Trans d'Havet (VI) 28.07.2012

Anteprime e cronache

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Questa sezione è dedicata alle anteprime e ai racconti delle gare.
Nel titolo scrivete il nome della gara, la provincia e la data di svolgimento.
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Mauronacci
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Re: Trans d'Havet uno 28.07.12 (vi)

Messaggio da Mauronacci »

[quote="Canesciolto"]

Molto lungo e monotono il girovagare per campi prima di entrare a Valdagno, in effetti quando si scende e soprattutto quando si è stanchi non si vede l'ora di arrivare.

Sono d'accordo ma ficcare dentro testa e braccia nell'ultimo fontanone (tenuto con cura come un oracolo) con l'acqua freschisssima ha alleviato l'ultimo zig zag costruito ad hoc giusto per vedere se ci stavamo ancora di testa!! :lol: :lol:
Marietto
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Iscritto il: 06/09/2010, 13:35

Re: Trans d'Havet uno 28.07.12 (vi)

Messaggio da Marietto »

Ehhh....che gara questa!!!
Gli organizzatori stanno recuperando le energie dopo un "tour-de-force" incredibile....
un DOPPIO impegno il loro.....perchè alla fine sono stati anche costretti a tamponare (direi magistralmente) il disagio causato da alcuni problemi dell'ultimo minuto.....
Cosa dire...per chi considerava le montagne vicentine poca cosa....bhè...vi siete beccati il meglio che si poteva scegliere...e speriamo di rivederci tutti l'anno prossimo!!!!
Come dimenticare:
- il "sentiero delle creste" fatto di notte
- l'alba spettacolare sul sentiero delle 52 gallerie :o
- la stessa alba ancora negli occhi di Cristiano (KAPO) quando ha tagliato il traguardo!! ;)
- la salita al boale fondi....fatta tantissime volte in allenamento....ma questa non la dimenticherò mai!!!
- gli immensi e stupendi prati, a me sconosciuti, nei tratti corribili prima della discesona finale
- l'ultima, eterna (ma perchè ero KOTTO io) discesa....cmq molto bella...soprattutto il primo tratto tecnico!
- quell'ultima fontana...ancora non so se era realtà o un miraggio dovuto alla stanchezza....acqua azzurra...freschissima e buonissima!!!!
- e poi il sorriso del POLLO e di tutti gli altri organizzatori ad attendere tutti all'arrivo....

Ma ora passiamo alle "cose serie"....CLAUDIO (sempre lui :lol: :lol: ) ma porca pupattola:
- chi si è fregato l'anguria che dovevi farmi trovare nell'ultima fontana??? :lol: :lol: era da almeno 40 km che me la sognavo... :lol:
- hai avuto una settimana di tempo....possibile che non sei riuscito a togliere un pò di "boasse" (cacche mucche) sull'ultimo strappo alla corce del Summano??? :lol:

BRAVI TUTTI !!!!
Sack
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Iscritto il: 23/07/2012, 18:57

Re: Trans d'Havet uno 28.07.12 (vi)

Messaggio da Sack »

Premettendo la mia poca esperienza nei Trail, ho giusto corso qualche gara da 4 /5 ore, ho comunque terminato un "Cromagnon" e diversi Ironman nel Triathlon.
Dopo un paio d'anni di quasi inattività corsaiola per problemi fisici, dopo un anno dalla ripresa mi sono iscritto alla TdH con rinnovato coraggio ( e ce ne voleva) ed entusiasmo, quest'ultimo alimentato dall'organizzazione da grande manifestazione quale è stata;
il coraggio, é invece scemato piano piano e dopo un onorevole passaggio allo Xomo ampiamente dentro al limite del cancello, una crisi sulle Gallerie (che è stata comune a molti, a quanto ho letto). La visione del Carega sullo sfondo della discesa al Fugazze, apparentemente lontanissimo e irraggiungibile, dove ero stanco ma non stremato, ma nella testa rimbombavano le raccomandazioni del breefing, sulle difficoltà di gestire ritiri oltre quel limite, sulla durezza dell'ascesa al Fraccaroli, sulla lunghezza e difficoltà della discesa finale....ora si legge invece di aver sentito nel parcheggio di tener duro fino al 53° km poi è tutta corribile e la discesa a tutta ...? un po' ti cambia la visione ed in effetti ,dai parziali, non si notano ritiri oltre il pian delle Fugazze
RIBADISCO ... la mia poca esperienza, la mia poca conoscenza del percorso,sicuramente mi è mancato il Cuore, non è una scusa è solo colpa mia...ma dopo i meritati complimenti ai quali mi associo assolutamente, un unico piccolo appunto: .., un pizzico in meno di terrorismo sul percorso e forse alcuni di noi ritirati non lo sarebbero stati...
COMUNQUE GRANDISSIMI ... mi avete regalato 8 ore di emozioni che da un po' non provavo; il ritiro ..? solo un incentivo in più a non mancare nel 2013
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pollo
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Iscritto il: 09/09/2010, 9:27

Re: Trans d'Havet uno 28.07.12 (vi)

Messaggio da pollo »

comincio a venirne fuori adesso, e ci vorrà un pò di tempo per tirare le somme e metterle in ordine...
nel frattempo ricevo da roberta dalla vecchia e volentieri pubblico:


TRANS D'HAVET

Bello il nome della gara
Magnifica location del tracciato
Originale, significativo e chiaro il LOGO che identifica la gara con le vette e il foro della galleria d'Havet
Impegnativa e tecnica la gara, soprattutto i primi 50 km
Organizzazione: 9+
Grazie, abbiamo partecipato a questo evento fatto veramente molto bene, complimenti all'organizzazione tutta.
Una volta all'anno io e mio marito scegliamo una gara da fare "assieme" che non vuol dire accanto; ognuno con il proprio ritmo come giusto che sia, ma all'interno dello stesso progetto.
E abbiamo scelto la Trans d'Havet. Perchè?
Perchè è nostra. Ci siamo nati sotto. La calpestiamo ad ogni stagione.
La catena delle Piccole Dolomiti è uno scrigno di bellezza non solo paesaggistica ma anche faunistica: volpi, camosci, lepri, cerbiatti, falchi,....
Non ci spaventava le "50 miglia" perchè volevamo farla e prepararla per farcela.
Mi sono allenata 9 mesi limitatamente alle mie capacità e tempo libero per portare a casa specificatamente solo questa gara.
L'unica nel mio panorama di atleta improvvisata. Mio marito l'ha fatta per noi.
Ed ecco è arrivato il giorno. Lo stomaco si chiude. L'agitazione non mi fa aprir bocca. Lo sguardo nel nulla. Non ci sono abituata alla fase pre- gara. Agitazione a mille. Mio marito è molto più tranquillo, anzi proprio tranquillo e sicuro.
Si parte.
Che caldo, che umidità che emozione! Testa bassa, pila frontale e concentrazione. Al forte Rione, dietro di me, solo pochi lumini...
Che dramma il primo cancello!!! al Passo Xomo....ci arriverò in tempo? Uffa il monte Alba perché sta lì?
Niente pausa nei ristori per paura di perdere tempo, solo rifornimento di liquidi al volo. Tre ristori così.
Passo il primo cancello per un pelo...poi il secondo...al Pian delle Fugazze...anche lì non troppo larga....ma un gentile "alpino" mi offre una minestra squisita, anche se una parte la faccio cadere dal piatto causa poco equilibrio. 3 minuti di pausa me li concedo per mangiarla. Noooo..! ora mi aspetta la salita alla Selletta al Sengio Alto, secondo me la più odiosa. Terribile dopo 43 km. Ma che vista passata la piccola forcella…mi si apre tutta la catena del Carega. Arrivo a Campogrosso in anticipo sul cancello aiutata da atleti che ti fanno compagnia e ti spronano. Una grazie a loro.
Ora su in arrampicata verso il Fraccaroli. Ci voleva una salita così dopo 55 KM.
Ma i ragazzi del soccorso alpino di vedetta ti mettono sicurezza.
Piove! mi copro ma sono più bagnata io di sudore e non riesco a infilarmi il K-Way.
A fine gara conteggerò 14 litri di liquidi ingurgitati e solamente sudati.
Ai piedi del rifugio il sole spacca le pietre e tutta la meraviglia del Carega ti si piomba innanzi.
Corro giù verso Scalorbi, felice perché finalmente ho passato lo scoglio altimetrico della gara.
Ora non so cosa mi aspetta perché non mi sono mai avventurata oltre.
Ho volutamente lasciato fuori dai miei allenamenti pre-gara l'ultimo tratto per gustarmelo in gara. E così è stato. Finalmente al penultimo ristoro solido/liquido, allo Scalorbi, riesco a "rilassarmi".
Mi sembra di non essere più perseguitata dai cancelli. Mi concedo una pausa di 5 minuti e mangio!
Lo speck … squisito !!! il grana !!! la banana essiccata !!! la mela… Mi hanno offerto pure la birra !!! (si può dire??). Forse ero anche predisposta io ma a questo ristoro dò un bel 10!
Sono stata servita ottimamente. Grazie.
Riparto rifornita di energia, finalmente, e vado.
Mi sento in gran forma (?).
Procedo con il mio ritmo di allenamento (cioè piano), corro ma senza la frenesia dei primi 50 KM di gara.
Riesco pure a scambiare qualche parola con concorrenti che incrocio, sorpasso, reincrocio e…poi, risorpasso…per una specie di mini gara a due. Poi in discesa vedo che i maschi fanno più fatica, è il loro punto debole, e lì li frego :-) ma per poco:-( appena c'è una salitina mi raggiungono.
Il tratto dallo Scalorbi a Cima Marana a me inedito: SPETTACOLARE.
I paesaggi così solitari sono i miei preferiti.
I bivacchi così sgangherati e asimmetrici, le pozze, le guglie che ogni tanto affiorano….il gregge che risuona e riempie di vita questa landa.
Corro e raggiungo l'ultimo ristoro a Malga Campodavanti. Mangio e bevo anche qui e poi solo discesa infinita, interminabile verso la civiltà. C'è chi mi dice che mancano solo 7 Km, chi 5.
Passa un'ora e ancora uno mi comunica che servono altri km….avanti. Contrade, curve, rettilinei e ancora contrade.
Dov'è Valdagno ???? A dire la verità non vedo l'ora di vedere un grosso agglomerato di case.
Non ne posso più di prati, alberi, mucche, sentieri…voglio l'asfalto !!!
Sono stanca. Ora sento i piedi bruciare. Quando finalmente "credo" di essere arrivata in città l'ultimo alpino, seduto su una comoda poltrona mi dice che sì…brava…ti mancano solo, dico SOLO 4 KM !!!
COSAAAA?? Che sofferenza.
Ancora contrade, ruscelli, sentieri che sarebbero stupendi in condizione normale, ma ora…fanno soffrire.
Vado, sorpasso diversi atleti che camminano, non corrono più. Io corro perché voglio finirla!!!
Dai..vedo una strada, case popolari…via, ci sono! Non vedo l'ora di vedere la mia famiglia al Traguardo.
Stanno bloccando il traffico per me! per farmi passare… !
Ci sono 800 mt all'arrivo.
Un giovane in bici mi si affianca, mi legge il pettorale: 12.
Dai, mi dice, hai fatto i 40, sei arrivata. Eh no! gli dico, sono 80!
Ho fatto gli OTTANTACHILOMETRI.
Ed ecco viene ad abbracciarmi e ad accogliermi Corrado, mio marito. Incredulo. Mi aspettava per la cena!
Ancora pochi metri, imbocco il viale dell'arrivo.
Sento un nodo alla gola. Un'emozione grande. Una soddisfazione unica.
Un'accoglienza degna e solare. Grazie.
Gli amici e gli sconosciuti mi festeggiano.
I mie figli sono già ritornati a casa per la messa degli scout (Dovevo correre più veloce...).
Ho concluso la mia prima Ultra Trail. Mio marito 3 ore prima!
La dedico alla mia famiglia che me ne ha dato l'opportunità non solo di farla, ma di prepararla con degli allenamenti specifici, che sono assai più impegnativi in termini di tempo.
Ringrazio tutto il team dell'organizzazione. Avete preparato e organizzato in modo ottimale una gara molto particolare e bella. Tutto in orario: briefing, trasferimento in corriera, partenza. Ringrazio tutti gli assistenti lungo i percorsi: alpini, soccorso, staff e volontari. Le crocerossine che ci hanno assistito al Palazzetto. Tutti, le menti e le braccia.
Ringrazio infine i miei molti compagni di viaggio dei quali non ricordo il pettorale ma il sorriso.
Chi mi ha offerto una parola, chi un Lion, chi mi ha filmato, chi mi ha incoraggiato e chi mi ha superato.
Poi vorrei farmi perdonare da chi ho superato io, magari anche a pochi metri dal traguardo.
Una gara è sempre una gara.
La si corre fino alla fine.
Roberta e Corrado
Robychao
Messaggi: 112
Iscritto il: 20/09/2010, 10:22

Re: Trans d'Havet uno 28.07.12 (vi)

Messaggio da Robychao »

pollo ha scritto:comincio a venirne fuori adesso, e ci vorrà un pò di tempo per tirare le somme e metterle in ordine...
nel frattempo ricevo da roberta dalla vecchia e volentieri pubblico:


TRANS D'HAVET

Bello il nome della gara
Magnifica location del tracciato
Originale, significativo e chiaro il LOGO che identifica la gara con le vette e il foro della galleria d'Havet
Impegnativa e tecnica la gara, soprattutto i primi 50 km
Organizzazione: 9+
Grazie, abbiamo partecipato a questo evento fatto veramente molto bene, complimenti all'organizzazione tutta.
Una volta all'anno io e mio marito scegliamo una gara da fare "assieme" che non vuol dire accanto; ognuno con il proprio ritmo come giusto che sia, ma all'interno dello stesso progetto.
E abbiamo scelto la Trans d'Havet. Perchè?
Perchè è nostra. Ci siamo nati sotto. La calpestiamo ad ogni stagione.
La catena delle Piccole Dolomiti è uno scrigno di bellezza non solo paesaggistica ma anche faunistica: volpi, camosci, lepri, cerbiatti, falchi,....
Non ci spaventava le "50 miglia" perchè volevamo farla e prepararla per farcela.
Mi sono allenata 9 mesi limitatamente alle mie capacità e tempo libero per portare a casa specificatamente solo questa gara.
L'unica nel mio panorama di atleta improvvisata. Mio marito l'ha fatta per noi.
Ed ecco è arrivato il giorno. Lo stomaco si chiude. L'agitazione non mi fa aprir bocca. Lo sguardo nel nulla. Non ci sono abituata alla fase pre- gara. Agitazione a mille. Mio marito è molto più tranquillo, anzi proprio tranquillo e sicuro.
Si parte.
Che caldo, che umidità che emozione! Testa bassa, pila frontale e concentrazione. Al forte Rione, dietro di me, solo pochi lumini...
Che dramma il primo cancello!!! al Passo Xomo....ci arriverò in tempo? Uffa il monte Alba perché sta lì?
Niente pausa nei ristori per paura di perdere tempo, solo rifornimento di liquidi al volo. Tre ristori così.
Passo il primo cancello per un pelo...poi il secondo...al Pian delle Fugazze...anche lì non troppo larga....ma un gentile "alpino" mi offre una minestra squisita, anche se una parte la faccio cadere dal piatto causa poco equilibrio. 3 minuti di pausa me li concedo per mangiarla. Noooo..! ora mi aspetta la salita alla Selletta al Sengio Alto, secondo me la più odiosa. Terribile dopo 43 km. Ma che vista passata la piccola forcella…mi si apre tutta la catena del Carega. Arrivo a Campogrosso in anticipo sul cancello aiutata da atleti che ti fanno compagnia e ti spronano. Una grazie a loro.
Ora su in arrampicata verso il Fraccaroli. Ci voleva una salita così dopo 55 KM.
Ma i ragazzi del soccorso alpino di vedetta ti mettono sicurezza.
Piove! mi copro ma sono più bagnata io di sudore e non riesco a infilarmi il K-Way.
A fine gara conteggerò 14 litri di liquidi ingurgitati e solamente sudati.
Ai piedi del rifugio il sole spacca le pietre e tutta la meraviglia del Carega ti si piomba innanzi.
Corro giù verso Scalorbi, felice perché finalmente ho passato lo scoglio altimetrico della gara.
Ora non so cosa mi aspetta perché non mi sono mai avventurata oltre.
Ho volutamente lasciato fuori dai miei allenamenti pre-gara l'ultimo tratto per gustarmelo in gara. E così è stato. Finalmente al penultimo ristoro solido/liquido, allo Scalorbi, riesco a "rilassarmi".
Mi sembra di non essere più perseguitata dai cancelli. Mi concedo una pausa di 5 minuti e mangio!
Lo speck … squisito !!! il grana !!! la banana essiccata !!! la mela… Mi hanno offerto pure la birra !!! (si può dire??). Forse ero anche predisposta io ma a questo ristoro dò un bel 10!
Sono stata servita ottimamente. Grazie.
Riparto rifornita di energia, finalmente, e vado.
Mi sento in gran forma (?).
Procedo con il mio ritmo di allenamento (cioè piano), corro ma senza la frenesia dei primi 50 KM di gara.
Riesco pure a scambiare qualche parola con concorrenti che incrocio, sorpasso, reincrocio e…poi, risorpasso…per una specie di mini gara a due. Poi in discesa vedo che i maschi fanno più fatica, è il loro punto debole, e lì li frego :-) ma per poco:-( appena c'è una salitina mi raggiungono.
Il tratto dallo Scalorbi a Cima Marana a me inedito: SPETTACOLARE.
I paesaggi così solitari sono i miei preferiti.
I bivacchi così sgangherati e asimmetrici, le pozze, le guglie che ogni tanto affiorano….il gregge che risuona e riempie di vita questa landa.
Corro e raggiungo l'ultimo ristoro a Malga Campodavanti. Mangio e bevo anche qui e poi solo discesa infinita, interminabile verso la civiltà. C'è chi mi dice che mancano solo 7 Km, chi 5.
Passa un'ora e ancora uno mi comunica che servono altri km….avanti. Contrade, curve, rettilinei e ancora contrade.
Dov'è Valdagno ???? A dire la verità non vedo l'ora di vedere un grosso agglomerato di case.
Non ne posso più di prati, alberi, mucche, sentieri…voglio l'asfalto !!!
Sono stanca. Ora sento i piedi bruciare. Quando finalmente "credo" di essere arrivata in città l'ultimo alpino, seduto su una comoda poltrona mi dice che sì…brava…ti mancano solo, dico SOLO 4 KM !!!
COSAAAA?? Che sofferenza.
Ancora contrade, ruscelli, sentieri che sarebbero stupendi in condizione normale, ma ora…fanno soffrire.
Vado, sorpasso diversi atleti che camminano, non corrono più. Io corro perché voglio finirla!!!
Dai..vedo una strada, case popolari…via, ci sono! Non vedo l'ora di vedere la mia famiglia al Traguardo.
Stanno bloccando il traffico per me! per farmi passare… !
Ci sono 800 mt all'arrivo.
Un giovane in bici mi si affianca, mi legge il pettorale: 12.
Dai, mi dice, hai fatto i 40, sei arrivata. Eh no! gli dico, sono 80!
Ho fatto gli OTTANTACHILOMETRI.
Ed ecco viene ad abbracciarmi e ad accogliermi Corrado, mio marito. Incredulo. Mi aspettava per la cena!
Ancora pochi metri, imbocco il viale dell'arrivo.
Sento un nodo alla gola. Un'emozione grande. Una soddisfazione unica.
Un'accoglienza degna e solare. Grazie.
Gli amici e gli sconosciuti mi festeggiano.
I mie figli sono già ritornati a casa per la messa degli scout (Dovevo correre più veloce...).
Ho concluso la mia prima Ultra Trail. Mio marito 3 ore prima!
La dedico alla mia famiglia che me ne ha dato l'opportunità non solo di farla, ma di prepararla con degli allenamenti specifici, che sono assai più impegnativi in termini di tempo.
Ringrazio tutto il team dell'organizzazione. Avete preparato e organizzato in modo ottimale una gara molto particolare e bella. Tutto in orario: briefing, trasferimento in corriera, partenza. Ringrazio tutti gli assistenti lungo i percorsi: alpini, soccorso, staff e volontari. Le crocerossine che ci hanno assistito al Palazzetto. Tutti, le menti e le braccia.
Ringrazio infine i miei molti compagni di viaggio dei quali non ricordo il pettorale ma il sorriso.
Chi mi ha offerto una parola, chi un Lion, chi mi ha filmato, chi mi ha incoraggiato e chi mi ha superato.
Poi vorrei farmi perdonare da chi ho superato io, magari anche a pochi metri dal traguardo.
Una gara è sempre una gara.
La si corre fino alla fine.
Roberta e Corrado


Bravissima Roberta
te la sei meritata!!!!!!!!!
Un abbraccione

Roberta
Robychao
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Re: Trans d'Havet uno 28.07.12 (vi)

Messaggio da Robychao »



A TUTTO LO STAFF




CONGRATULAZIONI !!!!!!!!!!

PER L' OTTIMO RISULTATO OTTENUTO

GRAZIE









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mia
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Re: Trans d'Havet uno 28.07.12 (vi)

Messaggio da mia »

Che gara ragazzi! Forse la più dura tra quelle che ho fatto, senza dubbio tra le più belle.

Quando tutto funziona bene e si passa una giornata così emozionante il primo pensiero va all'organizzazione, perchè non credo proprio sia semplice mettere insieme una macchina del genere, quindi grazie davvero.

Un altro pensiero è per questo meraviglioso mondo del trail, dove ormai mi sento come a casa, in famiglia. A volte non ricordo i nomi, ma i sorrisi che ritrovo ad ogni partenza sono ogni volta più numerosi e più calorosi, è davvero bello essere parte di tutto questo.

Avrei voglia di stare un po' qui a scrivere, ma oggi ho già speso troppo tempo sulle foto, così devo limitarmi a condividere l'album, sperando che le immagini che ho raccolto possano trasferire a chi legge, specialmente se non ha corso, le emozioni che abbiamo vissuto.

http://www.facebook.com/media/set/?set= ... aacf43e585

Grazie ancora a tutti
Mia
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Re: Trans d'Havet uno 28.07.12 (vi)

Messaggio da Filo »

Filo ha scritto:Titolo: LA TRANS D'HAVET E' BELLISSIMA
Sottotitolo: e io non cambio mai....
Partiamo in gruppetto Christian Insam, Daniele Palladino, Roberto Rondoni, Stefano Ruzza e io. L'umidità del bosco della prima salita è così avvolgente che ci fa sentire ancora più vicini. Tutti ci studiamo e ognuno cerca di trovare il proprio ritmo senza strafare. Robbi e Palla si gridano e vicenda e scherzano per scaricare la tensione. Christian è il primo a rompere gli indugi e decide di provarci fin da subito, tentando l'allungo. Solo Palla lo segue con una facilità disarmante, sembra che vada con il freno a mano tirato e che soffra ad andare così piano in salita. Poi comincia la discesa e Palla rallenta e ci fa passare. Seguo Stefano e raggiungiamo Christian che è molto determinato e sulla seconda salita ci distanzia nuovamente. Vedo che Stefano, sempre ottimo tattico, non lo segue. Proseguiamo a buon ritmo fino al colle Xomo, da dietro stanno arrivando anche Rondo e Palla, mi fermo poco e riparto subito in seconda posizione. Stranamente lungo la salita delle 52 gallerie non mi raggiunge nessuno, vedo le lampade dietro di me ma sono sempre alla stessa distanza. E' l'alba e il panorama che si comincia a vedere toglie il fiato. Tutto sembra procedere per il meglio, quando sento ala mia sinistra qualcuno che mi dice "ciao", il tempo di rispondere e Palla è già a 10 metri. Mi ha superato al doppio della mia velocità. Poi comincia una lieve discesa, dove riesco a tenere il suo ritmo. Quando la discesa si accentua riesco a recuperare e mi avvicino a 4/500 metri da lui. Sono ancora stordito dalla velocità con cui mi ha superato in salita, quando vedo una deviazione a destra rispetto alla strada bianca che stiamo percorrendo. Alt, un attimo, ma Palla dov'è. Lo vedo è andato dritto, fischio e lo chiamo a gran voce per salvarlo dall'errore di percorso (ricordiamoci che sono campione interplanetario in materia). Mi sente e risale per prendere la deviazione che gli indico. Mi ritrovo secondo e provo a distanziarlo su una discesa abbastanza ripida. Vado a tutta (Beppe me lo aveva detto "se fossi in te proverei ad andare in discesa") e ci provo.
E qui finisce il primo capitolo.
Ci provo a tal punto che quando la discesa nel bosco incrocia la strada bianca, vedo una traccia nel prato che taglia la curva e la percorro, avrò tagliato 2 metri di strada, la differenza tra una semicirconferenza e il diametro. Ma siccome sono campione interplanetario di errori di percorso un piccolo dubbio si annida nella mia testa. Ma non c’è tempo per pensare troppo, Palla sta arrivando. So che si deve scendere fino a Campogrosso dove c’è il ristoro così spingo a tutta. Mi ci vuole un po’ di tempo prima di accorgermi che non ci sono più balise e l’unica soluzione è tornare indietro. Sono sicuro che mi stanno superando tutti così corro più veloce che posso e ritrovo il bivio corretto. Faccio un breve bilancio: ho tagliato 2 metri per farne 2370 in più e mi hanno passato in 3. In pratica ho salvato Palla ma mi sono inguaiato io. Dopo poco recupero Robbi, ma mi ci vuole un po’ per raggiungere Stefano (che mi dice che anche lui ha fatto lo stesso errore) e procedo dietro di lui, Palla è andato! Sicuramente sulla parte corribile prima della discesa sarà impendibile.
Quando vedo che Stefano si distacca, mi guardo in giro, rifletto un attimo, e mi chiedo se valga la pena di seguirlo (conoscendo le sue progressioni) rischiando di saltare?
Mi trovo in un posto stupendo, quasi irreale, così rallento, mi godo il paesaggio e il viaggio fino alla fine.
Oggi quando ho guardato la traccia GPS, mi è preso un po’ di sconforto nel vedere che ho perso ben 13 minuti. Ma non tutti i mali vengono per nuocere. Probabilmente la classifica sarebbe stata la stessa, ma io, mi sarei perso parte di una magnifica avventura.

Grazie Organization Team!
Marietto
Messaggi: 2615
Iscritto il: 06/09/2010, 13:35

Re: Trans d'Havet uno 28.07.12 (vi)

Messaggio da Marietto »

Semmai un giorno qualche organizzatore decidesse di istituire anche un PREMIO per la SIGNORILITA'.....bhè....FILO a quest'ora avrebbe le mensole di casa piene!!!! ;)

Cmq ragazzi mi sa che ci dobbiamo attrezzare diversamente...CLAUDIO (tanto per cambiare :lol: ) ha giurato "Mai più balise....solo raid-trail!!!" :lol: :lol:
denise
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Iscritto il: 06/09/2010, 19:32

Re: Trans d'Havet uno 28.07.12 (vi)

Messaggio da denise »

Trans D'Havet: prove generali di un Mondiale di specialità
Daniele Palladino e Francesca Canepa Campioni Italiani IUTA 2012 di UltraTrail
Sono Daniele Palladino e Francesca Canepa i neo Campioni Italiani di Ultratrail medio. Daniele Palladino, Polisportiva Scandiano, reduce dal prestigioso oro a squadre conquistato ai recenti Mondiali di 100 km, svoltisi il 22 aprile in quel di Seregno, alla sua prima vera esperienza in alta quota, non fallisce la prova e già a metà percorso, quando sulle piccole Dolomiti albeggia, è già primo e vi rimane sino all’arrivo posto in Valdagno, provincia di Vicenza, chiudendo la sua ottima prova, unico atleta, in meno di 11 ore, ovvero 10h58’44’’.
Una conferma invece per la valdostana Francesca Canepa, non affiliata ad alcuna società, addirittura sesta assoluta al traguardo, e sicuramente una delle più forti atlete attualmente in circolazione a livello europeo. La Canepa ha chiuso al sesto posto assoluto in 11h44’45’’.

Bene anche gli altri atleti ultratop: Filippo Canetta (4°), Fabio Granzotto (11°), Daniele Giusti (23°), Anne Marie Gross (2^), Giuliana Arrigoni (3^), Cristina Zantedeschi (5^), Maria Ilaria Fossati (6^).
La Trans d'Havet, 50 miglia sulle piccole Dolomiti Venete, che ha visto la partenza da Piovene Rocchette a mezzanotte di venerdì 27 luglio e l'arrivo in Corso Italia e nella bellissima piazza centrale di Valdagno, ha riscosso un grande successo e notevoli consensi da parte dei concorrenti, affascinati dai suggestivi sentieri e percorsi disegnati nella Prealpi Venete. Quasi 300 presenze sulla lunga distanza, un ultratrail molto tecnico quanto affascinante, che ha visto alla partenza molti dei più forti atleti trail italiani, nonché molti azzurri di specialità. Il percorso di 80 km prevedeva la salita al Monte Summano, Novegno e Alba, attraverso infiniti saliscendi, poi imboccate le famose 52 gallerie per scendere verso la Strada degli Eroi, quasi a strapiombo sulle piccole Dolomiti, fino all’uscita della Galleria del Generale D’Havet (da cui il nome della manifestazione) per arrivare a metà percorso circa al passo di Pian delle Fugazze. Da qui i concorrenti in nuova risalita verso le cime opposte, sul Carega, in un saliscendi continuo e poi gli ultimi 10 km circa in discesa attraverso soffici prati, giù fino al centro di Valdagno, ove la maggior parte dei concorrenti è arrivata nel pomeriggio mentre gli ultimi in serata, per totali 23 ore di tempo massimo concessi dall’Organizzazione guidata dal duo vincente dell’Ultrabericus Team, Claudio Cunegatti e Enrico Pollini, supportati più che validamente dal Gruppo sportivo Alpini di Vicenza, dall’Associazione Nazionale Alpini, dal Puro Sport Culture e dalla Polisportiva Valdagno. Un percorso promosso a pieni voti, un medio Ultratrail su una distanza ottimale ad ospitare un Campionato del Mondo che si vuol definire di specialità, organizzazione perfetta e una logistica buona, considerando la vicinanza di rifugi e centri turistici come Recoaro a pochi chilometri da Valdagno.
La manifestazione era valida sia come 1° Campionato Italiano di Ultratrail (distanza media), istituito dalla IUTA, sia come tappa del Gran Prix IUTA 2012 di Ultratrail.
Oltre al Presidente IUTA Gregorio Zucchinali erano presenti alla manifestazione anche lo spagnolo Francisco Sanchez (Paco) Rico, componente del Consiglio Esecutivo della IAU e rappresentante Europeo, e il coordinatore tecnico FIDAL dell’Ultramaratona, Stefano Scevaroli. Paco Rico è stato delegato dalla IAU in qualità di osservatore della manifestazione, che è candidata ufficiale ad ospitare il Campionato del mondo IAU di Trail del 2014.

Com. stampa IUTA

p.s.il comunicato è sul sito istituzionale IUTA ma, ehm per non ingenerare malumori non metto il link
cercate IUTA e lo trovate se volete :oops:
Le foto sono mie, se usate, mantenere i crediti per favore, grazie ... :oops:

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