Fermarsi a guardare
Inviato: 06/09/2012, 19:40
Ebbene si, ci siamo, dopo tanti anni di corse sta accadendo quello che pensavo sarebbe prima o poi accaduto. Mi fermo a guardare. Negli ultimi due anni le uscite di corsa che mi hanno dato piacere non saranno più di 10, tutte le altre sono state DOVERE, FATICA e SVOGLIATEZZA.... Ultimamente ad ogni gara che faccio puntualmente mi mando a cagarere dicendomi che me ne sarei stato volentieri a casa. Dicono che le storie d'amore hanno sempre dei momenti di crisi, sarà così, sarà che con mia moglie crisi non ne ho mai avute ma sinceramente sono stanco di correre!!! Oggi ho riprovato dopo quasi 10 giorni di stop, 10 Km lenti lenti e battiti subito verso le stelle, cosa succede? le gambe sono due pezzi di legno, non è possibile obbligarsi a fare qualcosa che il corpo e la mente rifiutano puntualmente. Il problema non sussisterebbe se non amassi così profondamente il nostro sport. Come uscirne? qualcuno ha già attraversato momenti simili? che poi momenti non sono visto che il malessere viene da lontano e solo adesso lo sto mettendo a fuoco e lo riconosco come un "problema" reale. Pensavo di tornare agli inizi alle gare da 10 Km attorno a casa, magari seguire qualche tabella per maratona così da diversificare gli allenamenti. Non lo so, però sono preoccupato, ho fatto tutte le analisi ed i valori sono tutti OK eppure mi sento una stanchezza dentro, un malessere metabolico strano ogni volta che metto le scarpette da corsa....non sono un grande atleta certo ma neanche un neofita, credo di conoscermi con una discreta sufficienza, so distinguere quando vorrei starmene a letto invece di andare ad allenarmi e mi sforzo di andare, da quello che invece mi capita in questo periodo, è una sorta di rigetto totale. Mi sono accorto che da qualche tempo al mattino quando scendo dal letto faccio fatica ad appoggiare il piede sinistro, devo fare qualche passo per non sentire più dolore, probabilmente non c'entra nulla però.... Ricordo con nostalgia quando, qualche anno fa, una domenica mattina correvo sotto una pioggia battente su un cavalcavia deserto e sognavo di essere a New York, correvo sotto i quattro e simulavo Galeazzi gridando il mio nome all'arrivo, ecco, vorrei proprio ritornare a quel momento. Vorrei non aver mai corso le grandi Ultra che sognavo quando ho iniziato con il Trail, così da riprendermi tutta l'innocenza persa passando dal semplice gesto naturale della corsa a tutto quello che mi trovo adesso ad affrontare..