Il Tor è un attimo.
E’ questo quello che penso durante il viaggio di rientro a casa. Colle del Piccolo San Bernardo, Iseran e poi giù dal Moncenisio di nuovo in Italia, come se il bisogno di montagne non fosse ancora abbastanza.
Cinque giorni e una manciata di ore trascorsi come se fossero un unico grande giorno. Durante il Tor il tempo si dilata, sfuma, si deforma.
Ma non è di questo che voglio parlare, non è di questo mio Tor che voglio scrivere. Anche perché non credo di avere ancora ben messo a fuoco quello che ha significato per me questo viaggio…per ora mi accontento (e non poco) di sentire un’intimità ancora più forte con quella che per me è una passione sconfinata.
I miei vogliono solo essere ringraziamenti. A tutti, ma davvero tutti…anche se quello che segue sembrerà solo un elenco.
Grazie Ai VDA Trailers per aver sognato e messo in piedi questo incredibile viaggio. Neanche partiti e già le prime lacrime strozzate al video sui Maratonabili. Hai ragione Silvano: la vita vera è un’altra. Rispetto di noi stessi, rispetto degli altri, rispetto dell’ambiente…un mantra per 330 Km.
Grazie ai due ragazzi al Col Entrelor, un the caldo all’alba e due risate come colazione. Una bottiglia ghiacciata sul tavolo come misura del freddo trascorso ad aspettare e confortare perfetti sconosciuti
Grazie al rifugio Sogno: varrà lo stesso discorso che farò per il Grand Tournalin.
Arrivi a Perloz: sono piccoli ma grandi come l’allegria e la passione che ci mettono in questa avventura. Sono partito che non vedevo l’ora di arrivare da voi: la foto con cornice, rimarrà lo scatto più bello di questo Tor.
Grazie al Rifugio Coda: la passione incredibile che traspare dai loro occhi ripaga di ogni fatica, del fango e di piedi bagnati. Ancora lontani dal traguardo l’arrivederci a Courmayeur, riscalda il cuore.
Poi l’inferno…
Grazie al fantastico Rifugio della Barma…in piena notte, veniamo accuditi come, anzi meglio, che ad un ristorante. Riparti con un sorriso e con la sensazione di non ringraziare mai abbastanza, di andare via così, ingrato e irriconoscente.
Grazie a quella stretta di mano e quel “ricordati di Issime” in uscita dal ristoro del Lago Chiaro che mi fa ridere come un bambino: un genio!
E poi Loo.
Ci arrivi dopo forse il momento più difficile del tuo Tor e quel tifo da stadio, quel calore umano… fa venire le lacrime agli occhi già a qualche centinaio di metri. Non piango solo per orgoglio. Un ristoro che sembra un presidio Slow Food …un invito a mettere i piedi nella fontana e un attenzione silenziosa nei nostri confronti che scrolla via di dosso Km di fatica: grazie ragazzi…non troverò mai parole adatte a ringraziarvi. Se sono arrivato in fondo, gran parte del merito è vostro.
Grazie al Rifugio Grand Tournalin: entri in piena notte e un religioso silenzio, accoglie noi folli e assonnati. Un ora di sonno e una sveglia che sa di affetto: non ricordo il suo viso ma ricordo gli occhi in sala: poche parole, molta sostanza: io da grande vorrei essere così. Immensa stima. Se decidessi di fare il volontario…vorrei condividerlo con voi.
Un grazie a tutti i massaggiatori: arrivare a Valtournanche e trovare dei ragazzi che alle 4 di mattina sono li svegli e pronti a sistemarti fa sembrare più vicino e possibile l’arrivo. Grazie ragazzi: siete giovani, siete belli: vi auguro nella vita ogni bene possibile e immaginabile!
Grazie al Vareton : Brodo di carne e gente di montagna seria: quella che piace a me!
Al Rosarie Clermont ritrovi facce conosciute: le stesse del the caldo all’Entrelor. La sensazione è di avere a che fare con dei professionisti della montagna e ti senti protetto: un arrivederci in altre terre che spero si concretizzi.
Prima del Col Brison trovi un ristoro (abusivo?) dagli ‘infissi’ un po’ troppo spartani: ma tante, tante risate e buonumore in piena notte. Certo se piovesse…se la passerebbero male! VDA Trailers: a buon intenditor ..poche parole
Ed è cosi che arrivi a Ollomont: la trafila è sempre la stessa. Doccia, massaggio, dormitina e poi mangi (a volte mangi prima di dormire) . E qui arriva il bello: entri in sala ma non entri ad un ristoro, entri in un ristorante con tanto di menù. Quella “colazione”…pasta al sugo, frittata di cipolle e patate e caffè …la ricorderò finché campo: siete una delle cose più incredibili di questo viaggio e il mio vuole essere un abbraccio infinito ad ognuno di voi.
Grazie davvero di cuore a tutti voi volontari, anche a quelli che forse non hanno ben accolto lo spirito del Tor (ebbene si anche al Tor ci sono contraddizioni). Grazie davvero a tutti: il rammarico più grosso rimarrà sempre quello di avere la sensazione di non riuscire a farlo mai abbastanza, di essere sempre perennemente in debito.
Io non so se rifarò il Tor…è presto ancora per pensarci, ma di una cosa sono certo. Se mai deciderò di esserci nuovamente sarà solo ed esclusivamente per ricercare e ritrovare i vostri occhi e la vostra umanità: quel calore umano che porterò sempre con me e che mi ha reso una persona diversa.
Un infinito grazie e un abbraccio ad ognuno di voi