Fonte: repubblica.it
Crocefisso, Strasburgo assolve l'Italia
"Esporlo non viola i diritti umani"
La Grande Camera assolve il nostro Paese dall'accusa di violazione della libertà religiosa di chi non è cattolico. Il ministro degli Esteri Franco Frattini: "Ha vinto difesa dell'identità"
L'Italia ha vinto la sua battaglia a Strasburgo. La Grande Camera della Corte europea per i diritti dell'uomo l'ha assolta dall'accusa di violazione dei diritti umani per l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche.
La Corte ha scritto la parola fine sul dossier del caso 'Lautsi contro Italia'. Un procedimento approdato a Strasburgo il 27 luglio del 2006. Allora l'avvocato Nicolò Paoletti presentò il ricorso con cui Sonia Lautsi, cittadina italiana nata finlandese, lamentò la presenza del crocifisso nelle aule della scuola pubblica frequentata dai figli, ritenendo tale presenza un'ingerenza incompatibile con la libertà di pensiero e il diritto ad un'educazione e ad un insegnamento conformi alle convinzioni religiose e filosofiche dei genitori.
La prima sentenza della Corte (9 novembre 2009) diede sostanzialmente ragione alla signora Lautsi, affermando la violazione da parte dell'Italia di norme fondamentali sulla libertà di pensiero, convinzione e religione. Il Governo italiano, a quel punto, domandò il rinvio alla Grande Chambre della Corte, ritenendo la sentenza 2009 lesiva della libertà religiosa individuale e collettiva come riconosciuta dallo Stato italiano.
Con sentenza d'appello definitiva, i giudici dell'organismo del consiglio d'europa hanno sottolineato che, mantenendo il crocifisso nelle aule della classe frequentata dai figli della donna che ha fatto ricorso, "le autorità hanno agito nei limiti della discrezionalità di cui dispone
l'italia nel quadro dei suoi obblighi di rispettare, nell'esercizio delle funzioni che assume nell'ambito dell'educazione e dell'insegnamento, il diritto dei genitori di garantire l'istruzione conformemente alle loro convinzioni religiose e filosofiche". Il crocifisso, in particolare, non viene considerato dai giudici di strasburgo un elemento di "indottrinamento".
"Oggi - si legge in una nota del ministro degli Esteri, Franco Frattini- ha vinto il sentimento popolare dell'Europa. Perchè la decisione interpreta soprattutto la voce dei cittadini in difesa dei propri valori e della propria identità. Mi auguro che dopo questo verdetto l'Europa torni ad affrontare con lo stesso coraggio il tema della tolleranza e della libertà religiosa".
Di opposto tenore le reazione di Massimo Albertin, il medico di Abano Terme che otto anni fa aveva iniziato con la moglie la battaglia legale: "Il pronunciamento di Strasburgo mi delude molto, perchè la prima sentenza su questa vicenda era clamorosamente chiara".
La rivincita del crocifisso
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montagnard
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Re: La rivincita del crocifisso
simone brogioni ha scritto:Fonte: repubblica.it
"Oggi - si legge in una nota del ministro degli Esteri, Franco Frattini- ha vinto il sentimento popolare dell'Europa. Perchè la decisione interpreta soprattutto la voce dei cittadini in difesa dei propri valori e della propria identità. Mi auguro che dopo questo verdetto l'Europa torni ad affrontare con lo stesso coraggio il tema della tolleranza e della libertà religiosa".
"riparlare di tolleranza e libertà religiosa..." ma come dice il vaticano. guai a non fare così...!
E poi gli integralisti sono sempre gli altri!
- augusto losio
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Re: La rivincita del crocifisso
ussignur, che argomento...
la metto così: a me il mio dio mi piace ricordarlo mentre discute (e non caccia) o mentre ride parlando con gli altri (e non mentre viene sacrificato).
preferisco un gesù (uomo? figlio di dio? filosofo? rivoluzionario?) sereno da appendere al mio muro, non quello che gronda sangue e sofferenza.
per quello c'è mel gibson...
la metto così: a me il mio dio mi piace ricordarlo mentre discute (e non caccia) o mentre ride parlando con gli altri (e non mentre viene sacrificato).
preferisco un gesù (uomo? figlio di dio? filosofo? rivoluzionario?) sereno da appendere al mio muro, non quello che gronda sangue e sofferenza.
per quello c'è mel gibson...
- Alex Geronazzo
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- Iscritto il: 05/09/2010, 17:07
Re: La rivincita del crocifisso
L'argomento sarebbe così banale da discutere che arrivare all Corte Europea mi sembra davvero una perdita di tempo e chiacchiere.
Io credo che ognuno sia libero di credere...
In una classe non vedo perchè non possa essere appeso un Crocefisso. allo stesso modo ci può stare un Corano o la statua del Buddha. Una società civile, oramia multirazziale non dovrebbe nemmeno mettersi a discutere. Sui muri c'è spazio per qualsiasi simbolo religioso.
Credere è un fatto personale.
Vi cito un 'esempio: avete mai sentito parlare del Cristo Pensante.
Io con l'ARGO NW TEAM ci andrò il 19 giugno con il suo ideatore Pino Dellasega, un uomo che realmente ha innato lo spirito trail.
La statua è posta sulla cima del Monte Castellazzo, quell'immagine proviene da Varsavia. Sul basamento sono interrate le immagini sacre ed i simboli di molte religioni...Perchè? Perchè un uomo è libero di credere, ovunque si trovi, in presenza o meno di simboli, oppure può fingere di credere anche di fronte ad un Cristo grondante sangue...
Quando Pino Dellasega ebbe l'idea (nel 2010 sono saliti in 60000 e non è una meta cristiano cattolica per eccellenza, ma un luogo simbolo della libertà di credere...) trovò, risalendo il sentiero, sulla sua strada, un gruppo di frati che scendevano in preghiera camminando, non avevano corone di rosario, nè crocefissi in mano, ma solo dei bastoni per sorreggersi e sospingersi. Sotto un torrione un musulmano pregava levando lo sguardo al cielo ed alla roccia...
Io non sono assiduo praticante delle Chiese, ma non contesto chi lo è, così come ho piacere se chi lo è, non contesti il mio modo di credere...
Diceva Madre Teresa di Calcutta:
Trova il tempo per Credere...Trova il tempo per Sorridere...Trova il tempo per Pensare...
Ecco, basta meditare un attimo...
Posterò un topic che ne parla.
Io credo che ognuno sia libero di credere...
In una classe non vedo perchè non possa essere appeso un Crocefisso. allo stesso modo ci può stare un Corano o la statua del Buddha. Una società civile, oramia multirazziale non dovrebbe nemmeno mettersi a discutere. Sui muri c'è spazio per qualsiasi simbolo religioso.
Credere è un fatto personale.
Vi cito un 'esempio: avete mai sentito parlare del Cristo Pensante.
Io con l'ARGO NW TEAM ci andrò il 19 giugno con il suo ideatore Pino Dellasega, un uomo che realmente ha innato lo spirito trail.
La statua è posta sulla cima del Monte Castellazzo, quell'immagine proviene da Varsavia. Sul basamento sono interrate le immagini sacre ed i simboli di molte religioni...Perchè? Perchè un uomo è libero di credere, ovunque si trovi, in presenza o meno di simboli, oppure può fingere di credere anche di fronte ad un Cristo grondante sangue...
Quando Pino Dellasega ebbe l'idea (nel 2010 sono saliti in 60000 e non è una meta cristiano cattolica per eccellenza, ma un luogo simbolo della libertà di credere...) trovò, risalendo il sentiero, sulla sua strada, un gruppo di frati che scendevano in preghiera camminando, non avevano corone di rosario, nè crocefissi in mano, ma solo dei bastoni per sorreggersi e sospingersi. Sotto un torrione un musulmano pregava levando lo sguardo al cielo ed alla roccia...
Io non sono assiduo praticante delle Chiese, ma non contesto chi lo è, così come ho piacere se chi lo è, non contesti il mio modo di credere...
Diceva Madre Teresa di Calcutta:
Trova il tempo per Credere...Trova il tempo per Sorridere...Trova il tempo per Pensare...
Ecco, basta meditare un attimo...
Posterò un topic che ne parla.
Re: La rivincita del crocifisso
Nella scuola dove insegno (Ipsia, ragazzi dai 14 anni ai 18, e a volte anche 20, 21..
) Quando facemmo il trasloco, nel '93, nella fretta (fu fatto tutto in un giorno) ci si dimenticò dei crocifissi, e un po' fu colpa mia visto che allora ero anche il direttore.
Nessuno fece caso a quest'assenza, nemmeno l'insegnante di religione anche perché i docenti di religione li abbiamo sempre avuti ..diciamo "atipici". Siamo andati avanti così per una decina di anni, senza che nessuno obiettasse nulla. Quando la presenza di stranieri, credenti in altre religioni, si fece più numerosa qualcuno notò l'anomalia e se ne discusse. Decidemmo che per uno straniero l'aspetto più importante fosse l'integrazione e il crocifisso fosse un segno, culturale prima che religioso, fortemente caratterizzante la nostra cultura. Allora si decise di rimettere i crocifissi, ma di interpretarli in modo diverso da quello classico. Abbiamo la fortuna di essere falegnami e quindi un collega particolarmente capace li fece in questo modo: un disco di legno (il mondo, ma anche l'umanità) spezzato in tre parti e ricomposto sovrapponendone parzialmente i pezzi, in modo che le linee di frattura e ricomposizione disegnassero il Cristo in croce stilizzato (praticamente una specie di Y). Il simbolismo è quello del significato della religione cristiana come momento di rottura rispetto a quello che c'era prima, ma che può rappresentare ora la fratellanza e il ricongiungimento per le divisioni del mondo.
Caso è che ad oggi nessuno li ha ancora mai contestati e più o meno tutti si riconoscono in qualche modo in questa visione, anche chi crede in altre religioni o non crede per niente.
Nessuno fece caso a quest'assenza, nemmeno l'insegnante di religione anche perché i docenti di religione li abbiamo sempre avuti ..diciamo "atipici". Siamo andati avanti così per una decina di anni, senza che nessuno obiettasse nulla. Quando la presenza di stranieri, credenti in altre religioni, si fece più numerosa qualcuno notò l'anomalia e se ne discusse. Decidemmo che per uno straniero l'aspetto più importante fosse l'integrazione e il crocifisso fosse un segno, culturale prima che religioso, fortemente caratterizzante la nostra cultura. Allora si decise di rimettere i crocifissi, ma di interpretarli in modo diverso da quello classico. Abbiamo la fortuna di essere falegnami e quindi un collega particolarmente capace li fece in questo modo: un disco di legno (il mondo, ma anche l'umanità) spezzato in tre parti e ricomposto sovrapponendone parzialmente i pezzi, in modo che le linee di frattura e ricomposizione disegnassero il Cristo in croce stilizzato (praticamente una specie di Y). Il simbolismo è quello del significato della religione cristiana come momento di rottura rispetto a quello che c'era prima, ma che può rappresentare ora la fratellanza e il ricongiungimento per le divisioni del mondo.
Caso è che ad oggi nessuno li ha ancora mai contestati e più o meno tutti si riconoscono in qualche modo in questa visione, anche chi crede in altre religioni o non crede per niente.
Re: La rivincita del crocifisso
Checo ha scritto:Nella scuola dove insegno (Ipsia, ragazzi dai 14 anni ai 18, e a volte anche 20, 21..) Quando facemmo il trasloco, nel '93, nella fretta (fu fatto tutto in un giorno) ci si dimenticò dei crocifissi, e un po' fu colpa mia visto che allora ero anche il direttore.
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Nessuno fece caso a quest'assenza, nemmeno l'insegnante di religione anche perché i docenti di religione li abbiamo sempre avuti ..diciamo "atipici". Siamo andati avanti così per una decina di anni, senza che nessuno obiettasse nulla. Quando la presenza di stranieri, credenti in altre religioni, si fece più numerosa qualcuno notò l'anomalia e se ne discusse. Decidemmo che per uno straniero l'aspetto più importante fosse l'integrazione e il crocifisso fosse un segno, culturale prima che religioso, fortemente caratterizzante la nostra cultura. Allora si decise di rimettere i crocifissi, ma di interpretarli in modo diverso da quello classico. Abbiamo la fortuna di essere falegnami e quindi un collega particolarmente capace li fece in questo modo: un disco di legno (il mondo, ma anche l'umanità) spezzato in tre parti e ricomposto sovrapponendone parzialmente i pezzi, in modo che le linee di frattura e ricomposizione disegnassero il Cristo in croce stilizzato (praticamente una specie di Y). Il simbolismo è quello del significato della religione cristiana come momento di rottura rispetto a quello che c'era prima, ma che può rappresentare ora la fratellanza e il ricongiungimento per le divisioni del mondo.
Caso è che ad oggi nessuno li ha ancora mai contestati e più o meno tutti si riconoscono in qualche modo in questa visione, anche chi crede in altre religioni o non crede per niente.
Oh mio Dio.... Checo.... sei tu il famoso falegname di Betlemme, esiste un chiaro conflitto di interessi per cui non puoi esprimere giudizi in questa discussione. Mi dispiace
Re: La rivincita del crocifisso
Ops..Cicco ha scritto:Oh mio Dio.... Checo.... sei tu il famoso falegname di Betlemme, esiste un chiaro conflitto di interessi per cui non puoi esprimere giudizi in questa discussione. Mi dispiace
Re: La rivincita del crocifisso
salve a tutti
ma questa Sonia Lautsi è parente di Caifa o è una farisea?
Il Signore mi guardi dai "tolleranti", che con gli intolleranti me la sbrigo da solo
saluti e buon fine settimana a tutti
Piero e famiglia
ma questa Sonia Lautsi è parente di Caifa o è una farisea?
Il Signore mi guardi dai "tolleranti", che con gli intolleranti me la sbrigo da solo
saluti e buon fine settimana a tutti
Piero e famiglia
- augusto losio
- Messaggi: 1698
- Iscritto il: 06/09/2010, 7:59
Re: La rivincita del crocifisso
molto più semplicemente, questa sonia lautsi è una persona a cui, magari, dà fastidio vedere segni confessionali in luoghi che, per definizione, non dovrebbero averne alcuno.
anche a me, cattolico osservante e praticante, mi piace poco vedere crocefissi nelle scuole e nei tribunali, per non parlare degli uffici.
e questo non significa essere intolleranti, bensì rispettosi delle altrui sensibilità.
poi, sempre magari, questa sonia lautsi si permette addirittura di sfondare lo specchio che ci ritrae tutti buoni cristiani (messa, sacramenti comandati, padre pio, w il papa...) finché c'è da appendere arredi, ma poi all'atto pratico chi-cacchio-li-vuole-tutti-sti-immigrati.
contro il crocefisso ostentato (retaggio del fascismo) si è già espressa la chiesa valdese e le comunità cattoliche di base, fumo negli occhi per gli ambienti vaticani et similia.
buoni trail a tutti.
anche a me, cattolico osservante e praticante, mi piace poco vedere crocefissi nelle scuole e nei tribunali, per non parlare degli uffici.
e questo non significa essere intolleranti, bensì rispettosi delle altrui sensibilità.
poi, sempre magari, questa sonia lautsi si permette addirittura di sfondare lo specchio che ci ritrae tutti buoni cristiani (messa, sacramenti comandati, padre pio, w il papa...) finché c'è da appendere arredi, ma poi all'atto pratico chi-cacchio-li-vuole-tutti-sti-immigrati.
contro il crocefisso ostentato (retaggio del fascismo) si è già espressa la chiesa valdese e le comunità cattoliche di base, fumo negli occhi per gli ambienti vaticani et similia.
buoni trail a tutti.
Re: La rivincita del crocifisso
salveaugusto losio ha scritto:molto più semplicemente, questa sonia lautsi è una persona a cui, magari, dà fastidio vedere segni confessionali in luoghi che, per definizione, non dovrebbero averne alcuno.
anche a me, cattolico osservante e praticante, mi piace poco vedere crocefissi nelle scuole e nei tribunali, per non parlare degli uffici.
e questo non significa essere intolleranti, bensì rispettosi delle altrui sensibilità.
poi, sempre magari, questa sonia lautsi si permette addirittura di sfondare lo specchio che ci ritrae tutti buoni cristiani (messa, sacramenti comandati, padre pio, w il papa...) finché c'è da appendere arredi, ma poi all'atto pratico chi-cacchio-li-vuole-tutti-sti-immigrati.
contro il crocefisso ostentato (retaggio del fascismo) si è già espressa la chiesa valdese e le comunità cattoliche di base, fumo negli occhi per gli ambienti vaticani et similia.
buoni trail a tutti.
io, grazie a Dio ho scelto, liberamente un mestiere (sottufficiale di Marina Militare) che mi ha permesso di girare il mondo vedere posti, conoscere persone e arrichirmi culturalmente; questo "lavoro" ha completato la mia apertura mentale iniziata con l'educazione ricevuta e con tante letture, variegate e, a 360 gradi.
Ovunque mi sia recato, ho portato rispetto e osservato leggi ed usanze di ogni Nazione da me visitate.
Anche quelle che mi sembravano assurde: non potere circolare in braghe corte nelle Nazioni del Medio Oriente...caldo umido e asfissiante (io il caldo non lo reggo).
Questa Signora Lautsi è una intollerante: se vive in Italia si adegui all'Italia, nessuno si sogna di imporre
il Crocifisso in Finlandia.
A me questa gente fa paura come mi fa paura gran parte della Chiesa dal CVII in poi.
(ma NON sono un sedevacantista, farei il gioco dei suoi nemici)
Io rispetto tutto e tutti ma, esigo rispetto da una Lautsi qualunque
saluti
Piero e famiglia