Figurati Alberzek per me sono ampiamente utilizzabili e anche io per comodità uso, la maggior parte delle volte, quelli. Basta dare una bella riscacquata con l’acqua e davvero non ci vedo questi grossi problemi. Chiaro che se si prendono quelle secche, se ne rispetta l’ammollo, magari le facciamo pure germogliare (aumentandone notevolmente il valore nutrizionale) è meglio.
Ma non sempre ne ho il tempo, la voglia e riesco ad organizzarmi.
Ed è pure giusto secondo me proporre soluzioni applicabili, pratiche e perchè no, economiche altrimenti un neofita potrebbe pensare giustamente che per far da mangiare vegano ci vogliano ore di preparazioni e spese solo al biologico da 200 € a settimana.
Invece è un movimento che parte dal basso, dalla verdura e dalla frutta di stagione, dai cereali, dai legumi (sì anche in scatola, perchè no), prendendo come esempio l’alimentazione dei nostri avi in cui la carne,troppo costosa, veniva mangiata sì e no una volta a settimana (mio papà si ricorda addirittura una volta al mese, ma era povertà dura)
Siamo, o almeno sono tendenzialmente orientato all’alimentazione salutista ma non sono un monaco o un asceta, le serate “golose”, le serate “fast food” o il tris di dolce ci stanno così come le bevute in compagnia nel terzo tempo del trail !
Ogni tanto se la trovo mi prendo pure la maionese vegana già pronta, dove sta il problema ?
Prodeprodiere, bello leggere storie come la tua, ci si avvicina a queste scelte per diversi motivi, sono convinto che non conti poi molto da dove e perchè siamo partiti ma ritrovarci sulla stessa strada non può che farmi piacere. Il fatto che i problemi allergici si siano ridotti di molto è abbastanza normale, è successo pure a me e a molti altri che hanno intrapreso questo cammino e la spiegazione, come credo saprai visto il libro che hai letto, è che il latte e i latticini sono degli allergeni formidabili, senza tener conto di quanti antibiotici ci mangiamo su carne, latte e formaggi.
Infine, riguardo il recupero degli scarti, l’ideale sarebbe avere un essicatore, un fornetto che scalda solo a 40-50°oppure stendi la fibra, dopo averla ben mescolata, su una pirofila (quella da pasticcio, per capirci

) con un’altra della stessa misura sopra a fargli da coperchio e la lasci fuori al sole per 6-7 ore così escono dei “cracker di frutta” per niente male. L’ideale comunque resta l’essicatore, più pratico e meno laborioso, inoltre è utilissimo per seccare la frutta di stagione e fare così scorta per i mesi invernali!
Buone co(r)se a tutti