Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

Due chiacchiere al bar
mili
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Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

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Oggi purtroppo un ennesimo sì a questo progetto che intende devastare il territorio dei Colli Euganei!
Vi aggiorno con qualche articolo sul caso e la sua evoluzione.



La minaccia revamping

Inviato da Redazione il Mar, 19/10/2010 - 16:30 in impianti Italcementi Nordest Parco Colli Euganei Ambiente
Riccardo Bottazzo (Terra a Nordest)
DENUNCIA. Italcementi annuncia un adeguamento tecnologico dei suoi impianti. A rischio il Parco Colli Euganei.

Lo scorso marzo, l’azienda Italcementi spa Cementeria di Monselice, ha presentato alla Provincia di Padova la domanda di VIA e d’Autorizzazione Integrata Ambientale, per un progetto denominato “Adeguamento tecnologico alle migliori tecniche disponibili” degli impianti della cementeria Italcementi di Monselice – denominato “Revamping”. In pratica, l’azienda propone di sostituire i 3 vecchi forni con un «nuovo forno di cottura tecnologicamente all’avanguardia», una nuova torre di “preriscaldo” alta 122 metri, assicurando un notevole abbattimento delle emissioni in atmosfera, una riduzione nel consumo di risorse oltre che la solita «garanzia occupazionale».

Il costo totale per la realizzazione dell’intervento è di 160 milioni, un investimento per il quale i dirigenti di Italcementi hanno dichiarato, senza però dimostrare come, di poter rientrare in dieci anni, escludendo in ogni caso per il nuovo impianto l’utilizzo del cosiddetto “cdr”, il combustibile derivato da rifiuti, ma con la postilla «a meno che ciò non sia espressamente richiesto dalle autorità competenti».

A supporto di questo progetto, ha svolto un ruolo importante il sindaco di Monselice, Francesco Lunghi (Pdl), che sin da subito si è dichiarato favorevole all’uso del cdr. Con lui gli autotrasportatori, una parte considerevole del mondo politico, non solo del centrodestra, ed i sindacati, spaventati da apocalittici segnali per scenari apocalittici per l’occupazione e l’economia del territori, come già successo nel 1971, quando mobilitarono i lavoratori delle cave contro la chiusura di vere e proprie miniere a cielo aperto che si stavano letteralmente mangiando i colli euganei.

In realtà, la fine di queste devastanti lavorazioni diedero spazio e respiro ad una nuova economia basata sul rilancio delle terme, sul turismo e sulla valorizzazione della produzione locale. Nel 1989 i Colli Euganei sono stati riconosciuti come Parco Regionale ed il conseguente Piano Ambientale, ha confermato la definitiva chiusura di tutte le cave, anche di quelle in coltivazione per alimentare i cementifici, a loro volta definiti “incompatibili” con le finalità del Parco. Oggi, il nuovo pericolo per la salute e per l’ambiente viene dal revamping.

Contro la ristrutturazione proposta dall’Italcementi, si sono prontamente mobilitati i comitati e le associazioni per la difesa della salute e dell’ambiente, affiancati da un inaspettato fronte trasversale composto di 27 amministrazioni del territorio a cui si è aggiunto il Consiglio Comunale di Monselice, che dopo un acceso confronto, ha votato un documento contrapposto a quello presentato dal sindaco.

Anche la società civile si è mobilitata, alcune associazioni di categoria e i Consigli Pastorali delle Parrocchie hanno preso una netta posizione, decine di cittadini hanno inviato le loro rimostranze agli amministratori e alla stampa, a fine Maggio un migliaio di persone ha percorso in corteo le strade di Monselice. Un confronto dai toni aspri, che ha prodotto spaccature nei partiti, nelle associazioni, nella rete comunitaria del territorio.

“Il revamping è in aperto conflitto con l’articolo 19 dello statuto del Parco Colli Euganei, che definisce incompatibili ‘gli impianti produttivi ad alto impatto ambientale, quali le cementerie», spiega l’ambientalista Francesco Miazzi del comitato Lasciateci respirare.

Al di la delle belle parole dei dirigenti dell’Italcementi, oramai tutti dovrebbero essersi resi conto che non si fa buona economia devastando e depredando quel che resta del territorio. I rifiuti d’ogni genere sono, per impianti di questo tipo, parte integrante del processo produttivo. L’impatto ambientale potrebbe incidere in modo irreversibile sul valore del territorio e sulla salute di lavoratori e residenti in una vasta area, in quanto i rifiuti nella combustione possono liberare, come ampiamente dimostrato, sostanze nocive, tossiche, cancerogene, teratogene e mutagene.

Ciò è ancora più pericoloso nei cementifici in quanto questi impianti non sono soggetti, pur smaltendo e bruciando rifiuti come gli inceneritori, ai controlli e ai limiti d’emissione degli inceneritori di rifiuti.
mili
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Re: Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

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TRATTO DA "LA REPUBBLICA" 19-02-2011

Monselice sfida i signori del cemento

ora l´incubo è un camino alto cento metri

I comitati: "Nella zona inquinamento altissimo, stop al progetto". Giovedì la parola al Tar

MONSELICE - Si svegliasse dal suo lungo sonno, il poeta che dorme nel suo letto di marmo nella bella piazza di Arquà, si troverebbe davanti un gigantesco camino che sputa veleni, alto come un campanile. Altro che le chiare, fresche e dolci acque sognate da Francesco Petrarca. Il camino di 122 metri, un nuovo forno progettato da Italcementi per ristrutturare il suo cementificio vecchio di cinquant´anni, è l´incubo di centomila persone che vivono nella Bassa Padovana, dove l´inquinamento dell´aria è già preoccupante per la presenza della più alta concentrazione europea di cementifici: tre nel raggio di cinque chilometri, l´Italcementi e la Cementeria a Monselice, la Cementizillo a Este. Per questo due comitati di cittadini, che raccolgono adesioni trasversali, si sono mobilitati con raccolte di migliaia di firme, anche perché temono che dietro il nuovo impianto si nasconda il business dello smaltimento dei rifiuti, e hanno presentato un esposto al Tar e una denuncia alla procura. Il Tar del Veneto deciderà il 24 febbraio sulla richiesta di sospensiva avanzata dai due comitati civici e dai comuni di Este e Baone. Il progetto di Italcementi, che a sua volta ha denunciato i comitati per «danno all´immagine», ha il tenebroso nome di "revamping". Significa qualcosa come "ammodernamento degli impianti", prevede un investimento di 160 milioni di euro e la costruzione di un nuovo forno verticale, il camino, al posto dei tre attualmente in funzione. Un impianto «altamente efficace e competitivo», sostiene l´azienda, «e all´avanguardia sul fronte della tutela ambientale». «Un nuovo forno più moderno che consuma meno materie prime, meno acqua, meno combustibile, e riduce le emissioni in atmosfera di almeno il 50 per cento», secondo il responsabile del servizio ambiente di Italcementi, Angelo Monti. Il sindaco di Monselice, Francesco Lunghi, del Pdl, è entusiasta: «Un miglioramento strutturale che porta grandi vantaggi per migliorare l´ambiente e mantenere l´occupazione». Ma si è trovato in minoranza nel suo stesso consiglio comunale, che ha detto no al progetto, come hanno fatto altri 27 comuni della zona, e come ha fatto anche l´Ente Parco dei Colli Euganei, che lo ha giudicato «incompatibile». In effetti, già trent´anni fa, quando un´analoga protesta popolare portò alla chiusura delle cave che devastavano il territorio, venne prevista la graduale

dismissione delle tre cementerie, giudicate non più idonee a coabitare con le attività prevalenti della zona, l´agricoltura e il turismo, che dalle terme ai colli porta tre milioni di visitatori l´anno. Invece non è successo nulla, i cementifici sono ancora lì, le polveri si depositano su auto e davanzali, una patina nerastra copre gli orti e le siepi, certe notti si devono chiudere le finestre per la puzza, e un brutto giorno hanno dovuto evacuare l´asilo nido perché i bambini facevano fatica a respirare. I comitati "E noi? " e "Lasciateci respirare", sorto con l´appoggio del parroco «stanco di fare i funerali ai lavoratori delle cementerie», dicono che i tre impianti hanno sputato nell´aria in un anno 1.700.000 tonnellate di anidride carbonica e 170 tonnellate di polveri sottili, che le leucemie sono in aumento e i tumori, che hanno colpito 60 ex dipendenti, superiori del 30 per cento alla media nazionale. Ora temono che con il nuovo camino andrà ancora peggio. «Vogliamo solo difendere la nostra salute», dice Carmen Soloni, imprenditrice, anima della protesta insieme a cittadini come l´avvocato Fabio Greggio, l´impiegata Silvia Mazzetto, e a consiglieri comunali di diversa estrazione politica come Francesco Miazzi del centrosinistra e l´ex sindaco del centrodestra, appassionato latinista, Lorenzo Nosarti. Tra i contrari, anche il deputato della Lega Paola Goisis. Anche lei sospetta che «dietro un investimento così enorme vi sia in realtà il business dei rifiuti», grazie a una legge, varata al tempo della "mucca pazza", che consente ai cementifici di eliminare i rifiuti senza essere sottoposti al rispetto dei parametri previsti per gli inceneritori. L´azienda, che si è detta disponibile ad abbassare l´altezza del camino, nega che questa sia la sua intenzione. Dice che impiega combustibile da rifiuti «solo laddove le viene proposto per contribuire allo smaltimento dei rifiuti stessi». Attualmente lo fa in due impianti dei 17 che ha in Italia. Gli abitanti hanno paura che succeda anche a Monselice.

Fonte: ROBERTO BIANCHIN - la repubblica | 19 Febbraio 2011
mili
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Re: Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

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IL MATTINO DI PADOVA 26-02-11

Revamping, comitati soddisfatti

Francesca Segato

MONSELICE. «Abbiamo accolto con soddisfazione la decisione del Tar di esaminare il ricorso presentato dai Sindaci con il nostro a maggio. Ci ha fatto particolarmente piacere constatare che anche il Giudice Amministrativo riserva alla problematica da noi sollevata quell’attenzione che nessuna delle Amministrazioni ci ha mai concesso». E’ positivo il commento che i comitati «E Noi?» e «Lasciateci respirare» affidano a una nota congiunta, all’indomani della decisione del Tar che ha «congelato» il revamping fino alla discussione nel merito, messa in calendario per il prossimo 5 maggio. La procedura amministrativa andrà avanti ma i lavori non potranno iniziare. «Nessuno mai, ha accettato un confronto serio e aperto con noi come abbiamo sempre richiesto assieme ai sindaci di Baone e di Este - ribadiscono i comitati - Spiace soprattutto notare la grossolanità con cui gli amministratori di Monselice ci hanno trattato per il solo fatto di portare interessi evidentemente diversi dai loro ma che dal nostro punto di vista dovrebbero essere i principali: la legalità, la salute, la pace sociale». Ma i comitati polemizzano anche con la diffusione dei dati sulla mortalità per tumori nella Bassa, da parte dell’Uls, arrivata proprio il giorno prima dell’udienza al Tar. «E’ con sconcerto, ma anche con profonda tristezza - dicono - che leggiamo le improvvide risposte di commento ai dati epidemiologici sulla frequenza di tumori da parte del sindaco e del vicesindaco di Monselice. Noi chiedevamo questi dati da anni, perché solo ora vengono diffusi? Ma siamo anche spaventati dalla strumentalizzazione operata su un tema così importante quale la salute e la stessa vita dei cittadini». I comitati annunciano per aprile un convegno con studiosi imparziali e qualificati per analizzare i dati dell’Uls. «Anche se dovesse emergere che l’aria di Monselice uccide «nella media» - concludono - non ci dichiareremo comunque soddisfatti, ma cercheremo di sapere cosa intendono fare gli amministratori per ridurre le patologie di origine ambientale che sono sotto gli occhi di tutti. Per noi la salute è la priorità e l’ansia di rassicurazione viene dopo». Negli stessi giorni, peraltro, è stato diffuso anche il dato del centro di Crioconservazione dei gameti maschili dell’azienda ospedaliera padovana sul tasso di fertilità maschile nei giovani: a Monselice, è il più basso della provincia. Un dato che ai comitati suona come un preoccupante campanello d’allarme.

Il diktat Italcementi deve essere ritirato

Il neonato circolo Sel Bassa Padovana e la lista civica Arcobaleno di Este esprimono solidarietà ai comitati «Lasciateci Respirare» ed «E Noi?», destinatari di una richiesta di risarcimento danni di 160 mila euro da parte di Italcementi, per asserita diffamazione oltreché alle amministrazioni di centrosinistra di Este e Baone che hanno manifestato la loro opposizione al revamping. Il nostro partito, assieme alla Civica, ritengono questa richiesta irricevibile da parte non solo dei comitati ma anche di tutti i cittadini dell’area, i veri danneggiati dalla ingombrante e pericolosa presenza di una produzione che da decenni emette in aria tonnellate di inquinanti, come Pm10 ed altre sostanze. Chiediamo alla Fillea-Cgil e alla Filca Cisl di prendere responsabilmente le distanze dalle direttive della multinazionale, chiedendo alla direzione di ritirare la citazione contro i comitati. Riteniamo infatti che solo così si possa ricostruire un rapporto unitario tra operai e cittadini nella prospettiva di un diverso modello di sviluppo per il nostro territorio, non più basato sulla cementificazione. Temiamo che le cementerie, come già paventato dalle associazioni ambientaliste e da numerosi esperti, possano riconvertire nel breve-medio periodo la produzione del cemento all’utilizzo del cdr (combustibile da rifiuti) affossando così in modo irreparabile ogni possibilità di promuovere una nuova green economy. Il costo sociale ed umano che la nostra collettività sostiene già oggi in termini di malattie bronco-polmonari? Notevole. Milioni di euro che si potrebbero investire in produzioni eco-compatibili per la salvaguardia del paesaggio, della salute e della felicità di chi abita nel nostro territorio. Il fatto che recenti statistiche dimostrino per il nostro territorio una percentuale eguale agli altri non scagiona affatto le cementerie che ogni anno scaricano in atmosfera tonnellate di polvere ed altre sostanze inquinanti. Riteniamo infine che il ricatto occupazionale non funzioni. Poco meno di cento dipendenti possono venire ricollocati, nell’arco di qualche anno, nel territorio. Nel nuovo ospedale unico, ad esempio, che sorgerà entro breve a Schiavonia. E’ necessario un tavolo occupazionale della Bassa Padovana che riunisca tutti i soggetti interessati per elaborare e programmare l’economia futura della nostra area e la salvaguardia occupazionale dei suoi residenti.
mili
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Re: Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

Messaggio da mili »

Ed ad oggi - fresche fresche - le notizie sono queste!!

da il mattino del 1 marzo 2012

Revamping di Italcementi: ok del Consiglio di Stato, esultano i dipendenti
I giudici romani danno ragione al cementificio e ribaltano la sentenza del Tar del Veneto che aveva congelato il progetto di ammodernamento degli impianti di Monselice. Soddisfatti anche i dipendenti e il sindaco. Gli ambientalisti non mollano

MONSELICE. Il Consiglio di Stato accende il semaforo verde per il progetto di revamping degli impianti Italcementi. Con la sentenza depositata ieri, i giudici romani danno ragione al cementificio e ribaltano la sentenza del Tar del Veneto, che aveva congelato il piano. Un progetto incompatibile, secondo il Tribunale amministrativo, con le norme del Parco regionale dei Colli Euganei.
Questa interpretazione non è condivisa dal Consiglio di Stato, secondo cui l’intervento è pienamente legittimo. Strada spianata, dunque, per il maxi-progetto di ristrutturazione del cementificio, che prevede un investimento di 160 milioni di euro per realizzare un nuovo forno, una torre a cicloni alta 89 metri (in un primo tempo era stata prevista di 130 metri). Il tutto con un forte abbattimento delle emissioni e la permanenza dello stabilimento in zona per altri 28 anni.
Oltre che dai dirigenti di Italcemneti, soddisfazione per la decisione è manifestata dai dipendenti e dal sindaco Francesco Lunghi. Gli ambientalisti accusano il colpo, ma non demordono. E con Francesco Miazzi fanno sapere di non considerare chiusa la partita.
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emilio marco
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Re: Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

Messaggio da emilio marco »

...L'Ennesima"vergogna"all'italiana !
Tanti sono gli"scempi"che si stanno o si staranno per perpretare in questo nostro povero territorio.
"Solo"tanta solidarietà e... Rispondi citando: Una valle che resiste.
Mi unisco al coro dei silenziosi...ma SOLIDALI!!... altra "grandissima"vergogna.

Il problema è "solo"uno... denaro !
vallese66

Re: Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

Messaggio da vallese66 »

cazzuola selvaggia non conosce confini .... andiamo bene :cry:
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albatrail
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Re: Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

Messaggio da albatrail »

..in questo e in altri casi, purtroppo non è solo questione di danaro, o meglio, lo è per chi sta in alto.. per chi sta in basso (operai) è anche questione di lavoro..
scusate :?
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augusto losio
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Re: Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

Messaggio da augusto losio »

albatrail ha scritto:..in questo e in altri casi, purtroppo non è solo questione di danaro, o meglio, lo è per chi sta in alto.. per chi sta in basso (operai) è anche questione di lavoro..
scusate :?
hai appena fatto un commento delicato.
il fatto è che (è un esempio) per molti anni i sindacati hanno privilegiato il lavoro a scapito della sicurezza, come nella questione degli impianti di lavorazione dell'amianto o nella laguna di venezia.
morti e inquinamento, ma si lavorava e c'era produzione e stipendi.
la sensibilità è giustamente aumentata, e adesso tutte le parti sociali (quindi anche i partiti e le organizzazioni padronali) devono considerare sul piatto della bilancia tutti gli aspetti, perché tutto si tiene e tutto ha un impatto sul sistema-mondo.
gli operai, questa è l'ingiustizia profonda e irrimediabile vista la struttura sociale che ci siamo dati, stanno tra incudine e martello.
ma la mia opinione è che non ci si può più trincerare dietro a quanto hai appena espresso.
deve essere preso in considerazione, ma non può essere visto come un alibi.
a pavia hanno fermato un abuso edilizio sponsorizzato da comune e università, si è fermato il cantiere, ma è stato giusto così.
certo che è fottutamente difficile...
mili
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Re: Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

Messaggio da mili »

Il primo pensiero è legittimamente sempre rivolto ai padri e madri che vedrebbero svanirsi una stabilità che per quanto apparente è stata il mezzo per costruirsi il futuro.
Questa però è una storia che i grandi capoccia avevano deciso dovesse finire già negli anni '70.
E invece prolunga, sfrutta il territorio, continua a prolungare "inventandoti" nuove cose da fare utilizzando le stesse identiche strutture... e siamo arrivati nel 2012, ben oltre quello che negli anni '50 avrebbero auspicato.
I progetti alternativi ci sono. Proposte che prevedono posti di lavoro e riqualificazione-rivitalizzazione dell'ambiente. Progetti nel rispetto dell'ambiente che però metterebbero da parte grandi aziende che nel territorio hanno messo le radici e andrebbe a far spazio ad altre. E si sa... il cambiamento fa sempre paura!
Credo sia ora di pensare in modo differente e volerci un pò più bene. A noi e al nostro ambiente.
Dobbiamo forse dare valore a ciò che abbiamo e non credo che un camino di '50 metri per bruciare ciò che ci viene in mente nel bel mezzo di un parco e tra due paesi del 1500 sia una soluzione degna delle nostre teste...
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albatrail
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Re: Minaccia Revamping a Monselice - Colli Euganei

Messaggio da albatrail »

Ragazzi, avete pienamente ragione: ma quanto e come dovremmo considerare come non-dannoso l'impatto dell'uomo sulla terra? Qual è il confine tra uno sviluppo eco(in)sostenibile e la progressiva distruzione del pianeta? Quasi inesistente, a mio avviso..
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