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Re: Libro sul barefoot running gratis

Inviato: 03/04/2012, 16:06
da Gaggio
Stavo appunto traducendo questo articolo!!!!
Ci sono ragionamenti corretti.
Pensare che sia la scarpa a far cambiare modo di correre, automaticamente, nella maniera corretta, è sbagliato: infatti, noi "minimalisti" del forum avvertiamo sempre che occorre gradualità , sia per approcciarsi e adattarsi, sia per affrontare le distanze: correre stile barefoot è anche un esercizio mentale, che non riguarda solo il tipo di appoggio, ma tutta la postura; necessita freschezza.
Dopo un certo chilometraggio, tutti si corre un po peggio che alla partenza, e questo può essere ancor più dannoso se si procede con scarpe "minimaliste", con passo stanco, quando si appoggia "come viene", sprattutto di tallone, un po aggobbiti, scomposti....

Si nasce a piedi scalzi.
Ma non si nasce nè corridori, nè quindi corridori a piedi scalzi.
E' una potenzialità innata che occorre sviluppare.

Come dice il proverbio "Non abbiamo nati imparati" :D

Re: Libro sul barefoot running gratis

Inviato: 09/04/2012, 17:50
da Gaggio
Il succo dell'articolo:

Il problema : La capacità “sanificante” della corsa a piedi nudi non è stata riconosciuta

Una ricerca dell'American Council of Exercise rileva che molte persone che passano a correre “barefoot” continuano a poggiare il passo con il loro tallone.
L'appoggio di tallone è più traumatico che l'appoggio con l'avampiede.
E se si corre a piedi nudi e si appoggia col tallone, le forze di impatto sviluppate sono sette volte superiori se si atterra sul tallone correndo con le scarpe.

Alcuni studi affermano che correre barefoot faccia bene, diminuisca l'incidenza di infortuni; ma è provato che gli stessi dati risultanti da una ricerca possano essere interpretati in diversi modi. Ed esistono delle "limitazioni" in questi studi. La prima è che il legame tra tassi di carico e infortuni non è così stretto come molti pensano. Certo, i tassi a carichi più elevati sono stati associati a determinate condizioni , ma l'eziologia precisa che lo sviluppo di lesioni è molto più complesso di quanto semplicemente si crede, che "riducendo il tasso di carico, si riduce la possibilità di infortunio".
La verità è che si può solo ottenere un infortunio diverso, soprattutto se si inizia a correre sull'avampiede senza le dovute precauzioni

Ora, a fronte della letteratura popolare, che ci dice che quando si corre a piedi nudi, si passa magicamente a correre sull'avampiede, in maniera naturalmente ammortizzata , questo non sembra accadere, e la stragrande maggioranza delle persone sembra impiegare molto più tempo per rendere effettiva questa transizione di quello che i libri (Born to Run è il principale) suggeriscono.

Uno studio sperimentale della A.C.E ha messo alla prova dei corridori per un periodo di 2 settimane di "familiarizzazione" con le Vibrams Fivefingers, dove è stato chiesto loro di correre per 20 minuti al giorno.

Il 50% dei tester è riuscito a cambiare tipo di passo. Perché l'altro 50% non ha fatto questo adattamento? Ci sarebbero riusciti se avessero avutopiù tempo? Ci sono alcuni corridori che non ce l'avrebbero mai fatta ? Chi sono e cosa li distingue da quelli che ce l'hanno fatta?
Forse non tutti possono adattarsi a correre piedi nudi, non hanno il necessario "talento" per migliorare il modo in cui correre o cambiare ciò che da anni si è formato correndo con scarpe normali.

Ci vuole comunque un allenamento, un diverso tipo di allenamento, studiato specificatamente, per cambiare e migliorare lo stile della corsa.
Perché senza imparare il giusto gesto, si va inevitabilmente incontro al sorgere di infortuni
Non si tratta semplicemente di sviluppare un appoggio sull'avampiede.
La realtà è un po 'più complessa.
Si possono dare dei consigli, ma nessuno sa veramente che cosa funziona e cosa non funziona per sviluppare questo tipo di appoggio, senza che questo comporti dei rischi.
E' molto probabile che durante la fase di transizione si possa andare incontro ad infortuni, anche lievi, dovuti al sovraccarico di muscoli usati in maniera differente da quanto è stato fatto in precedenza!!!





La corsa a piedi nudi ha assunto le caratteristiche di un farmaco o una droga - è erogato da "esperti" (che spesso cambiano i loro nomi in "Barefoot X") come "trattamento", ma a differenza dei farmaci, ci sono un paio di cose fondamentali mancanti:

-   Non sappiamo per quali condizioni (infortuni) il trattamento sarà efficace . E per definizione, questo significa che non si può dire quando sarà inefficace
-  Non sappiamo qual' è il dosaggio corretto
-  Non sappiamo come interrompere il dosaggio in tempo per evitare altri tipi di infortuni
-  Non sappiamo se il "trattamento" è efficace per tutti.
-  Noi non riconosciamo i possibili "controindicazioni". Quando si prende un farmaco prescritto da un medico, ci sono determinate condizioni - gravidanza, allergie ecc- in cui tale farmaco non va suato . Per l'esecuzione della corsa a piedi nudi, non esiste questa condizione.
-  Qual è l'incidenza di altri fattori per il successo del 'trattamento'? Per esempio, come fa la fatica, il terreno, la debolezza muscolare, la flessibilità, ecc resistenza all'urto ad incidere sul successo del risultato?

Come risultato di tutto quanto sopra, siamo in una posizione sfavorevole per quantificare i rischi, e i "costi-benefici" della corsa a piedi nudi.
Funziona. Forse. In alcune persone. Se lo fanno bene. Forse.

Ci sono poche cose che sono note con certezza assoluta, e quando hai a che fare con la fisiologia umana la questione si fa incredibilmente complessa, le differenze individuali che ci rendono ciò che siamo, in cosa siamo bravi, sono tante e complesse. Non esiste quindi una ricetta universale.
E sbagliato quando si afferma :"Si basa tutto sull'allenamento, la costituzione genetica non conta", così come è altrettanto sbagliato dire: "Si tratta di genetica , l'allenamento è irrilevante".

Re: Libro sul barefoot running gratis

Inviato: 22/11/2012, 11:44
da lightfoot
quando si corre a piedi nudi, si passa magicamente a correre sull'avampiede, in maniera naturalmente ammortizzata , questo non sembra accadere
E' il mio caso! Ho provato a convertirmi al minimalismo a inizio anno e la cosa mi ha provocato un infortunio che mi ha costretto a di più di 30 giorni di stop.
Passato l'infortunio, ho ricominciato utilizzando ancora scarpe A3. Un mese fa ci ho voluto riprovare e ho ripreso a utilizzare scarpe minimali cercando di fare attenzione, questa volta, a non caricare troppo e cercando di attuare un passaggio più graduale. Nonostante sia stato più cauto mi è tornato il male alla schiena che mi era venuto a Marzo e probabilmente dovrò rinunciare a correre la maratona di Reggio a cui sono già iscritto.

Ho provato a filmare la mia corsa sul tappeto con scarpe A3 classiche (nike vomero), A3 con basso drop (saucony cortana), scarpe minimal (kinvara e nike free) e a piedi nudi. In tutti i video, sia che abbia scarpe ammortizzate, sia minimal, sia senza scarpe, l'appoggio avviene sulla parte esterna del tallone.

Detto questo, però, chissà se riuscirò a rassegnarmi a correre la maggior parte dei km con scarpe ammortizzate o se il fascino minimal colpirà ancora!! :?:

Re: Libro sul barefoot running gratis

Inviato: 22/11/2012, 11:53
da rusty
Se la febbre minimal ti piglia ancora, resisti e fai un buon controllo posturale, prima.

Magari il tuo appoggio naturale è così, magari c'è qualcosa da correggere nella tua postura, a prescindere da ciò che calzi.

Tieni duro per Reggio!


rusty

Re: Libro sul barefoot running gratis

Inviato: 22/11/2012, 11:59
da lightfoot
Tieni duro per Reggio!
GRAZIE!!!! Speriamo bene! :D