Anche io ho trovato molto bello il post di Cicco, però è anche vero che con 10 anni di ultra sulle spalle puoi ben partire per la LUT solo armato del tuo coraggio e della tua esperienza, e andrà bene proprio perché saranno quel coraggio e quell'esperienza a fare la differenza.
Cicco, spaccherai di brutto e la tua LUT sarà una figata, soprattutto ora che ti si è riaccesa la fiamma. Tu sei un ultratrailer con due palle così e dell'allenamento ben fatto puoi anche fare a meno, non ho dubbi a riguardo.
Per me, invece, la gara comincia nel momento in cui faccio il primo passo fuori casa per il primo allenamento dopo aver preso la decisione di iscrivermi. Il percorso di preparazione per me è importantissimo, rappresenta il grosso del viaggio ed è anche quello che mi godo di più perché è praticamente l'unico elemento che posso controllare in qualche modo. Il giorno della gara ne possono capitare mille, il meteo può imporre un cambio di percorso o anche solo un viaggio più sgradevole del previsto, posso beccare la giornata no e ritirarmi, magari per infortunanio, ne possono succedere mille di sfighe. Ma i miei mesi di allenamenti, di fatiche e di progressi, quelli non me li toglierà nessuno. Ed è su quelli che costruirò la mia confidenza e la sicurezza necessaria non tanto per finire la gara, quanto per partire col sorriso sulle labbra e con la voglia di divertirmi (almeno un po', via!).
Io è in virtù di quest'assenza, di quest'impossibilità che scelgo di non andare a cercare passi inutilmente più lunghi della gamba: la mia prima vera ultra voglio che sia un bel ricordo, una grande avventura, non una paranoia portata a casa nonostante tutto. Magari sono io che non ho la stoffa necessaria e sono troppo cervellotico, ma tant'è, sono fatto così
