@cubettoz
Vero, in Francia ogni tanto trovi qualcuno che sa che cos'e` un TRAIL (oui, le TRÈL RUNNÌN) o una COURSE NATURE, da noi invece solo la parola "SKYRUNNING" ha un po` di visibilita` fuori dalla cerchia dei praticanti. Pero` dipende parecchio da dove ti trovi, sia qui che li`.
@andrea stanco
da noi la "gara corta" e` per chi non se la sente di fare la "lunga". Pero` non lo vedo come un male: sulla corta distanza (es.: 20-30km) cade un po` il concetto di TRAIL come viaggio, gestione energie, (semi)autosufficienza, etc.. e ci si concentra di piu` sulla intensita`. In Italia abbiamo gia` tante belle SKYRACE che soddisfano queste esigenze.
GEOGRAFIA: il territorio francese e` mediamente meno aspro di quello italiano. Qualcosa conta anche questo.
Morale: i francesi nel trail sono di piu`, mediamente piu` forti, e secondo me sulle gare brevi rimarranno piu` forti anche negli anni a venire.
LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Moderatore: leosorry
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Perche` sono curiosi?andrea stanco ha scritto: Ora lancio un sasso (OT), Kupricka e Clarke perchè mai accettano di farsi "asfaltare" a Zegama?
Krupicka scriveva nel suo forum che stava riconsiderando il suo andare-per-monti, con un occhio di riguardo alle gare tecniche che ti obbligano a camminare su terreno impervio.
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Fatto il calcolo anche tra le donne. Qui non sembra esserci differenza sostanziale.

Nella classifica della gara francese c'è però una "anomalia", Josiane Piccolet, ottava assoluta che è del 1956! (Bravissima!) Togliendola la media diventa 1975, comunque più o meno uguale a quella italiana.

Nella classifica della gara francese c'è però una "anomalia", Josiane Piccolet, ottava assoluta che è del 1956! (Bravissima!) Togliendola la media diventa 1975, comunque più o meno uguale a quella italiana.
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
In italia nel trail siamo a terra!!!
ieri mia moglie è stata chiamata in una scuola cittadina di prima superiore, ed ha fatto una bellissima lezione sull'autostima, sui sacrifici per ottenere i risultati mettendo in risalto la gratuità del ns. sport!
la sua preoccuppazione era quella di annoiare la platea invece..... un successo finito i filmati sui mondiali e UTMB un mare di domande.
Tra queste almeno 6-7 recitavano: "mi piacerebbe provare, a chi posso rivolgermi?"
peccato che almeno a PR non ci sia nessuno in grado di accontare questi ragazzi!!
Un peccato vero?
ieri mia moglie è stata chiamata in una scuola cittadina di prima superiore, ed ha fatto una bellissima lezione sull'autostima, sui sacrifici per ottenere i risultati mettendo in risalto la gratuità del ns. sport!
la sua preoccuppazione era quella di annoiare la platea invece..... un successo finito i filmati sui mondiali e UTMB un mare di domande.
Tra queste almeno 6-7 recitavano: "mi piacerebbe provare, a chi posso rivolgermi?"
peccato che almeno a PR non ci sia nessuno in grado di accontare questi ragazzi!!
Un peccato vero?
La penso in modo un po' diverso: non è forse meglio che in Italia si vada un po' più piano? E' forse da condannare chi si ferma qualche minuto in più a un ristoro, fa due chiacchiere con i volontari e riparte con un sorriso di tutti rispetto a chi passa come un folle, beve al volo qualcosa tanto c'è la squadra che gli passa borracce e gel lungo il percorso perchè altrimenti rischia di non fare il tempo? Quale vogliamo che sia il messaggio per diffondere il trail: quello di uno sport "nuovo", fuori dagli schemi dove importante è arrivare o quello di un nuovo modo di correre fuori dalla strada sempre più leggeri, sempre più veloci e sempre al limite e sul filo del rischio? Queste discussioni a mio avviso non sono un grande messaggio... I "nostri" campioni sono gente come noi che durante la settimana lavora e fa grandi sacrifici per allenarsi e gareggiare. Lasciamo che rimanga così, non vorrei mai che i top runner inizino a non frequentare più i pasta party assieme a tutti per cenare con la squadra perchè il cuoco-allenatore ha già fissato tabelle e menu'...
Poi, per quanto riguarda la diffusione dello sport, le "scuole di trail", ecc..., beh, forse non servono proprio... forse servono solo a far vendere materiali e farlo diventare una moda passeggera come tante altre...
ciao
Poi, per quanto riguarda la diffusione dello sport, le "scuole di trail", ecc..., beh, forse non servono proprio... forse servono solo a far vendere materiali e farlo diventare una moda passeggera come tante altre...
ciao
Re:
Finalmente!!runalbert ha scritto:La penso in modo un po' diverso: non è forse meglio che in Italia si vada un po' più piano? E' forse da condannare chi si ferma qualche minuto in più a un ristoro, fa due chiacchiere con i volontari e riparte con un sorriso di tutti rispetto a chi passa come un folle, beve al volo qualcosa tanto c'è la squadra che gli passa borracce e gel lungo il percorso? Quale vogliamo che sia il messaggio per diffondere il trail: quello di uno sport "nuovo", fuori dagli schemi dove importante è arrivare o quello di un nuovo modo di correre fuori dalla strada sempre più leggeri, sempre più veloci e sempre al limite? Queste discussioni a mio avviso non sono un grande messaggio... I "nostri" campioni sono gente come noi che durante la settimana lavora e fa grandi sacrifici per allenarsi e gareggiare. Lasciamo che rimanga così, non vorrei mai sapere che i top runner non frequentano più i pasta party assieme a tutti per cenare con la squadra perchè il cuoco-allenatore ha già fissato tabelle e menu'...
ciao
Alla francese "tuscè"
Il Post, senza voler prendere in giro nessuno, mi sembra un bel discorso da ... stradisti, nel senso "competitivo" del termine.
Ma in questo forum non c'erano post di tono un po' diverso sullo "spirito trail"?
A me, sarò un idealista, piacerebbero trail con partecipazioni esagerate, in ogni angolo d'Italia, con pasta party faraonici, ristori con prodotti tipici (focaccia obbligatoria in Liguria), birra a fiumi, pensioni piene di familiari al seguito, pieni di giovani e ... meno giovani, che stimolino alla conservazione del territorio, che lascino colline e montagne pulite e linde.
Feste.
Magari vinte da un francese.
Ecchisenefrega
Altrimenti torniamo al bitume un tot al chilometro.
Saluti a tutti
Re: Re:
Pelato ha scritto:Finalmente!!runalbert ha scritto:La penso in modo un po' diverso: non è forse meglio che in Italia si vada un po' più piano? E' forse da condannare chi si ferma qualche minuto in più a un ristoro, fa due chiacchiere con i volontari e riparte con un sorriso di tutti rispetto a chi passa come un folle, beve al volo qualcosa tanto c'è la squadra che gli passa borracce e gel lungo il percorso? Quale vogliamo che sia il messaggio per diffondere il trail: quello di uno sport "nuovo", fuori dagli schemi dove importante è arrivare o quello di un nuovo modo di correre fuori dalla strada sempre più leggeri, sempre più veloci e sempre al limite? Queste discussioni a mio avviso non sono un grande messaggio... I "nostri" campioni sono gente come noi che durante la settimana lavora e fa grandi sacrifici per allenarsi e gareggiare. Lasciamo che rimanga così, non vorrei mai sapere che i top runner non frequentano più i pasta party assieme a tutti per cenare con la squadra perchè il cuoco-allenatore ha già fissato tabelle e menu'...
ciao
Alla francese "tuscè"![]()
Il Post, senza voler prendere in giro nessuno, mi sembra un bel discorso da ... stradisti, nel senso "competitivo" del termine.
Ma in questo forum non c'erano post di tono un po' diverso sullo "spirito trail"?
A me, sarò un idealista, piacerebbero trail con partecipazioni esagerate, in ogni angolo d'Italia, con pasta party faraonici, ristori con prodotti tipici (focaccia obbligatoria in Liguria), birra a fiumi, pensioni piene di familiari al seguito, pieni di giovani e ... meno giovani, che stimolino alla conservazione del territorio, che lascino colline e montagne pulite e linde.
Feste.
Magari vinte da un francese.
Ecchisenefrega
Altrimenti torniamo al bitume un tot al chilometro.
Saluti a tutti
Che bello sentire queste parole, vi voglio bene!!!
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Ciao,
Trovo la statistica interessante, evidenzia quale potrebbe essere l'evoluzione di questo sport anche qui in Italia; più partecipanti, più giovani e maggior competitività.
Abbiamo poi visto che i cugini d'oltralpe hanno già raggiunto eccessi che speriamo di poter evitare (epo!).
Mi piacerebbe, come a molti in realtà, poter andar forte nel trail (come sul cosiddetto bitume) e non biasimo certo chi ci riesce; in fondo credo che lo "spirito" con cui si corre non dipenda dal ritmo e dall'obiettivo che ci si pone in gara.
Mi riferisco allo spirito per cui all'ultima utmb, Jornet,Carrera e Chaigneau hanno atteso che soccorressero il quarto concorrente (non ricordo il nome) infortunato prima di riprendere la loro gara.
Fabio
Trovo la statistica interessante, evidenzia quale potrebbe essere l'evoluzione di questo sport anche qui in Italia; più partecipanti, più giovani e maggior competitività.
Abbiamo poi visto che i cugini d'oltralpe hanno già raggiunto eccessi che speriamo di poter evitare (epo!).
Mi piacerebbe, come a molti in realtà, poter andar forte nel trail (come sul cosiddetto bitume) e non biasimo certo chi ci riesce; in fondo credo che lo "spirito" con cui si corre non dipenda dal ritmo e dall'obiettivo che ci si pone in gara.
Mi riferisco allo spirito per cui all'ultima utmb, Jornet,Carrera e Chaigneau hanno atteso che soccorressero il quarto concorrente (non ricordo il nome) infortunato prima di riprendere la loro gara.
Fabio
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Una provocazione.... secondo voi se un mito come Olmo arrivasse quest'anno a correre l'UTMB piuttosto che 5-6 anni fa, vincerebbe lo stesso? secondo me no, in questi anni il livello è salito tantissimo, magari (e mi piacerebbe) mi sto sbagliando che ne pensate?
-
andrea stanco
- Messaggi: 752
- Iscritto il: 06/09/2010, 12:49
- Località: GENOVA
Re: LIVELLO COMPETITIVO DEL TRAIL - ITALIA E FRANCIA
Premesso che l'argomento è "livello competitivo"....
Al Ventoux la barriera oraria al 25 km era 6h15' con bus per rientrare, l'atmosfera molto molto easy, bambini e famiglie ovunque, camminatori in gara tanti.
La gara è gara, la festa è festa.
Circa lo status vivendi dei top, mi sembra che la situazione sia simile alla nostra, qualche professionista e molti lavoratori saltuari che vivacchiano.
Al Ventoux la barriera oraria al 25 km era 6h15' con bus per rientrare, l'atmosfera molto molto easy, bambini e famiglie ovunque, camminatori in gara tanti.
La gara è gara, la festa è festa.
Circa lo status vivendi dei top, mi sembra che la situazione sia simile alla nostra, qualche professionista e molti lavoratori saltuari che vivacchiano.