008 aveva tantato di raggiungere il Pik Pobedy ma ha dovuto rinunciare a pochi metri dalla vetta per il maltempo. I due alpinisti che lo precedevano sono precipitati e sono morti.
Ogni giorno incidenti come questi possono accadere. Molti di noi non ne capiranno forse mai il senso, altri sì. Loro sapevano, sono saliti sulla montagna, che ti è amica, ma a volte ti vuole con se eternamente.
Re: Un altro lutto nell'alpinismo
distillato di saggezzaLuciano ha scritto: Forse bisogna arrivare ad essere nonni, per capire, guardando a nuove vite, quanto si è perso in affetto, giochi, confidenze e sorrisi, coi propri cari, ma c'è il lavoro e a volte lo Sport e le passioni a sottrarceli, ma al momento non ci si pensa, finche passa il tempo e non ci sarà più un bimbo da viziare...ma ci si pensa sempre dopo, a volte troppo tardi...