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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
L’Italia si impone sul podio degli abati dell’Abbots Way. Sul gradino più alto dell’ultra trail più lungo d’Italia, infatti, sale, per la Tappa Unica, Stefano Ruzza, seguito da Ivan Geronazzo e Christian Schneider, trionfatore assoluto delle edizioni 2010 e 2011.
Pettorale numero 36, Stefano Ruzza, classe 1982, appartiene al team Atletica San Marco US Acli di Varese e ha percorso 125 chilometri in Appennino, con 5500 metri di dislivello positivo, in 14 ore, 14 minuti e 29 secondi, con una media di 8,77 minuti al chilometro. A seguire Ruzza, Ivan Geronazzo, pettorale 119, classe 1971 dell’Asd Atletica San Rocco di Treviso, con 14 ore, 28 minuti e 3 secondi e una media di 8,64 minuti al chilometro; terzo posto per il trionfatore delle ultime due edizioni, lo svizzero Christian Schneider, pettorale 100 e classe 1978, con 14 ore, 38 minuti e 18 secondi e una media di 8,53 minuti al chilometro. Quarto posto per Gianluigi Ranieri, seguito da Fabio Granzotto, Francesca Canepa, Enrico Bartolini, Paolo Rovera, Cinzia Bertasa, Katia Fori, Roberto Beretta, Stefano Alzani e Giancarlo Annovazzi. Nella sezione femminile, primo posto nella Tappa Unica per Francesca Canepa, pettorale 1, classe 1971, di Aosta, con 15 ore, 12 minuti e 41 secondi, con una media di 8,21 minuti al chilometro, seguita da Cinzia Bertasa, di Bergamo, pettorale 68 e classe 1974, del Team Tecnica, a pari merito con la parmense Katia Fori, pettorale 123, classe 1972, del Team Tecnica, con 16 ore, 46 minuti e 37 secondi e una media di 7,45 minuti al chilometro. Dopo di loro, Chiara Colonnello, Maria Ilaria Fossati, Francesca Nardi.
Nell’Express Team maschile, primo posto per l’Associazione polisportiva atletica Scandiano, composta da Roberto Rondoni, Giuseppe Pellacani, Daniele Palladino e Alen Sassi, con 10 ore, 52 minuti e 28 secondi, seguito dal team Michele Ferrari, Michele Sartori, Fabrizio Vignali e Roberto Mattioli in 11 ore, 23 minuti e 47 secondi. Terzo posto per il Gs Dilettantistico Italpose, in 12 ore, 45 minuti e 41 secondi, con Maurizio Milanesi, Stefano Palmini, Alberto Soprani e Massimo Sartori.
Nell’Express Team femminile primo posto per Kino Mana 1 con Cristina Medioli, Stefania Zarotti, Anna Bernazzoli e Sabrina Polito, in 17 ore, 36 minuti e 52 secondi, seguito da Atletica Casone Noceto 1, team composto da Morena Coruzzi, Francesca Granelli, Enrica Martinelli e Giorgia Frigeri, in 17 ore, 47 minuti e 4 secondi.
Nel Twin Team maschile primo posto per Massimiliano Mauri e Giacomo Cominotti in 16 ore, 46 minuti e 33 secondi, seguiti da Pietro Simonini e Filippo Sechi del Kino Mana 1 in 17 ore, 35 minuti e 12 secondi. Terzo posto per l’Atletica Casone Noceto con Michele Pini e Vittorio Carloni in 19 ore, 40 minuti e 26 secondi. Nel Twin Team femminile la medaglia d’oro viene conquistata dal team Kino Mana 2 con Francesca Pria e Tiziana Barnaba, in 20 ore, 24 minuti e 39 secondi.
Nel Twin Team misto, infine, primo posto per Laura Ricci e Antonio Musetti con 15 ore, 15 minuti e 1 secondo, seguiti da Michela Perazzi e Giuseppe Michelotti con 20 ore, 29 minuti e 16 secondi.
Nel complesso l’ultra trail, con oltre 300 partenti da Pontremoli sabato mattina, ha visto un percorso tipicamente appenninico, tra sassi, terra e fango, con un tempo sicuramente non clemente per gli abati in gara: pioggia e vento si sono alternati a freddo, nebbia e sole, tanto da obbligare gli organizzatori a bloccare l’accesso al Monte Lama per la notte di sabato.
Il vento e il freddo, però, non hanno bloccato gli amanti dell’ultra trail, tutti in marcia dalla Lunigiana verso ponte Gobbo, a Bobbio, lungo la Via degli Abati percorsa nel 613 da San Colombano, fondatore della città della Valtrebbia.
Vincere in coppia ha un sapore particolare, si da concretezza anche all'impegno dell'altra persona.
Siamo partiti consapevoli di poter vincere nei twin team misti, essere riusciti ad arrivare primi assoluti è stato un qualcosa di inaspettato anche perchè gli intermedi erano sballati e ci ha portato a spingere sempre, ed il grande merito non è mio ma della mia compagna che è riuscita a tenere tempi a livello degli uomini.
Questa formula mi ha permesso poi di poter seguire in moltissimi punti i passaggi e cosi incrociare molte volte gli amici che si davano battaglia per la vittoria e vedere i vari modi di affrontare la gara, cosi come l'arrivare presto mi ha permesso di vedere l'arrivo di molti altri amici la mattina.
Complimenti a tutti, ai primi che hanno tenuto un passo stratosferico, agli ultimi che non hanno mai mollato, a chi ha dovuto rinunciare per problemi fisici ( grande Beppe per la serenità ), ad Armando ed Elio ( grande finisher ) per l'organizzazione, ai volontari con cui sono stato molte volte a contatto osservandone e capendone un pò il grandissimo lavoro, ad Alex che non ha mai mollato ed incoraggiato davvero tutti, lui dice di no ma anche la sua è una gran fatica.
Grande Abbots
Fantastico video. Per chi è appena tornato da questa avventura, una montagna di ricordi.
Dà proprio il senso di un "viaggio" piuttosto che di una gara. Anche un viaggio dentro sè stessi e dentro a mille imprevisti: acquazzoni e sprazzi di sole, fango e sassi, trasferimenti, vento in quota ed attese per gli amici.
E la stretta di mano finale con il compagno di avventura di questa Twin Team, Vittorio, è il sigillo di questo lungo week end e dell'inaspettato terzo posto in classifica. Bravo MIchele.
Io sono ora sulla via del ritorno. Come ho detto lì a chi me lo ha chiesto, queste eperienze sono un miscelarsi di emozioni, di fatica, che vedi trasparire dai volti. Commentare senza riferimenti assidui, così come peraltro richiede una gara come questa, dove i collegamenti radio e telefonici son o particolarmente dedicati ai servizi di primaria sicurezza, non è facile eppure ti rende indietro ogni secondo profuso per cercare informazioni, interpretale ed elaborarle per farne verbo.
Sei lì, nell'oscurità della notte e sai di non poter vociare molto, perchè sei in una piazza in fin dei conti e per chi ci abita potrebbe non essere facile capire il perchè di quel disturbo imprevisto. Ma quest'anno ero lì, ho saltato lall'una e mezza alle quattro e mezza, rifugiato sopra al materassino del furgone Wilson 22 mentre il tecnico Moreno vigilava. Voi eravate sui monti e quel vento che ci ha spazzato giu' una cassa lo avevate davanti, dietro ed ai fianchi e noi, tutto sommato siamo stati privilegiati.
Non posso quantificare quante sensazioni mescolate tra loro ho provato nelle 22 ore di Bobbio, sono tante ma mai troppe.
Io vi stimo sinceramente poichè non posso riuscire a comprendere da dove esca questa sana incoscienza che si tramuta in coraggio e vi manda davvero oltre, laddove solo gli "ultra" arrivano davvero.
Io sono quì che torno, ma vorrei esser ancora lì a parlare, ad andare avanti ed indietro, a ridiscendere sul Ponte Vecchio a stringere la mano a chi chiude e poi tornar su di corsa, a preparare la piazza. Vorrei e so che non posso e sappiamo tutti che è giusto così, perchè da "oltre" ad "ultra" il passo è breve ed è saggio che quello successivo porti a quel "abbiate cura di voi".
Faccio i miei complimenti a tutti, nessuno indistintamente esuli dal meritar di riceverli, lanciandovi ancora un cinque virtuale.
Sì, lo so, io in questo sport durissimo non ho precedenti, come altri che lo presentano ne hanno, ma voglio dirvi che, come sempre ho cercato di fare il mio, affinchè questo giorno che sta finendo, almeno a pochi metri dal traguardo, rendesse merito al vostro gesto di atleti veri, quelli con la A maiuscola, quelli con la C di cuore.
la signora Abbots Way va in letargo ma tornerà, chissà se accontentando l'ottantottene Fagnani, il veronese, che la vorrebbe piu' col caldo, lui che almeno un consiglio, al di là del fattibile può di certo permetterselo, oggi magari non finisher ma protagonista anche nel parterre con una presenza che è tutta lì, conglobata in quei cinquanta chili di uomo minuto, ma baciato dall'avere in sorte tempra e muscoli erculei.
Agli abati organizzatori dico grazie, agli abati in corsa dico ciao, perchè spero di incrociare quanto prima le mie frequenze audio con le vostre suole tappate.
Sono in viaggio verso casa...ma poi chissà qual'è davvero la nostra casa...
Siete stati semplicementi grandi, avete sfidato, lottato e vinto contro meteo e fango...avete la stoffa di chi è oltre la media emozionale.
Alex
giro bello tosto ste AW!!! poi tra acqua che cadeva da sopra e fango che si attaccava da sotto... Comunque una bella giornata a faticare sull'appennino in una gara sì filante, ma con i suoi bei strappetti a ricordarti che, oltre i 125 km., c'erano anche 5500 D+ da fare Personalmente benino i primi 65 km, meglio gli ultimi 60 e in più conosciuto Stefano con cui ho condiviso i 40 km. e tirandoci un pò l'uno con l'altro l'abbiamo portata all'arrivo... Grande Teo!!
Prima volta che facevo questa gara e che dire, ottimamente organizzata, bel tracciato, i ristori al posto giusto e un sacco di volontari sul percorso (alcuni veramente stoici!!).
Ultima cosa, ma quanto azz.. di vento tira da quelle parti!!!!