Leggo di numeri altissimi per gli urban trail francesi: immaginare di correre assieme ad altre 8 mila persone mi terrorizza. Se poi penso che i migliori ricordi dei miei trail sono legati ai lunghi single track nel bosco, o a mezza costa in cui ho potuto assaporare in beata solitudine lo sforzo, la fatica e la bellezza del paesaggio, magari maturare qualche riflessione un po' più profonda... Vabbe', magari ho un concetto un tantino elitario e solipsistico del trail; magari la montagna tende a sviluppare una certa misantropia, ma cedere all'eccesso opposto, vale a dire correre sull'asfalto, tra le auto in divieto di sosta e assieme a qualche migliaio di persone, mi costa davvero un enorme sforzo di fantasia.
Leggo poi degli effetti attrattivi di questa attività. Perdonatemi, ma in tutta franchezza se dovessi consigliare a qualche amico che vuole avvicinarsi ai trail una corsa (cosa che ho fatto in più di un'occasione), difficilmente direi Firenze, Milano o Schio. Molto meglio un trail di pochi chilometri, magari in collina, non particolarmente tecnico ma, quantomeno, rappresentativo di cosa possa essere, ad esempio, un ultratrail o una skyrace.
Naturalmente i miei sono pensieri in libertà. Ben venga che il movimento cresca e si sviluppi in mille rivoli così da risultare gradito a tutti.
E poi dei gusti non si discute. In trevigiano si dice: che jera anca queo che ghe piaxeva ciuciar i ciodi
A voi la traduzione!