Fermarsi a guardare
Fermarsi a guardare
Ebbene si, ci siamo, dopo tanti anni di corse sta accadendo quello che pensavo sarebbe prima o poi accaduto. Mi fermo a guardare. Negli ultimi due anni le uscite di corsa che mi hanno dato piacere non saranno più di 10, tutte le altre sono state DOVERE, FATICA e SVOGLIATEZZA.... Ultimamente ad ogni gara che faccio puntualmente mi mando a cagarere dicendomi che me ne sarei stato volentieri a casa. Dicono che le storie d'amore hanno sempre dei momenti di crisi, sarà così, sarà che con mia moglie crisi non ne ho mai avute ma sinceramente sono stanco di correre!!! Oggi ho riprovato dopo quasi 10 giorni di stop, 10 Km lenti lenti e battiti subito verso le stelle, cosa succede? le gambe sono due pezzi di legno, non è possibile obbligarsi a fare qualcosa che il corpo e la mente rifiutano puntualmente. Il problema non sussisterebbe se non amassi così profondamente il nostro sport. Come uscirne? qualcuno ha già attraversato momenti simili? che poi momenti non sono visto che il malessere viene da lontano e solo adesso lo sto mettendo a fuoco e lo riconosco come un "problema" reale. Pensavo di tornare agli inizi alle gare da 10 Km attorno a casa, magari seguire qualche tabella per maratona così da diversificare gli allenamenti. Non lo so, però sono preoccupato, ho fatto tutte le analisi ed i valori sono tutti OK eppure mi sento una stanchezza dentro, un malessere metabolico strano ogni volta che metto le scarpette da corsa....non sono un grande atleta certo ma neanche un neofita, credo di conoscermi con una discreta sufficienza, so distinguere quando vorrei starmene a letto invece di andare ad allenarmi e mi sforzo di andare, da quello che invece mi capita in questo periodo, è una sorta di rigetto totale. Mi sono accorto che da qualche tempo al mattino quando scendo dal letto faccio fatica ad appoggiare il piede sinistro, devo fare qualche passo per non sentire più dolore, probabilmente non c'entra nulla però.... Ricordo con nostalgia quando, qualche anno fa, una domenica mattina correvo sotto una pioggia battente su un cavalcavia deserto e sognavo di essere a New York, correvo sotto i quattro e simulavo Galeazzi gridando il mio nome all'arrivo, ecco, vorrei proprio ritornare a quel momento. Vorrei non aver mai corso le grandi Ultra che sognavo quando ho iniziato con il Trail, così da riprendermi tutta l'innocenza persa passando dal semplice gesto naturale della corsa a tutto quello che mi trovo adesso ad affrontare..
Re: Fermarsi a guardare
caro amico,
giusto ieri, leggendo del Transalpine Run, pensavo a te assieme a Nicole, qualche anno fa su quei sentieri...
non so bene di cosa scrivi, perché io ho iniziato a correre 25 anni fa... a volte ho smesso, poi ripreso, anche ora ho periodi di su e giù, ma ho sempre amato la corsa anche quando non la praticavo.
però di una cosa posso testimoniare. che non essendomi mai imposto di correre, non essendomi mai sforzato a a fare ciò che non mi andava, ho assecondato i momenti sportivi con quelli di pigrizia.
insomma, un po' di tranquillità fa bene.
quanto al rimpianto dei "tempi" andati... a chi lo dici
giusto ieri, leggendo del Transalpine Run, pensavo a te assieme a Nicole, qualche anno fa su quei sentieri...
non so bene di cosa scrivi, perché io ho iniziato a correre 25 anni fa... a volte ho smesso, poi ripreso, anche ora ho periodi di su e giù, ma ho sempre amato la corsa anche quando non la praticavo.
però di una cosa posso testimoniare. che non essendomi mai imposto di correre, non essendomi mai sforzato a a fare ciò che non mi andava, ho assecondato i momenti sportivi con quelli di pigrizia.
insomma, un po' di tranquillità fa bene.
quanto al rimpianto dei "tempi" andati... a chi lo dici
Re: Fermarsi a guardare
E pensa te che io mi faccio le stesse domande, ogni volta che corro, da 35 anni..
Mi succede, corse brevi o lunghe che siano, gare o allenamenti è uguale, a circa 2/3 del tragitto, quando è troppo tardi per fermarsi ma manca ancora tanto per arrivare e la fatica comincia a prevalere sul piacere.
Poi nel corso della stagione, ogni anno, di solito proprio in questo periodo, mi passa la voglia di allenarmi e allora mi fermo o quasi (quest'anno no perché per me è una stagione sballata), vivo di rendita e faccio solo le gare alla domenica. E allora mi impongo lo stop per un mese o due e poi riprendo pian pianino con uscite brevi e tranquille, e la voglia di correre ritorna velocemente.
Se non mi sbaglio tu hai fatto tante gare molto pesanti e immagino con allenamenti adeguati e mi vien da dire meno male che il tuo corpo ti ha chiesto lo stop; non si può pretendere di forzare oltre il dovuto corpo e mente.
Fermati, rilassati, goditi il tempo che recuperi non allenandoti per stare con la famiglia e fare le cose che hai sempre rinviato, e quando il pensiero di una corsa non di darà più i conati, riprendi a correre ma piano, solo per il piacere di farlo. Quando poi, dopo un po' di uscite ricomincerai a riscoprire il benessere fisico e mentale che ti genera l'attività fisica, vedrai che ti tornerà la voglia anche di riaumentare distanze e andature, anche se non è detto per le stesse sfacchinate che hai fatto finora.
Ogni tot di anni poi, secondo me, bisogna anche rinfrescare gli obiettivi. Nel mio caso agli inizi correvo le strapaesane (erano gli anni '70, ero un ragazzino
) e dipendendo dagli altri per il trasporto andavo dove mi portavano, pianura o collina che fosse. Poi, dopo un tre anni di stop per cause fisiche e di studio, ripresi con il pallino della maratona: una, due, tre, quindi l'obiettivo del tempo e del "muro" da superare (ovviamente quello alla mia portata...). Allenamenti metodici, tabelle, libri di fisiologia, alimentazione, ecc. Raggiunto l'obiettivo mi sono stufato dell'asfalto e ho iniziato a cercare la montagna, con tutto quello che ne conseguiva: vista la mancanza di informazioni sulle metodiche di allenamento adattai quello che avevo imparato fino ad allora per costruirmi un metodo di preparazione; tagliando, inventando, sperimentando e quindi conoscendo sempre di più il mio corpo e la mia mente. Nel frattempo qualche 100 km con belle sensazioni ma anche sperimentando quanto siano usuranti le "ultra", sia per la singola stagione che per la vita podistica.
Dopo una quindicina di anni di corsa in montagna ho cominciato a sentire che qualcosa non andava: sempre le stesse gare ed ogni anno anche sempre le stesse persone ogni anno più vecchie, me compreso..
Ed ecco, per fortuna, che nelle corse di montagna più lunghe si cominciarono a vedere personaggi con delle attrezzature strane: piccoli zaini con dei tubi di gomma per bere, portaborracce e un passo più lento. Per me, abituato sempre e comunque a pantaloncini e canottiera e niente altro, una specie di pianeta Marte.. Ed eccomi qua.. Mi piace fare i trail per la sensazione del viaggio nella natura e in me stesso, mi piace fare le corse brevi in montagna o le skyrace per il piacere di saltare le rocce invece che farci il giro, se non posso correre in natura ritrovo il gusto di correre con tante altre persone nelle strapaesane, con il sottile piacere di sentir definire una 20 km quasi piatta come "durissima" perché molto lunga..
Spero di non averti annoiato (è difficile sintetizzare una vita di corse) ma il succo del discorso è che tutto quello che ho provato me lo sento come un piacevole bagaglio da sfruttare (si può definire esperienza.?), a seconda del periodo e dello stato d'animo, per praticare sempre e comunque lo sport che mi piace ricavandone sempre piacevoli sensazioni, e anche se lo so in anticipo che ai 2/3 della prossima uscita mi dirò: "ma chi me l'ha fatto fare.?" il bilancio finale sarà sempre e comunque positivo.
Rilassati, fai quello che ti senti di fare senza sentirti in colpa.
Mi succede, corse brevi o lunghe che siano, gare o allenamenti è uguale, a circa 2/3 del tragitto, quando è troppo tardi per fermarsi ma manca ancora tanto per arrivare e la fatica comincia a prevalere sul piacere.
Poi nel corso della stagione, ogni anno, di solito proprio in questo periodo, mi passa la voglia di allenarmi e allora mi fermo o quasi (quest'anno no perché per me è una stagione sballata), vivo di rendita e faccio solo le gare alla domenica. E allora mi impongo lo stop per un mese o due e poi riprendo pian pianino con uscite brevi e tranquille, e la voglia di correre ritorna velocemente.
Se non mi sbaglio tu hai fatto tante gare molto pesanti e immagino con allenamenti adeguati e mi vien da dire meno male che il tuo corpo ti ha chiesto lo stop; non si può pretendere di forzare oltre il dovuto corpo e mente.
Fermati, rilassati, goditi il tempo che recuperi non allenandoti per stare con la famiglia e fare le cose che hai sempre rinviato, e quando il pensiero di una corsa non di darà più i conati, riprendi a correre ma piano, solo per il piacere di farlo. Quando poi, dopo un po' di uscite ricomincerai a riscoprire il benessere fisico e mentale che ti genera l'attività fisica, vedrai che ti tornerà la voglia anche di riaumentare distanze e andature, anche se non è detto per le stesse sfacchinate che hai fatto finora.
Ogni tot di anni poi, secondo me, bisogna anche rinfrescare gli obiettivi. Nel mio caso agli inizi correvo le strapaesane (erano gli anni '70, ero un ragazzino
Dopo una quindicina di anni di corsa in montagna ho cominciato a sentire che qualcosa non andava: sempre le stesse gare ed ogni anno anche sempre le stesse persone ogni anno più vecchie, me compreso..
Spero di non averti annoiato (è difficile sintetizzare una vita di corse) ma il succo del discorso è che tutto quello che ho provato me lo sento come un piacevole bagaglio da sfruttare (si può definire esperienza.?), a seconda del periodo e dello stato d'animo, per praticare sempre e comunque lo sport che mi piace ricavandone sempre piacevoli sensazioni, e anche se lo so in anticipo che ai 2/3 della prossima uscita mi dirò: "ma chi me l'ha fatto fare.?" il bilancio finale sarà sempre e comunque positivo.
Rilassati, fai quello che ti senti di fare senza sentirti in colpa.
Re: Fermarsi a guardare
Le parole di due uomini che stimo molto....
Rifletterò su quanto detto, grazie per aver condiviso con me le vostre esperienze che sicuramente mi aiuteranno ad osservare la situazione da prospettive diverse, domani ho in programma una passeggiata mattutina e sarà piacevole avere le vostre parole in testa. Felice serata...
Rifletterò su quanto detto, grazie per aver condiviso con me le vostre esperienze che sicuramente mi aiuteranno ad osservare la situazione da prospettive diverse, domani ho in programma una passeggiata mattutina e sarà piacevole avere le vostre parole in testa. Felice serata...
Re: Fermarsi a guardare
Ciao cicco... Valdigne 2008, ricordi? Sembra passata un'eternità...
Esperienza personale: si va a fasi, tre, quattro stagioni a spingere, poi un paio d'anni di molla... La mia fase e' finita al malandrino dell'anno scorso, poi un inverno di minuto mantenimento e dal servizio scopa al cortina trail coltivo solo la panzetta a birrette, arrivera' il momento in cui non mi piacerà più...
Passeggiata? Eeeee magari un cane?
Esperienza personale: si va a fasi, tre, quattro stagioni a spingere, poi un paio d'anni di molla... La mia fase e' finita al malandrino dell'anno scorso, poi un inverno di minuto mantenimento e dal servizio scopa al cortina trail coltivo solo la panzetta a birrette, arrivera' il momento in cui non mi piacerà più...
Passeggiata? Eeeee magari un cane?
Re: Fermarsi a guardare
Succede Cicco,Cicco ha scritto:Le parole di due uomini che stimo molto....
Rifletterò su quanto detto, grazie per aver condiviso con me le vostre esperienze che sicuramente mi aiuteranno ad osservare la situazione da prospettive diverse, domani ho in programma una passeggiata mattutina e sarà piacevole avere le vostre parole in testa. Felice serata...
per esperienza personale anche a chi fa sport vari e visti da fuori scaccia noia come il triathlon.
Le passeggiate, se ti va di farle, possono essere un toccasana - per me lo sono state e lo sono.
Se poi posso permettermi, sotto i 4' con Galeazzi è fantastico, ma era ieri. A quello che sarà domani ci devi ancora arrivare. Cosa resta?
Non dimenticare che "presente" è sinonimo di regalo!
rusty
Re: Fermarsi a guardare
Ricordo ricordo... il mitico marinaio d'alta quotapollo ha scritto:Ciao cicco... Valdigne 2008, ricordi? Sembra passata un'eternità...
Esperienza personale: si va a fasi, tre, quattro stagioni a spingere, poi un paio d'anni di molla... La mia fase e' finita al malandrino dell'anno scorso, poi un inverno di minuto mantenimento e dal servizio scopa al cortina trail coltivo solo la panzetta a birrette, arrivera' il momento in cui non mi piacerà più...
Passeggiata? Eeeee magari un cane?
Re: Fermarsi a guardare
rusty ha scritto:Succede Cicco,Cicco ha scritto:Le parole di due uomini che stimo molto....
Rifletterò su quanto detto, grazie per aver condiviso con me le vostre esperienze che sicuramente mi aiuteranno ad osservare la situazione da prospettive diverse, domani ho in programma una passeggiata mattutina e sarà piacevole avere le vostre parole in testa. Felice serata...
per esperienza personale anche a chi fa sport vari e visti da fuori scaccia noia come il triathlon.
Le passeggiate, se ti va di farle, possono essere un toccasana - per me lo sono state e lo sono.
Se poi posso permettermi, sotto i 4' con Galeazzi è fantastico, ma era ieri. A quello che sarà domani ci devi ancora arrivare. Cosa resta?
Non dimenticare che "presente" è sinonimo di regalo!
....... "presente" è sinonimo di regalo!
Grazie troppo spesso lo dimentico![]()
rusty
Re: Fermarsi a guardare
a me succede tutti gli anni!!!!
e così scelgo una gara l'anno e eventuale seconda change (quest'anno Lut ritirato - Transd'havet finisher) poi si corre per divertimento e magari una gara in autunno....
stimo, ma faccio fatica, a capire chi correre 4 - 5 ultra all'anno e il mio motto è se lo conosci lo eviti perciò mai una gara più di una volta tanto ce ne sono tante e bellissime che se non abbiamo la foga di fare tutto e subito possiamo godercele piano piano lentamente.
Così ogni anno si riparte carichi, magari le prestazioni o i miglioramenti non saranno eccelsi, ma non importa, un campione non lo sono e non lo diventerò l'importante è la gioia e le amicizie che questo sport mi dà.
ciauuu
Alessio
e così scelgo una gara l'anno e eventuale seconda change (quest'anno Lut ritirato - Transd'havet finisher) poi si corre per divertimento e magari una gara in autunno....
stimo, ma faccio fatica, a capire chi correre 4 - 5 ultra all'anno e il mio motto è se lo conosci lo eviti perciò mai una gara più di una volta tanto ce ne sono tante e bellissime che se non abbiamo la foga di fare tutto e subito possiamo godercele piano piano lentamente.
Così ogni anno si riparte carichi, magari le prestazioni o i miglioramenti non saranno eccelsi, ma non importa, un campione non lo sono e non lo diventerò l'importante è la gioia e le amicizie che questo sport mi dà.
ciauuu
Alessio
Re: Fermarsi a guardare
Cicco!!!
Per fortuna all'Ultrabericus avevamo l'autista già pronto....per correre!
La stessa "facilità" con cui sei passato a cimentarti nelle ultra, usala ora per staccare, per star bene; no obblighi, no tabelle, no orologio, fossi in te asseconderei le sensazioni.
Poi magari capita che all'improvviso torni a sentirti "leggero, nel vestito migliore, sulla testa un po' di sole ed in bocca una canzone"
Un abbraccio, ciao
Per fortuna all'Ultrabericus avevamo l'autista già pronto....per correre!
La stessa "facilità" con cui sei passato a cimentarti nelle ultra, usala ora per staccare, per star bene; no obblighi, no tabelle, no orologio, fossi in te asseconderei le sensazioni.
Poi magari capita che all'improvviso torni a sentirti "leggero, nel vestito migliore, sulla testa un po' di sole ed in bocca una canzone"
Un abbraccio, ciao