Dico la mia su alcuni modelli, quelli che ho potuto provare finora:
MT110 (versione 0, gialla e nera): a parte il ben noto difetto che sopraeleva leggermente il comparto suola-intersuola sulla parte esterna del metatarso (diciamo appena dietro l'attaccattura di migliolino e anulare), dando la sensazione di una calzata un po' sbilanciata verso l'interno del piede, la MT110 è una delle migliori scarpe minimaliste che abbia provato fino ad oggi. Perfetta la volumetria interna, che lascia spazio alle dita e fascia alla perfezione il collo del piede. Ottima la protezione dal fondo e buono il grip, l'ammortizzazione si sente pochissimo nonostante il cm di EVA, rendendola una scarpa bella secca e molto allenante per chi vuole preparare il fisico alla corsa naturale.
Un'assenza che si sentirà sul mercato, lasciando di fatto il campo libero a Inov8 nella nicchia dei minimalisti impenitenti (o NMI, associazione di stampo massonico di cui possiedo tessera numerata

) che cercano scarpe leggere, poco intrusive a livello di meccanica di appoggio ed estremamente sensibili sul terreno.
Leadvile 1210: a breve pubblicheremo una recensione su ST per cui rimando la lettura approfondita a quella sede, ma non è certo un segreto che questa sia una delle scarpe da trail meglio realizzate degli ultimi anni. Morbida, accogliente, ammortizzata con criterio e utilizzando un materiale, il Revlite, davvero eccellente. Ottima la scelta di un differenziale intermedio di 8mm, che accontenta tutti (abituato a differenziali ben inferiori, la sensazione è quella di un 6 mm, non di più). Ovviamente qualche difetto ce l'ha anche lei, ma la suola Vibram si comporta talmente bene su ogni possibile tipologia di terreno da lasciare semplicemente sbalorditi, facendo dimenticare i peccatucci della Leadville.
Eccellenza allo stato puro.
MT 110 V2: fatto qualche giretto di prova ma è ancora in fase di valutazione, confermo quanto detto finora. Di buono c'è una suola veramente bella, grippante e molto "sticky", con una scolpiture intelligente, aggressiva ma non troppo. Molto valida la scelta di adottare il Revlite anche su questo modello, dando un po' di ammortizzazione in più senza sacrificare troppo in sensibilità del terreno. Upper un po' caldo, sicuramente molto più resistente della versione precedente. Il vero punto interrogativo è il puntale stretto, bel lontano dalla forma che lascia spazio alle dita per allargarsi e fare il loro lavoro in fase di spinta, che segue l'ispirazione stradaiola delle A1 adottandone un po' la geometria. Per adesso sono combattuto, vedremo man mano che si accumulano i km.
Mt 1010 V2: l'ho solo provata velocemente, e se non fosse che il mio piede non ci andava tanto d'accordo come morfologia penso che sarebbe diventata la mia scarpa preferita per questa stagione: leggera, grip esagerato, protettiva, ammortizzazione eccezionale dato il segmento tendente al minimal, upper rivisto e migliorato e finalmente solido a sufficienza per affrontare i sentieri in tutta serenità. Anche di questa meraviglia parleremo presto sulla rivista, quindi stay tuned!
Buoni sentieri,
A.