comincio a venirne fuori adesso, e ci vorrà un pò di tempo per tirare le somme e metterle in ordine...
nel frattempo ricevo da roberta dalla vecchia e volentieri pubblico:
TRANS D'HAVET
Bello il nome della gara
Magnifica location del tracciato
Originale, significativo e chiaro il LOGO che identifica la gara con le vette e il foro della galleria d'Havet
Impegnativa e tecnica la gara, soprattutto i primi 50 km
Organizzazione: 9+
Grazie, abbiamo partecipato a questo evento fatto veramente molto bene, complimenti all'organizzazione tutta.
Una volta all'anno io e mio marito scegliamo una gara da fare "assieme" che non vuol dire accanto; ognuno con il proprio ritmo come giusto che sia, ma all'interno dello stesso progetto.
E abbiamo scelto la Trans d'Havet. Perchè?
Perchè è nostra. Ci siamo nati sotto. La calpestiamo ad ogni stagione.
La catena delle Piccole Dolomiti è uno scrigno di bellezza non solo paesaggistica ma anche faunistica: volpi, camosci, lepri, cerbiatti, falchi,....
Non ci spaventava le "50 miglia" perchè volevamo farla e prepararla per farcela.
Mi sono allenata 9 mesi limitatamente alle mie capacità e tempo libero per portare a casa specificatamente solo questa gara.
L'unica nel mio panorama di atleta improvvisata. Mio marito l'ha fatta per noi.
Ed ecco è arrivato il giorno. Lo stomaco si chiude. L'agitazione non mi fa aprir bocca. Lo sguardo nel nulla. Non ci sono abituata alla fase pre- gara. Agitazione a mille. Mio marito è molto più tranquillo, anzi proprio tranquillo e sicuro.
Si parte.
Che caldo, che umidità che emozione! Testa bassa, pila frontale e concentrazione. Al forte Rione, dietro di me, solo pochi lumini...
Che dramma il primo cancello!!! al Passo Xomo....ci arriverò in tempo? Uffa il monte Alba perché sta lì?
Niente pausa nei ristori per paura di perdere tempo, solo rifornimento di liquidi al volo. Tre ristori così.
Passo il primo cancello per un pelo...poi il secondo...al Pian delle Fugazze...anche lì non troppo larga....ma un gentile "alpino" mi offre una minestra squisita, anche se una parte la faccio cadere dal piatto causa poco equilibrio. 3 minuti di pausa me li concedo per mangiarla. Noooo..! ora mi aspetta la salita alla Selletta al Sengio Alto, secondo me la più odiosa. Terribile dopo 43 km. Ma che vista passata la piccola forcella…mi si apre tutta la catena del Carega. Arrivo a Campogrosso in anticipo sul cancello aiutata da atleti che ti fanno compagnia e ti spronano. Una grazie a loro.
Ora su in arrampicata verso il Fraccaroli. Ci voleva una salita così dopo 55 KM.
Ma i ragazzi del soccorso alpino di vedetta ti mettono sicurezza.
Piove! mi copro ma sono più bagnata io di sudore e non riesco a infilarmi il K-Way.
A fine gara conteggerò 14 litri di liquidi ingurgitati e solamente sudati.
Ai piedi del rifugio il sole spacca le pietre e tutta la meraviglia del Carega ti si piomba innanzi.
Corro giù verso Scalorbi, felice perché finalmente ho passato lo scoglio altimetrico della gara.
Ora non so cosa mi aspetta perché non mi sono mai avventurata oltre.
Ho volutamente lasciato fuori dai miei allenamenti pre-gara l'ultimo tratto per gustarmelo in gara. E così è stato. Finalmente al penultimo ristoro solido/liquido, allo Scalorbi, riesco a "rilassarmi".
Mi sembra di non essere più perseguitata dai cancelli. Mi concedo una pausa di 5 minuti e mangio!
Lo speck … squisito !!! il grana !!! la banana essiccata !!! la mela… Mi hanno offerto pure la birra !!! (si può dire??). Forse ero anche predisposta io ma a questo ristoro dò un bel 10!
Sono stata servita ottimamente. Grazie.
Riparto rifornita di energia, finalmente, e vado.
Mi sento in gran forma (?).
Procedo con il mio ritmo di allenamento (cioè piano), corro ma senza la frenesia dei primi 50 KM di gara.
Riesco pure a scambiare qualche parola con concorrenti che incrocio, sorpasso, reincrocio e…poi, risorpasso…per una specie di mini gara a due. Poi in discesa vedo che i maschi fanno più fatica, è il loro punto debole, e lì li frego

ma per poco:-( appena c'è una salitina mi raggiungono.
Il tratto dallo Scalorbi a Cima Marana a me inedito: SPETTACOLARE.
I paesaggi così solitari sono i miei preferiti.
I bivacchi così sgangherati e asimmetrici, le pozze, le guglie che ogni tanto affiorano….il gregge che risuona e riempie di vita questa landa.
Corro e raggiungo l'ultimo ristoro a Malga Campodavanti. Mangio e bevo anche qui e poi solo discesa infinita, interminabile verso la civiltà. C'è chi mi dice che mancano solo 7 Km, chi 5.
Passa un'ora e ancora uno mi comunica che servono altri km….avanti. Contrade, curve, rettilinei e ancora contrade.
Dov'è Valdagno ???? A dire la verità non vedo l'ora di vedere un grosso agglomerato di case.
Non ne posso più di prati, alberi, mucche, sentieri…voglio l'asfalto !!!
Sono stanca. Ora sento i piedi bruciare. Quando finalmente "credo" di essere arrivata in città l'ultimo alpino, seduto su una comoda poltrona mi dice che sì…brava…ti mancano solo, dico SOLO 4 KM !!!
COSAAAA?? Che sofferenza.
Ancora contrade, ruscelli, sentieri che sarebbero stupendi in condizione normale, ma ora…fanno soffrire.
Vado, sorpasso diversi atleti che camminano, non corrono più. Io corro perché voglio finirla!!!
Dai..vedo una strada, case popolari…via, ci sono! Non vedo l'ora di vedere la mia famiglia al Traguardo.
Stanno bloccando il traffico per me! per farmi passare… !
Ci sono 800 mt all'arrivo.
Un giovane in bici mi si affianca, mi legge il pettorale: 12.
Dai, mi dice, hai fatto i 40, sei arrivata. Eh no! gli dico, sono 80!
Ho fatto gli OTTANTACHILOMETRI.
Ed ecco viene ad abbracciarmi e ad accogliermi Corrado, mio marito. Incredulo. Mi aspettava per la cena!
Ancora pochi metri, imbocco il viale dell'arrivo.
Sento un nodo alla gola. Un'emozione grande. Una soddisfazione unica.
Un'accoglienza degna e solare. Grazie.
Gli amici e gli sconosciuti mi festeggiano.
I mie figli sono già ritornati a casa per la messa degli scout (Dovevo correre più veloce...).
Ho concluso la mia prima Ultra Trail. Mio marito 3 ore prima!
La dedico alla mia famiglia che me ne ha dato l'opportunità non solo di farla, ma di prepararla con degli allenamenti specifici, che sono assai più impegnativi in termini di tempo.
Ringrazio tutto il team dell'organizzazione. Avete preparato e organizzato in modo ottimale una gara molto particolare e bella. Tutto in orario: briefing, trasferimento in corriera, partenza. Ringrazio tutti gli assistenti lungo i percorsi: alpini, soccorso, staff e volontari. Le crocerossine che ci hanno assistito al Palazzetto. Tutti, le menti e le braccia.
Ringrazio infine i miei molti compagni di viaggio dei quali non ricordo il pettorale ma il sorriso.
Chi mi ha offerto una parola, chi un Lion, chi mi ha filmato, chi mi ha incoraggiato e chi mi ha superato.
Poi vorrei farmi perdonare da chi ho superato io, magari anche a pochi metri dal traguardo.
Una gara è sempre una gara.
La si corre fino alla fine.
Roberta e Corrado