Secondo me si sta facendo un po’ di confusione in questo forum come all’esterno. Dovremmo riuscire a mantenere la discussione sul progetto TAV, distinta da quello del modello di sviluppo. Ovviamente non perché non sia discutibile quest’ultimo, anzi opere come la TAV mettono in forte discussione il modello contemporaneo e possono essere un momento di ripensamento. Però adesso discutiamo la tav.
silvioma ha scritto:@giobia, guarda che Mercalli & c nelle sedi opportune parlano di alternative e soluzioni (suo e di oltre 100 dotti io materia il fardello tecnico che hanno proposto di discutere a monti e company, ma ke non è stato preso in considerazìone)
Le soluzioni alternative proposte dai Dotti, per quanto ne sappia io e per quello che ho trovato sul web propongono altri modelli di sviluppo, non progetti alternativi di trasporto e comunicazione con la francia, non ipotesi di sviluppo locale in una valle martoriata nei decenni da infrastrutture che poco hanno portato al territorio locale. Non un modo furbo per ottimizzare le risorse che potrebbero ricadere sul territorio.
Si parla di 300 (ma potrebbero essere di più) ml di euri in opere destinate a risarcire il territorio (se contiamo la bassa valle fino a susa non arriviamo a 50.000 abitanti: sono 60.000 euri ad abitante (se li distribuiscono mi trasferisco che in famiglia siamo in 6

)) un'enormità che rischia di essere gestita male e dall’esterno (probabilmente dagli stessi che promuovono la TAV). Il grosso rischio che vedo nella contrapposizione duri e puri e che oltre il "buco" gli abitanti della valsusa si perdono l’occasione (non ripetibile) di ridisegnare nuove vie di sviluppo locale (questo sì sostenibile e partecipato), di riparare alle ferite ambientali passate, di raccogliere le esperinze positive di venti anni di lotte partecipate per creare una nuova forma di governo del territorio locale. Diversamente si perde. Si perde se la tav viene fatta provocando solo danni, si perde se non viene fatta e viene lasciata una valle in forte declino (chiedo scusa ai valsusini, ma questa è la situazione della bassa valle) con una classe politica ed amministrativa mediamente bassa (come nel resto di italia), senza un idea comune e condivisa di come deve essere la valle per i propri figli. Una delle maggiori spinte emotive che vengono dichiarate è: lo faccio per i miei figli. Bello e toccante (non c’è ironia), ma quale futuro ha la bassa valle di susa,: grandi aree di insediamenti industriali in disuso (in particolare quelli siderurgici sono una bellezza), conseguente aumento della disoccupazione, settore agricolo debolissimo a causa dell’ndustrializzazione anni 60 – 70, assenza di politica forestale, assenza di politica turistica, campanilismo dei vari comuni (quando si parla di cose diverse dalla tav) e antagonismo con alta valle (questa governata più dal centro destra, la bassa dal centro sinistra), degrado di molte zone urbane, disseto idrogeologico. Credo che la grande esperienza del movimento che è riuscita ad unire una popolazione debba riflettere su questi aspetti e prepararsi a governare grandi risorse in modo efficace e l’unico modo è avere un disegno strategico condiviso. Diversamente saranno distribuite a pioggia sui singoli campanili e saranno occasione di numerosi altri impatti. Credo che gli abitanti aderenti al noTAV siano leggermente offuscati da una drammatizzazione delle problematiche ambientali (che ci sono ma non sono straordinarie e probabilmente gestibili) e non colgano le opportunità non della TAV ma delle risorse che ricadrebbero sul territorio. La TAV per gli italiani è una iettatura, ma per la valsusa potrebbe essere un’ occasione… Che si rischia di perdere perché tutt le risorse positive sono nella lotta e nell’emergenza.
Poi noi "esterni" (ma coinvolti emotivamente e politicamente), al bar, possiamo parlare di sviluppo sostenibile. Possiamo chiederci se non c’era un modo migliore per spendere quei soldi, capire quante infiltrazioni criminali ci sono state, capire come mai il PD diviso su tutto è monolitico sul siTAV,…, ma non facciamolo sulla pelle della valle di susa (anche se lo chiedono loro stessi).
Sono stato prolisso, ma non è facile esprimere pensieri che sono già confusi alla partenza, spero che si sia capito il mio spirito.
augusto losio ha scritto:infine: vorrei un esempio di grande opera negli ultimi 30 anni che abbia dimostrato nei fatti la sua utilità, il suo ritorno in termini economici (astenersi bilanci in debito, grazie), la sua sostenibilità a fronte delle cifre stanziate.
e includo in questo anche le privatizzazioni e/o liberalizzazioni.
E’ una bella domanda a cui rispondo probabilmente in OT. Negli anni ’80 a torino si discuteva dell’opportunità della metropolitana. Si decise, politicamente, che c’erano opere prioritarie e si potenziarono i tram. Non so se le risorse effettivamente furono spese per attrezzature pubbliche più utili, ma dopo 30 anni è stata realizzata la prima linea ed è una favola (per quanto incompleta e con un tracciato disegnato dal figlio di qualcuno), ma assolutamente insufficiente e sicuramente non ha ritorno in termini economici. Una rete seria renderebbe Torino una delle più belle città italiane ma adesso è tardi.